La scuola siamo noi

LA TENDENZA

I grandi marchi nella scuola

2 minuti di lettura

SOLDI gli istituti scolastici non ne hanno più. I marchi privati lo sanno e sono entrati  -  di diritto o no  -  in questa scuola in crisi strutturale per prendersi nuovi clienti. Ci stanno riuscendo. Con il meccanismo dei buoni sconto e delle carte fedeltà. 

La Conad, grande distribuzione italiana, dalla scorsa primavera finanzia la didattica con i punti al supermercato. Il progetto, che ha il nome edulcorante "Insieme per la scuola" ed è stato abbracciato dal ministero dell'Istruzione, ha chiuso la sua prima fase il 9 giugno e in questo periodo di ripartenza scolastica viene nuovamente spinto dal marketing dell'azienda.

Il genitore compassionevole nei confronti della scalcinata scuola dal figlio è andato (e andrà) a fare la spesa nei supermercati Conad e ogni dieci euro ha ricevuto (e riceverà) un buono scuola. Via via, sommato ad altri coupon, consentirà all'istituto di richiedere attrezzature informatiche, supporti multimediali, semplici lavagne. Il ministero dell'Istruzione, va detto, ha presentato l'iniziativa insieme alla Conad: io Stato non posso più finanziarti come dovrei scuola, ha detto in pratica, e così ti affido al grande negozio.

Secondo la società Tcc, che sostiene la grande distribuzione italiana nell'operazione e vanta "la leadership al mondo nel modificare il comportamento d'acquisto del consumatore", sono diecimila gli istituti scolastici che hanno aderito alla prima campagna. Il dieci per cento del totale.

Le associazioni genitori, dopo quintali di carta igienica, gessetti, risme di fogli a righe e quadrettati portati negli ultimi quattro anni in classe, alla quinta stagione di crisi hanno iniziato ad accusare problemi a loro volta e così hanno scelto di aderire alle iniziative da community, come le chiama il mondo industriale anglosassone per dire che le fidelity card sono riuscite a imporle non al singolo consumatore ma a più consumatori riuniti.

A Genova, i docenti del circolo didattico Sampierdarena 1, quattro scuole elementari per un totale di 35 classi e 800 alunni, si sono imposti di entrare sempre e soltanto in una Conad. E lo scorso maggio il consiglio dei rappresentanti del corpo docente e dei genitori si è riunito per approvare una delibera per aderire alla raccolta premi "Il fiore della freschezza". L'aveva proposto Parmalat. "Vogliamo  acquistare quattro stampanti, una per ogni istituto, senza alcun onere per le famiglie", hanno spiegato i maestri.

Conad e Parmalat, ecco, confidano nelle spending review seriali del governo  -  che annunciano tagli agli sprechi e praticano poi la cancellazione di finanziamenti e servizi pubblici  -  per imporre "campagne comunitarie" sempre più diffuse nel paese.  

Più tradizionale è stato l'intervento di altre due catene commerciali: Pam e Panorama. Con il caro libri che taglieggia le famiglie, si sono trasformate in centri di distribuzione di tomi, volumi, testi. Fino al prossimo 13 ottobre, si possono prenotare libri di scuola negli ottantasei punti vendita Pam e nei ventitré Panorama. C'è il venti per cento di sconto. Cioè, non uno sconto vero e proprio. Non un regalo, ecco. Quel meno venti viene consegnato sotto forma di buono merce. Devi riacquistare altro, se ne vuoi usufruire: carne, pesce, giocattoli. Subito e fino al 31 dicembre. Il marchio privato, ora, è pubblico.