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Il sesto minuto

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La prima cosa bella di giovedì 23 maggio 2024 è il sesto minuto dacché il volo SQ321 ha cominciato a precipitare. Valeva la pena esserci, forse. Ora, so che ai più verrà da obiettare che tutto vorrebbero sperimentare nella vita fuorché trovarsi su un aereo che, a causa di una turbolenza, perde quota e va giù a piombo nel cielo, cadendo per 1900 metri. Immagina le urla, lo stomaco e il cuore che salgono agli occhi, il terrore per chi ti è accanto e tutto quel che riesci a pensare mentre le maschere a ossigeno scendono, la carlinga vibra, le hostess scompaiono, il pilota tace, scopri di aver dimenticato le preghiere, più il resto che può succedere in cinque minuti, compresa la morte di uno dei passeggeri.

Non è infatti la cosa più bella per 229 persone (quante erano a bordo), ma per 228. Cinque minuti, poi al sesto l’aereo si ferma, non impatta con il suolo o con l’acqua, riprende a volare, risale. Non è finita lì: 228 persone rinascono. Starà a loro decidere se a nuova vita, ma quel c…

La prima cosa bella di giovedì 23 maggio 2024 è il sesto minuto dacché il volo SQ321 ha cominciato a precipitare. Valeva la pena esserci, forse. Ora, so che ai più verrà da obiettare che tutto vorrebbero sperimentare nella vita fuorché trovarsi su un aereo che, a causa di una turbolenza, perde quota e va giù a piombo nel cielo, cadendo per 1900 metri. Immagina le urla, lo stomaco e il cuore che salgono agli occhi, il terrore per chi ti è accanto e tutto quel che riesci a pensare mentre le maschere a ossigeno scendono, la carlinga vibra, le hostess scompaiono, il pilota tace, scopri di aver dimenticato le preghiere, più il resto che può succedere in cinque minuti, compresa la morte di uno dei passeggeri.

Non è infatti la cosa più bella per 229 persone (quante erano a bordo), ma per 228. Cinque minuti, poi al sesto l’aereo si ferma, non impatta con il suolo o con l’acqua, riprende a volare, risale. Non è finita lì: 228 persone rinascono. Starà a loro decidere se a nuova vita, ma quel confine resterà indimenticabile, pochi son tornati indietro per raccontarlo. Bisogna saperlo, d’esser vivi per miracolo.

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