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Corpo

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La prima cosa bella di lunedì 16 dicembre 2024 è contenuta nel romanzo di Han Kang, La vegetariana. Non avendola mai letta prima, ecco che il Nobel svolge la sua funzione e, per una volta, pure opportunamente. Il romanzo ricorda certi film orientali dell’orrore quotidiano che si potevano noleggiare nella collana Criterion. Insinuavano che ogni piccola cosa delle nostre vite può avere un grande significato e provocare rivoluzioni. A pagina 171 dell’edizione tascabile Adelphi Kang scrive: “È il tuo corpo, puoi trattarlo come ti pare. L’unico territorio in cui sei libera di fare come preferisci”. È una verità, spesso negata. Quando hai nulla, ti resta il corpo. È la tua patria. Lì gli adolescenti tatuano simboli e desideri irraggiungibili. I capelli delle donne, le barbe incolte o disegnate degli uomini, le rughe o il lifting (anche il Boss sia libero di farselo), i dimagrimenti, tutte le modifiche volontarie e quell’ultima scelta: l’esilio, lasciare il corpo quando non è altro che un es…

La prima cosa bella di lunedì 16 dicembre 2024 è contenuta nel romanzo di Han Kang, La vegetariana. Non avendola mai letta prima, ecco che il Nobel svolge la sua funzione e, per una volta, pure opportunamente. Il romanzo ricorda certi film orientali dell’orrore quotidiano che si potevano noleggiare nella collana Criterion. Insinuavano che ogni piccola cosa delle nostre vite può avere un grande significato e provocare rivoluzioni. A pagina 171 dell’edizione tascabile Adelphi Kang scrive: “È il tuo corpo, puoi trattarlo come ti pare. L’unico territorio in cui sei libera di fare come preferisci”. È una verità, spesso negata. Quando hai nulla, ti resta il corpo. È la tua patria. Lì gli adolescenti tatuano simboli e desideri irraggiungibili. I capelli delle donne, le barbe incolte o disegnate degli uomini, le rughe o il lifting (anche il Boss sia libero di farselo), i dimagrimenti, tutte le modifiche volontarie e quell’ultima scelta: l’esilio, lasciare il corpo quando non è altro che un estraneo, non dà altro che dolore, è una storia finita, quella della nostra più intoccabile libertà.

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