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Martinica

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La prima cosa bella di lunedì 17 giugno 2024 è la Martinica “vista” con gli occhi di una donna che lavora all’aeroporto Jfk di New York e sogna di tornarci.

Sala degli arrivi, serpentone infinito, 4 aerei scaricano contemporaneamente centinaia di passeggeri, messi in coda per l’autorizzazione all’ingresso negli Stati Uniti. Tutti sono stanchi per il volo e sbuffano, si procede lentamente.

Gli addetti e le addette che smistano la coda verso gli sportelli sono alternativamente o bersagli dell’insoddisfazione o invisibili, come fossero macchine che danno un numeretto.

C’è questa donna anziana, o precocemente invecchiata, che guarda la moltitudine affamata di New York e dice: “Voi volete venire qui, io vorrei tornare in Martinica. Perché non prendi una coincidenza e vai là, sono solo quattro ore. Qui si fatica e basta, sto in piedi otto ore e mezza a sentire gente che sacramenta e fugge via, poi due ore sui mezzi e vado a casa a parlare con il mio cane. In Martinica c’è il mare, ci son…

La prima cosa bella di lunedì 17 giugno 2024 è la Martinica “vista” con gli occhi di una donna che lavora all’aeroporto Jfk di New York e sogna di tornarci.

Sala degli arrivi, serpentone infinito, 4 aerei scaricano contemporaneamente centinaia di passeggeri, messi in coda per l’autorizzazione all’ingresso negli Stati Uniti. Tutti sono stanchi per il volo e sbuffano, si procede lentamente.

Gli addetti e le addette che smistano la coda verso gli sportelli sono alternativamente o bersagli dell’insoddisfazione o invisibili, come fossero macchine che danno un numeretto.

C’è questa donna anziana, o precocemente invecchiata, che guarda la moltitudine affamata di New York e dice: “Voi volete venire qui, io vorrei tornare in Martinica. Perché non prendi una coincidenza e vai là, sono solo quattro ore. Qui si fatica e basta, sto in piedi otto ore e mezza a sentire gente che sacramenta e fugge via, poi due ore sui mezzi e vado a casa a parlare con il mio cane. In Martinica c’è il mare, ci sono le aragoste a buon mercato. Vai allo sportello dieci, vai in Martinica”.

Ognuno ha il suo Eden, a volte si affatica per arrivarci, a volte per andarsene. A volte è solo l’ultimo sguardo di Carlito. Bisognerebbe riconoscerlo quando lo si incontra.

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