L’aeroporto di Atlanta
di Gabriele RomagnoliLa prima cosa bella di giovedì 19 settembre 2024 è l’aeroporto di Atlanta. È il più trafficato del mondo. Poiché sta in mezzo agli Stati Uniti ed è la casa di Delta ogni anno ci passano più di 100 milioni di persone.
Una nazione, di residenti temporanei. Sta agli altri aeroporti come il primo cellulare Motorola agli smartphone di oggi. Quello serviva per telefonare, l’aeroporto di Atlanta per volare. Niente funzioni superflue: non sembra, come altri, un mall. È vecchio, enorme, essenziale. È un pezzo di vita del pianeta. Fa impressione pensare a quei cento milioni, all’incrocio delle loro destinazioni, alle cose che ci determinano: coincidenze, transiti, partenze, arrivi, uscita, bagagli. Le compagnie aeree non fanno che rispecchiare le peggiori diseguaglianze che si trovano altrove: fast track, lounge, imbarchi scaglionati, servizi differenziati. Siamo tutti passeggeri di un volo.
Nelle luci della pista di decollo, quando il volo DL 66 corre incontro a un qualunque futuro riesco a …
La prima cosa bella di giovedì 19 settembre 2024 è l’aeroporto di Atlanta. È il più trafficato del mondo. Poiché sta in mezzo agli Stati Uniti ed è la casa di Delta ogni anno ci passano più di 100 milioni di persone.
Una nazione, di residenti temporanei. Sta agli altri aeroporti come il primo cellulare Motorola agli smartphone di oggi. Quello serviva per telefonare, l’aeroporto di Atlanta per volare. Niente funzioni superflue: non sembra, come altri, un mall. È vecchio, enorme, essenziale. È un pezzo di vita del pianeta. Fa impressione pensare a quei cento milioni, all’incrocio delle loro destinazioni, alle cose che ci determinano: coincidenze, transiti, partenze, arrivi, uscita, bagagli. Le compagnie aeree non fanno che rispecchiare le peggiori diseguaglianze che si trovano altrove: fast track, lounge, imbarchi scaglionati, servizi differenziati. Siamo tutti passeggeri di un volo.
Nelle luci della pista di decollo, quando il volo DL 66 corre incontro a un qualunque futuro riesco a vedere e sentire anche voi, che splendete nel nulla.