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Uno contro tutti

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La prima cosa bella di venerdì 19 aprile 2024 è la storia del poeta jugoslavo Ante Zemljar, che andò solo contro tutti, prima a destra, poi a manca. Segno di indipendenza e giustizia. La racconta Erri De Luca nell’introduzione alle Poesie di lotta e resistenza da lui scelte per Crocetti.

Fu prima partigiano e prigioniero dei fascisti italiani. Poi, dopo la fine della guerra, si mise contro i titini vincitori, suoi ex compagni, e fu da loro mandato a spaccare pietre e subire nerbate. Dopodiché, De Luca non inserisce alcuna sua poesia nella raccolta, forse perché la poesia di Ante Zemljar è stata la sua stessa vita. Nulla che facesse rima con niente. Nessun verso compiacente. La metrica come forma di regime.

Essere stato contro questi e contro quelli, neri e rossi, è un verso libero, un marchio di garanzia: la certezze di non aver mai ceduto, se non al sospetto che vincere significhi accettare e questo, l’avesse dovuto mai fare, questo Ante non se lo sarebbe potuto perdonare.

La prima cosa bella di venerdì 19 aprile 2024 è la storia del poeta jugoslavo Ante Zemljar, che andò solo contro tutti, prima a destra, poi a manca. Segno di indipendenza e giustizia. La racconta Erri De Luca nell’introduzione alle Poesie di lotta e resistenza da lui scelte per Crocetti.

Fu prima partigiano e prigioniero dei fascisti italiani. Poi, dopo la fine della guerra, si mise contro i titini vincitori, suoi ex compagni, e fu da loro mandato a spaccare pietre e subire nerbate. Dopodiché, De Luca non inserisce alcuna sua poesia nella raccolta, forse perché la poesia di Ante Zemljar è stata la sua stessa vita. Nulla che facesse rima con niente. Nessun verso compiacente. La metrica come forma di regime.

Essere stato contro questi e contro quelli, neri e rossi, è un verso libero, un marchio di garanzia: la certezze di non aver mai ceduto, se non al sospetto che vincere significhi accettare e questo, l’avesse dovuto mai fare, questo Ante non se lo sarebbe potuto perdonare.

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