La scuola siamo noi

48 centesimi per l'esame di Stato

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C'è una circolare ministeriale dello scorso sedici giugno, ci racconta la professoressa di Lettere in pensione Vanda Arcidiacono in una lettera, che prevede che ai commissari per l'esame di terza media  -  l'esame di Stato  -  sia allungato un compenso forfettario di 0,48 euro al giorno. Sì, 48 centesimi al giorno. Ovviamente, non poteva essere altrimenti, il rimborso è soggetto a ritenute fiscali.

La professoressa Vanda Arcidiacono, per entrare nello specifico, è una docente in quiescenza, ovvero in pensione, e ha prestato il suo servizio, presidente della commissione esaminatrice, alla scuola media Mazzini di Messina. Ha scritto al ministero, la prof in pensione. E con una stizza per nulla celata ha ricordato che quella ricompensa  -  45 centesimi in questo caso netti  -  lei la elargisce "a un lavavetri per un panino". Con rammarico e amarezza, la prof in quiescenza ha constatato "che il lavoro di noi docenti, l'impegno e la professionalità di un presidente di commissione, valgono solo 48 centesimi".  

Il ministero? Fa sapere che vorrebbe pagar meglio docenti ed esaminatori, fa sapere che non può perché c'è la spending review in corso e che, tutto sommato, quello di esaminatore è uno dei doveri di un docente che per contratto "deve lavorare undici mesi l'anno". La retribuzione straordinaria, 0,48 euro lordi al giorno per gli esami di Stato, non è un obbligo per l'amministrazione.