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L’uomo che non c’era

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La prima cosa bella di mercoledì 30 ottobre 2022 sarebbe un gesto clamoroso da parte dell’uomo che non c’era. Era assente lunedì scorso a Parigi all’assegnazione del Pallone d’oro, dove pure gli hanno assegnato il titolo di miglior allenatore della passata stagione. Quante volte avete sentito elogiare, a ragione, Carlo Ancelotti? E perché allora quest’assenza, questa protesta assurda? Al Real Madrid il presidente è padrone e tutto vuole: Liga, Champions e perfino quel che non decide il campo, ma la fallacia dei giornalisti. Non gli bastavano 3 dei suoi nei primi 4, voleva il vincitore. Non l’ha avuto? Tutti a casa. Anche Ancelotti. Ora, nella vita capitano giorni sbagliati, anche di fila. Puoi fare due figuracce di seguito: perdere 4 a 0 in casa nel Clasico contro il Barcellona e obbedire al tiranno, non presentandoti dove il rispetto imporrebbe di andare perché ti stanno rispettando e aspettando. Non dico che Ancelotti dovrebbe dimettersi dal Real (tanto richiamerebbero Zidane), bast…

La prima cosa bella di mercoledì 30 ottobre 2022 sarebbe un gesto clamoroso da parte dell’uomo che non c’era. Era assente lunedì scorso a Parigi all’assegnazione del Pallone d’oro, dove pure gli hanno assegnato il titolo di miglior allenatore della passata stagione. Quante volte avete sentito elogiare, a ragione, Carlo Ancelotti? E perché allora quest’assenza, questa protesta assurda? Al Real Madrid il presidente è padrone e tutto vuole: Liga, Champions e perfino quel che non decide il campo, ma la fallacia dei giornalisti. Non gli bastavano 3 dei suoi nei primi 4, voleva il vincitore. Non l’ha avuto? Tutti a casa. Anche Ancelotti. Ora, nella vita capitano giorni sbagliati, anche di fila. Puoi fare due figuracce di seguito: perdere 4 a 0 in casa nel Clasico contro il Barcellona e obbedire al tiranno, non presentandoti dove il rispetto imporrebbe di andare perché ti stanno rispettando e aspettando. Non dico che Ancelotti dovrebbe dimettersi dal Real (tanto richiamerebbero Zidane), basterebbe un gesto, una lettera personale di scuse, un tweet appena, un sopracciglio inarcato all’insù, verso un potente prepotente. Mister vuole dire signore.

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