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Noi ci saremo per sempre

Il ministro Antonio Tajani

 
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La prima cosa bella di lunedì 18 novembre 2024 è una frase pronunciata, pensa un po’, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Accade a un convegno organizzato a Torino del Collegio universitario aspiranti medici missionari. Ora, sarà che abituati a leghisti e fratelli a sentire uno di Forza Italia ti pare di ascoltare uno statista, ma qui non si tratta di cose istituzionali. A un certo punto Tajani dice: “Noi ci saremo per sempre”. Va bene, devi farti passare la spaventosa idea che si riferisca alla coalizione di governo. Mannò, non sta facendo politica, esprime una convinzione di credente. Infatti spiega: “Dio era, è e sarà per sempre. Noi non eravamo, siamo, ma saremo per sempre”. E con questo indica non tanto un privilegio, ma una responsabilità, un affidamento dell’universo anche alle nostre coscienze, o anime, imperiture. È un’affermazione coraggiosa, più ancora della ri-affermazione dello ius scholae. L’eternità mi fa paura più della morte, ma rispetto, ammiro quasi chi la inv…

La prima cosa bella di lunedì 18 novembre 2024 è una frase pronunciata, pensa un po’, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Accade a un convegno organizzato a Torino del Collegio universitario aspiranti medici missionari. Ora, sarà che abituati a leghisti e fratelli a sentire uno di Forza Italia ti pare di ascoltare uno statista, ma qui non si tratta di cose istituzionali. A un certo punto Tajani dice: “Noi ci saremo per sempre”. Va bene, devi farti passare la spaventosa idea che si riferisca alla coalizione di governo. Mannò, non sta facendo politica, esprime una convinzione di credente. Infatti spiega: “Dio era, è e sarà per sempre. Noi non eravamo, siamo, ma saremo per sempre”. E con questo indica non tanto un privilegio, ma una responsabilità, un affidamento dell’universo anche alle nostre coscienze, o anime, imperiture. È un’affermazione coraggiosa, più ancora della ri-affermazione dello ius scholae. L’eternità mi fa paura più della morte, ma rispetto, ammiro quasi chi la invoca e ne trae conseguenze, soprattutto così, fuori contesto e con, credo, convinzione. Poco prima avevo letto una frase di Paul Auster: “Le storie senza epilogo non possono che durare per sempre”. E forse questo siamo: personaggi di una storia che continueranno dopo l’ultima pagina, senza carta, inchiostro, schermo, niente. Senza essere visti se non in momenti di fantasia, consapevolezza o ricorso a oppiacei.

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