✕

Il danno del ministro

1 minuti di lettura

La prima cosa bella di lunedì 9 settembre 2024 è quella irresistibile pulsione del ministro. Accade (soprattutto) in uno dei romanzi più amati degli Anni Novanta: Il danno, di Josephine Hart, straordinaria donna e scrittrice. Qualcuno avrà visto il film, in cui la parte del ministro tocca a Jeremy Irons, quella dell’amante a Juliette Binoche. Lei è la fidanzata del figlio del politico. È una donna che porta tempesta, ha subito il danno, è sopravvissuta e quindi non si preoccupa di causarlo.

Il ministro perde la testa. Mentre gli accade e si lascia andare, sa di essere diretto verso la rovina. La trama è irreparabile. Quando tutto viene scoperto il figlio si uccide, la moglie lo lascia, il ministro si dimette. Se ne va in esilio. Nell’ultima scena lo si vede camminare in sandali e pantaloni larghi, rifugiarsi in una baracca dove mangia pane e prosciutto. Ma se tornasse indietro di nuovo non saprebbe resistere.

Vite così lontane dalle nostre: potere, arroganza, ubris. Eppure hanno un …

La prima cosa bella di lunedì 9 settembre 2024 è quella irresistibile pulsione del ministro. Accade (soprattutto) in uno dei romanzi più amati degli Anni Novanta: Il danno, di Josephine Hart, straordinaria donna e scrittrice. Qualcuno avrà visto il film, in cui la parte del ministro tocca a Jeremy Irons, quella dell’amante a Juliette Binoche. Lei è la fidanzata del figlio del politico. È una donna che porta tempesta, ha subito il danno, è sopravvissuta e quindi non si preoccupa di causarlo.

Il ministro perde la testa. Mentre gli accade e si lascia andare, sa di essere diretto verso la rovina. La trama è irreparabile. Quando tutto viene scoperto il figlio si uccide, la moglie lo lascia, il ministro si dimette. Se ne va in esilio. Nell’ultima scena lo si vede camminare in sandali e pantaloni larghi, rifugiarsi in una baracca dove mangia pane e prosciutto. Ma se tornasse indietro di nuovo non saprebbe resistere.

Vite così lontane dalle nostre: potere, arroganza, ubris. Eppure hanno un punto di contatto, un raggio di universalità. Sta in quel cedimento alla passione che riconosce qualcosa di superiore, nell’istinto della rovina che batte quello di auto-conservazione. Desiderio di dissoluzione in qualcosa di più grande. Finalmente, ammettersi nullità.

Leggi i commenti