Una lettera che è un esempio di merito mancato nell'università italiana. Una storia sulla quale il ministro Francesco Profumo dovrebbe chiedere accertamenti ai suoi ispettori.
Gentile dottor Zunino,
sono un ricercatore dell'Ateneo di Reggio Calabria e le scrivo per denunciare una situazione di mancanza di merito e valutazione.
Il 14 giugno, tra i vari punti all'ordine del giorno del Senato accademico, c'era la pre-selezione dei progetti Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale) e di "Futuro in ricerca 2012", da inviare poi al ministero per la valutazione finale.
Il progetto "Futuro in ricerca" è un'iniziativa promossa dal ministero dell'Istruzione e della Ricerca per favorire sia il ricambio generazionale che "il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca". Il programma è rivolto ai ricercatori, sia strutturati che no, con età inferiore ai 40 anni e nasce dalla necessità di dare spazio ai giovani ricercatori nella progettazione e nella gestione della ricerca, per evitare che siano sempre in una posizione di subalternità nel mondo accademico.
Quest'anno gli atenei italiani erano chiamati a una pre-valutazione (effettuata da arbitri anonimi) dei progetti Prin e Futuro in ricerca: questa fase era molto importante in quanto i progetti - qualora finanziati dal Miur - contribuiscono al finanziamento della stessa università promotrice attraverso un incremento del Fondo di funzionamento ordinario. Pertanto tutti gli atenei italiani hanno scelto e inviato al Miur i progetti migliori, tenendo conto che per strappare il finanziamento del ministero è necessario ottenere un punteggio molto alto.
Questo non è avvenuto a Reggio Calabria: il Senato accademico della Mediterranea ha deciso di non tener conto della graduatoria emersa dalla valutazione Cineca (fatta da tre arbitri anonimi) e ha presentato al ministero un progetto classificato come ultimo (con un punteggio molto basso e con minori probabilità di essere finanziato).
Lascio a lei interpretare la vicenda e dedurre le motivazioni di un comportamento del genere. Quello che risulta evidente è che nel nostro ateneo vanno incrementati con assoluta urgenza almeno due fattori: la capacità di evidenziare il merito e una valutazione applicata e non solo teorica.
La valorizzazione del merito e una valutazione seria, che sono strettamente correlate, non sono né ovvie né scontate e la loro crescita oltre a richiedere riforme importanti di governance, esige soprattutto un comportamento onesto e trasparente da parte di chi siede negli organi decisionali dell'ateneo.
Francesco Mauriello
ricercatore universitario