Certo, il nubifragio. Settantaquattro millimetri d'acqua in un'ora e mezza. Ma a Roma si chiudono le scuole perché alla Regina Margherita, Trastevere, la seconda scuola costruita nella capitale dopo l'Unità d'Italia (la regina Margherita, ecco), i maestri lasciano le finestre aperte finita la lezione e i bidelli non le chiudono. E con 74 millimetri d'acqua e le finestre aperte non c'è scampo. E il capo dei bidelli, che vive dentro la scuola - perché a Roma si può metter su famiglia dentro una scuola - , la sera preferisce guardarsi "Porta a porta" piuttosto che fare il giro di controllo dei tre piani assegnati. Il giorno dopo, però, può lamentarsi indignato: "'sti 'azz di politici che parlano, parlano e non fanno nulla".
A Roma tre ore di nubifragio fanno chiudere le scuole perché gli infissi delle finestre non tengono più, e nessuno ha i soldi per sostituirli, e alla Regina Margherita mancano le scossaline scaccia-acqua e i marmi sotto le finestre sono costruiti in salita, ricacciano lo scolo dentro l'aula. A Roma si chiudono le scuole perché quei pochi soldi che sono riusciti a trovare li hanno impegnati per rifare - quest'estate - un terrazzino cadente. Trentamila euro di lavori, dicono, che già sembra un'enormità e oggi è arrivato il collaudo: tutta l'acqua che è piovuta è finita giù in mensa e ha trasformato le cucine in una piscina e ha riempito la dispensa con le vivande custodite e ha fatto saltare la corrente elettrica. I ragazzini ci hanno provato a scrivere e disegnare senza luce.
Quel terrazzo è costato trentamila euro, l'hanno finito quattro mesi fa ed era un colapasta: tanta ne veniva, tanta ne entrava in mensa. Ora altri danni, altro tempo buttato, una mensa da rifare, i ragazzini che per giorni usciranno all'ora di pranzo. Se il tempo pieno non lo taglia la Gelmini, ecco l'acquazzone accolto con le finestre aperte, come fosse un amico.
A Roma tre ore di nubifragio fanno chiudere le scuole perché gli infissi delle finestre non tengono più, e nessuno ha i soldi per sostituirli, e alla Regina Margherita mancano le scossaline scaccia-acqua e i marmi sotto le finestre sono costruiti in salita, ricacciano lo scolo dentro l'aula. A Roma si chiudono le scuole perché quei pochi soldi che sono riusciti a trovare li hanno impegnati per rifare - quest'estate - un terrazzino cadente. Trentamila euro di lavori, dicono, che già sembra un'enormità e oggi è arrivato il collaudo: tutta l'acqua che è piovuta è finita giù in mensa e ha trasformato le cucine in una piscina e ha riempito la dispensa con le vivande custodite e ha fatto saltare la corrente elettrica. I ragazzini ci hanno provato a scrivere e disegnare senza luce.
Quel terrazzo è costato trentamila euro, l'hanno finito quattro mesi fa ed era un colapasta: tanta ne veniva, tanta ne entrava in mensa. Ora altri danni, altro tempo buttato, una mensa da rifare, i ragazzini che per giorni usciranno all'ora di pranzo. Se il tempo pieno non lo taglia la Gelmini, ecco l'acquazzone accolto con le finestre aperte, come fosse un amico.