Vinegar Hill, non New York
di Gabriele RomagnoliLa prima cosa bella di mercoledì 23 ottobre 2024 è l’uscita della guida di New York edita da Alessandro Cattelan “per non tornare ogni volta a Times Square”. C’è anche una mia paginetta, che qui riproduco, su una cosa bella e poco visitata: Vinegar Hill.
“Quando ami intensamente una persona impari ogni cosa di lei: ogni parte del corpo, ogni gesto, ogni reazione. Familiarizzi con un segno sul collo, un tic verbale, la sorpresa di fronte ai notiziari. Poi, quando la passione è definitiva, senza ritorno, cerchi quei momenti in cui lei o lui non è sé stessa o sé stesso, gli scarti, le rivelazioni. Così, quando riconosci ogni angolo di Manhattan, quando potresti camminare bendato e non perderti per la maggior parte delle strade di Brooklyn, dove puoi ancora andare perché New York non ti sembri New York? A Vinegar Hill. Ti lasci alle spalle il fiume e i ponti, la riva del parco, i magazzini ristrutturati di Dumbo, il suono persistente della metropolitana e continui a salire verso la collina. Alla tua sinistra ti accompagnerà la centrale idroelettrica, alla destra edifici che perderanno sempre più l’immagine di confortevoli scatole, ridiventando misteri dietro portoni arrugginiti. Nessun suono fungerà da indizio.
Tanto è rumorosa Dumbo, quanto è silente Vinegar Hill. Sulla sommità ti attende una cittadina fantasma, una di quelle che visiti nei sogni, costruita con ricordi, immagini fissate nella retina, fantasie. La bottega di un fiorista che non ha più fiori. Il negozio che riproduce mobili in scala per case di bambole. Il ristorante che sembra chiuso, vuoto, ma ogni volta che la porta si apre entrano o escono chiacchiere, posate che rintoccano sul bordo di stoviglie, come se una festa clandestina fosse perpetuamente in atto. Al fondo della strada una cancellata protegge l’ingresso di una sontuosa villa in rovina, una magione ottocentesca, bianca, forse trasportata dalla Georgia. Sul marciapiede, qualche tavolino rotondo con due sedie: qualcuno stava giocando una partita interrotta di fretta. Da qui New York è uno scorcio, un frammento che raccogli in punta di piedi. Non fosse che sei a New York, ma non lo sai, non più. Hai trovato il punto segreto da amare nella persona che più amavi.