La prima cosa bella di venerdì 10 maggio 2024 è l’inquieto vivere, il contrario di quell’accettazione travestita da voglia di pace che porta alla sottomissione e alla morte della coscienza.
Il quieto vivere è sopravvalutato: non ricompone un conflitto, lo evita, ma cedendo a una sola parte. Inizia con piccole rinunce e finisce con una resa incondizionata alla sopraffazione. Prima si dice no alla targa per un martire, per non indicare i colpevoli, manco fosse scivolato per strada.
Poi tocca alle pietre d’inciampo, che se lucidate fanno, appunto, scivolare per strada. Poi si accetta l’invito del sottosegretario, anche se lo si considera un buffone, e non si reagisce al suo discorso fuori dal tempo, perché non sta bene, dato che si è ospiti. Si finisce ospiti, appunto, anche nella propria casa, alla cui porta si appone un simbolo in cui non si crede.
Si comincia dicendo “ni”, poi arrivano quelli che giustificano i “ni” e poi quelli che li trasformano, tutti, in sì. Meglio vivere inqui…
La prima cosa bella di venerdì 10 maggio 2024 è l’inquieto vivere, il contrario di quell’accettazione travestita da voglia di pace che porta alla sottomissione e alla morte della coscienza.
Il quieto vivere è sopravvalutato: non ricompone un conflitto, lo evita, ma cedendo a una sola parte. Inizia con piccole rinunce e finisce con una resa incondizionata alla sopraffazione. Prima si dice no alla targa per un martire, per non indicare i colpevoli, manco fosse scivolato per strada.
Poi tocca alle pietre d’inciampo, che se lucidate fanno, appunto, scivolare per strada. Poi si accetta l’invito del sottosegretario, anche se lo si considera un buffone, e non si reagisce al suo discorso fuori dal tempo, perché non sta bene, dato che si è ospiti. Si finisce ospiti, appunto, anche nella propria casa, alla cui porta si appone un simbolo in cui non si crede.
Si comincia dicendo “ni”, poi arrivano quelli che giustificano i “ni” e poi quelli che li trasformano, tutti, in sì. Meglio vivere inquieti, contrari a tutto e tutti, ma soprattutto a questi. E la prima notte di quiete, ce lo insegnò anni fa un bel film con Alain Delon è quella che non avremo, perché più non ci saremo.