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Il mega-flop

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La prima cosa bella di lunedì 7 ottobre 2024 è il mega-flop, l’insuccesso galattico e definitivo di chi ha avuto, in precedenza, un successo galattico ma, come ogni cosa, non definitivo. Sto parlando di quello cercato, consapevolmente o no, non dell’incidente di percorso che sbalza dal trono di cartapesta una Ferragni qualsiasi. Piuttosto, l’artista che concepisce e realizza l’ultimo progetto possibile: la propria autodistruzione.

Come Francis Ford Coppola che si vende anche le vigne per produrre questo film, Megalopolis, che già dal titolo è profezia nefasta, megalomania che cerca invano di oscurare Fritz Lang. E come lui, prima di lui, Michael Cimino, disperso ai cancelli del cielo; Kevin Costner, scomparso sott’acqua, brevemente riaffiorato e sparito all’orizzonte.

Per il mega-flop occorre un mega-autore, uno che abbia avuto tanto e si sia chiesto la sera, prima di addormentarsi: “Per tanto poco?”. Uno che sa di aver bluffato e implora di essere smascherato e se nessuno lo fa, ci…

La prima cosa bella di lunedì 7 ottobre 2024 è il mega-flop, l’insuccesso galattico e definitivo di chi ha avuto, in precedenza, un successo galattico ma, come ogni cosa, non definitivo. Sto parlando di quello cercato, consapevolmente o no, non dell’incidente di percorso che sbalza dal trono di cartapesta una Ferragni qualsiasi. Piuttosto, l’artista che concepisce e realizza l’ultimo progetto possibile: la propria autodistruzione.

Come Francis Ford Coppola che si vende anche le vigne per produrre questo film, Megalopolis, che già dal titolo è profezia nefasta, megalomania che cerca invano di oscurare Fritz Lang. E come lui, prima di lui, Michael Cimino, disperso ai cancelli del cielo; Kevin Costner, scomparso sott’acqua, brevemente riaffiorato e sparito all’orizzonte.

Per il mega-flop occorre un mega-autore, uno che abbia avuto tanto e si sia chiesto la sera, prima di addormentarsi: “Per tanto poco?”. Uno che sa di aver bluffato e implora di essere smascherato e se nessuno lo fa, ci pensa da solo, arrivando al traguardo pulito, le tasche vuote, la somma algebrica uguale a zero, come tutti dovremmo, nel migliore dei casi.

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