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Auster tra noi

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La prima cosa bella di giovedì 21 novembre 2024 è la voce di Paul Auster che arriva ancora a quasi sei mesi dalla sua scomparsa. In libreria trovate Una nazione bagnata di sangue, con le fotografie di Spencer Ostrander e A New York con Paul Auster, la guida narrativa di Giorgio BIferali. Avevo terminato l’ultimo articolo su di lui con due citazioni, queste: “Volevo scrivervi una lunga lettera per trattenere la vostra attenzione il più a lungo possibile. L’ho fatto con sforzo e amore. Mi mancate molto. Con affetto, Paul (Notizie dall’interno)” e “Quando giungeremo dove siamo diretti, tenterò di scrivere ancora, lo prometto. (Nel paese delle ultime cose)”. L’ha fatto, direttamente o per interposta persona. Vivere a lungo (e dovremmo concordare che superare mezzo secolo già rientra nella definizione) significa accumulare mancanze, voltarsi e non trovare la mano o lo sguardo, pensare mentre si fa sera di telefonare a qualcuno che non può rispondere, risolvere da soli un dilemma etico. Scr…

La prima cosa bella di giovedì 21 novembre 2024 è la voce di Paul Auster che arriva ancora a quasi sei mesi dalla sua scomparsa. In libreria trovate Una nazione bagnata di sangue, con le fotografie di Spencer Ostrander e A New York con Paul Auster, la guida narrativa di Giorgio BIferali. Avevo terminato l’ultimo articolo su di lui con due citazioni, queste: “Volevo scrivervi una lunga lettera per trattenere la vostra attenzione il più a lungo possibile. L’ho fatto con sforzo e amore. Mi mancate molto. Con affetto, Paul (Notizie dall’interno)” e “Quando giungeremo dove siamo diretti, tenterò di scrivere ancora, lo prometto. (Nel paese delle ultime cose)”. L’ha fatto, direttamente o per interposta persona. Vivere a lungo (e dovremmo concordare che superare mezzo secolo già rientra nella definizione) significa accumulare mancanze, voltarsi e non trovare la mano o lo sguardo, pensare mentre si fa sera di telefonare a qualcuno che non può rispondere, risolvere da soli un dilemma etico. Scrivere ha questo solo vantaggio: basta che in qualche parte del mondo qualcuno posi gli occhi su una pagina e ci sei. Ancora. E racconti di come tua nonna abbia ucciso tuo nonno con un colpo di pistola. E un altro scrittore venuto a New York per cercarti (credendo di averlo fatto invano, ma sbagliandosi), può annotare questa tua frase: “Le storie senza epilogo non possono che durare per sempre”. E se nulla dura, nemmeno la fine allora.

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