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Le quinte nozze

(reuters)
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La prima cosa bella di martedì 4 giugno 2024 sono le quinte nozze di Rupert Murdoch (93) con Elena Zhukova (67). Ritenta, sarai prima o poi fortunato (non so lei).

L’uomo non mi ispira grande simpatia, ma prova un teorema. Viviamo sempre più a lungo, questo è il punto. L’idea di un amore giovanile che duri per sempre appartiene ad altre generazioni: una utopia facilitata dagli eventi storici. La durata di una vita media era un tempo assai breve: due si sposavano, lui andava in guerra e spesso non tornava, altrettanto spesso lei ne risposava un parente, che andava in guerra e non tornava oppure lo faceva e non la trovava più, vittima della peste, del tifo, di altre malattie che abbiamo debellato.

Viviamo sempre più a lungo e dobbiamo prepararci a quel che Woody Allen scongiurava in uno spot pubblicitario. “Fino a centoventi anni? E quanti divorzi dovremo affrontare?”. Lo scrittore americano Norman Mailer, che di anni ne visse “soltanto” 84 si sposò sei volte. A chi gli chiedeva che p…

La prima cosa bella di martedì 4 giugno 2024 sono le quinte nozze di Rupert Murdoch (93) con Elena Zhukova (67). Ritenta, sarai prima o poi fortunato (non so lei).

L’uomo non mi ispira grande simpatia, ma prova un teorema. Viviamo sempre più a lungo, questo è il punto. L’idea di un amore giovanile che duri per sempre appartiene ad altre generazioni: una utopia facilitata dagli eventi storici. La durata di una vita media era un tempo assai breve: due si sposavano, lui andava in guerra e spesso non tornava, altrettanto spesso lei ne risposava un parente, che andava in guerra e non tornava oppure lo faceva e non la trovava più, vittima della peste, del tifo, di altre malattie che abbiamo debellato.

Viviamo sempre più a lungo e dobbiamo prepararci a quel che Woody Allen scongiurava in uno spot pubblicitario. “Fino a centoventi anni? E quanti divorzi dovremo affrontare?”. Lo scrittore americano Norman Mailer, che di anni ne visse “soltanto” 84 si sposò sei volte. A chi gli chiedeva che problemi avesse con il matrimonio rispondeva: “Nessuno. Anzi, è tutto bellissimo. Vivi per qualche tempo a Parigi, città fantastica. Poi ti trasferisci a New York, altrettanto straordinaria. Poi scopri Londra e il viaggio continua”. Sempre felicemente, per lui: par di capire che escludesse la possibilità di capitare a Falluja.

Ma Falluja, prima o poi, aspetta tutti, e da lì bisogna solo uscire vivi, senza portarsi via niente altro che la pelle e un cuore riparabile. Il rischio Falluja è più forte all’inizio della vita, ma molto più grave alla fine. Per due motivi. Il primo è che non hai più tempo per rimediare e muori a Falluja, anziché a Città del Capo o Venezia. Il secondo è che dimostri a te stesso di aver vissuto invano, senza imparare.

Si possono fare errori da principianti, ma quelli da veterani sono imperdonabili. Auguri a tutti.

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