Nostalgia del futuro
di Gabriele RomagnoliLa prima cosa bella di lunedì 25 novembre 2025 è avere nostalgia soltanto del futuro. Ci pensavo leggendo il romanzo di Sandro Veronesi Settembre nero, una madeleine degli Anni 70. I mangiadischi, le radiocronache, Bitossi, le palline clic-clac: tutto l’armamentario rievocativo che perfettamente riproduce un momento. E la sensazione, per chi è cresciuto dentro quella bolla spazio-tempo, che contenesse una promessa. Conseguente il destino di voltarsi indietro e ricordarla come tale, accarezzare quel tempo gratificandolo di qualità (come l’innocenza o la decenza) e circondandolo con l’aura dell’attesa. La riuscita della vita poi viene delegata a una traduzione: dal vago al definito, dall’incerto significato al possibile senso compiuto. Quale che sia l’esito, resta una nostalgia del pregresso perché quel che non era conteneva il tutto. Il più grande successo è essere andati avanti, più di quanto di si attendesse, e non voltarsi mai indietro, consapevoli che questa, presente, è la libertà…
La prima cosa bella di lunedì 25 novembre 2025 è avere nostalgia soltanto del futuro. Ci pensavo leggendo il romanzo di Sandro Veronesi Settembre nero, una madeleine degli Anni 70. I mangiadischi, le radiocronache, Bitossi, le palline clic-clac: tutto l’armamentario rievocativo che perfettamente riproduce un momento. E la sensazione, per chi è cresciuto dentro quella bolla spazio-tempo, che contenesse una promessa. Conseguente il destino di voltarsi indietro e ricordarla come tale, accarezzare quel tempo gratificandolo di qualità (come l’innocenza o la decenza) e circondandolo con l’aura dell’attesa. La riuscita della vita poi viene delegata a una traduzione: dal vago al definito, dall’incerto significato al possibile senso compiuto. Quale che sia l’esito, resta una nostalgia del pregresso perché quel che non era conteneva il tutto. Il più grande successo è essere andati avanti, più di quanto di si attendesse, e non voltarsi mai indietro, consapevoli che questa, presente, è la libertà, questa la miglior vita e aspettare il futuro, quello sì, già un po’ rimpiangendolo.