L’ultima risata
di Gabriele RomagnoliLa prima cosa bella di venerdì 21 giugno 2024 è l’ultima risata del generale. Era seduto a un pranzo e sembrava assorto, non preoccupato, soltanto lontano. Finché qualcuno, sapendo che era stato un alpino,
decise di raccontare un aneddoto. Riguardava una prozia che aveva un podere in campagna, proprio in Piemonte. Lì coltivava molti tipi di frutta, tra cui meravigliose pesche, che pendevano dai rami già succulente, in attesa della raccolta. Non lontano dalla fattoria c’era una caserma di alpini, che ne attraversavano i terreni per andare ad esercitarsi sui vicini colli, dato che la guerra era imminente. Capitava
che al loro passaggio molti dei frutti sparissero. La donna allora prese una tavola di legno e vi scrisse su “PESCHE AVVELENATE”, poi la piazzò davanti agli alberi, soddisfatta. L’indomani tornò e, di nuovo, molte pesche erano sparite. La tavola era stata girata e qualcuno, con la stessa vernice, aveva scritto: “Gli alpini d’Italia non temono la morte”. Il sole passò tra le nu…
La prima cosa bella di venerdì 21 giugno 2024 è l’ultima risata del generale. Era seduto a un pranzo e sembrava assorto, non preoccupato, soltanto lontano. Finché qualcuno, sapendo che era stato un alpino,
decise di raccontare un aneddoto. Riguardava una prozia che aveva un podere in campagna, proprio in Piemonte. Lì coltivava molti tipi di frutta, tra cui meravigliose pesche, che pendevano dai rami già succulente, in attesa della raccolta. Non lontano dalla fattoria c’era una caserma di alpini, che ne attraversavano i terreni per andare ad esercitarsi sui vicini colli, dato che la guerra era imminente. Capitava
che al loro passaggio molti dei frutti sparissero. La donna allora prese una tavola di legno e vi scrisse su “PESCHE AVVELENATE”, poi la piazzò davanti agli alberi, soddisfatta. L’indomani tornò e, di nuovo, molte pesche erano sparite. La tavola era stata girata e qualcuno, con la stessa vernice, aveva scritto: “Gli alpini d’Italia non temono la morte”. Il sole passò tra le nuvole, poi il generale si rifece serio.