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La nuova sede dell'Asi, costi oltre gli 84 milioni:
il faraone Saggese nel mirino dell'Autorità

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E' ancora lui a dare spettacolo, il gasparriano di ferro Enrico Saggese, il grande capo del pubblico carrozzone Asi (l'Agenzia spaziale italiana, una cosa seria sulla carta). Senza una sbavatura stilistica, l'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici ha appena raccontato le ultime gesta di questo alto burocrate strapagato e spendaccione che, come raccontammo nella rubrica del 13 novembre 2012, fu capace di nominare se stesso a capo del Centro italiano delle ricerche aerospaziali, altra istituzione pubblica controllata, ecco, dalla sua Asi. Doppio stipendio e nuove clientele possibili.

Questa volta l'Autorità di vigilanza, per conto della Corte dei conti, ha messo sotto controllo la nuova sede dell'Agenzia spaziale, portata a termine con convinta abnegazione da Saggese, collocata a Tor Vergata, Roma Est universitaria, e inaugurata la scorsa estate nonostante il palazzone fosse ancora un cantiere. Quel progetto fu approvato nel 1999 con un costo di 24 miliardi di lire (12 milioni di euro abbondanti) e tredici anni dopo è lievitato a oltre 84 milioni di  euro, denaro necessario per pagare un edificio comunque quintuplicato nel volume. Va ricordato che Saggese guida l'Agenzia spaziale italiana dal 2009 e che la costruzione della grande sede a Tor Vergata è sempre stata al centro del suo mandato.

Bene, ora l'Autorità sugli appalti pubblici ha chiesto innanzitutto conto del concorso di progettazione vinto, per l'opera, dall'archistar Massimiliano Fuksas. L'unico concorso fatto - il resto saranno affidamenti ad hoc - è stato stracciato. Il progetto Fuksas fu rapidamente accantonato dopo la decisione di spostare la sede della nuova opera dal quartiere Flaminio a un'area periferica messa a disposizione dall'Università di Tor Vergata in base a una convenzione che includeva l'affidamento del preliminare dell'edificio allo stesso ateneo. Fuksas, furioso per lo scippo, è stato liquidato con una parcella di 1.379.177,22 euro. Soldi buttati, ha sottolineato l'Autorità dei lavori pubblici, "anche perché l'indennizzo concordato privatamente con l'architetto non era previsto dalle norme sugli incarichi professionali".

Secondo punto, l'Asi affidò - in via del tutto privata - la redazione del progetto definitivo a consulenti esterni (tra cui lo studio genovese 5+1AA) quando il costo, pari a 442.123,15 euro, avrebbe richiesto l'indizione di una gara formale. Tra l'altro, ai tecnici interni della pubblica amministrazione erano già stati riconosciuti 207.856,07 euro. Al socio dello studio genovese, Alfonso Femia, sono stati allungati altri 430 mila euro per il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione.

E, ancora, l'Autorità di vigilanza contesta l'esecuzione dei lavori affidati a trattativa privata alla romana Sac, azienda scelta tra sei ditte di fiducia dell'Agenzia spaziale. "La limitazione della concorrenza operata", sottolinea ora il controllore pubblico, "può aver determinato l'affidamento dei lavori a condizioni meno vantaggiose per l'amministrazione". Infatti, il ribasso sulla richiesta d'appalto è stato solo del 6,57%, valore modesto, fuori metro per le commesse pubbliche. Per giustificare l'assegnazione alla Sac, l'Asi avanzò "motivi di sicurezza", ma in realtà i locali interessati da "necessità di sicurezza" coprivano solo 200 metri quadrati rispetto ai 28.613 occupati dall'intero edificio.

Le tre varianti apportate in corso d'opera hanno comportato, siamo alla quarta contestazione, "l'introduzione di 309 nuovi prezzi rispetto ai 513 utilizzati per la stima del progetto posto a base di gara "e il loro valore rappresenta quasi il 30% rispetto all'importo del contratto". Del tutto ingiustificati sono importi per un ammontare pari a quasi 20 milioni di euro, con un aumento del costo complessivo dell'opera di oltre il 30%. Di difficile comprensione, infine, l'esplosione delle cubature. A fronte di standard per gli uffici pubblici che, al massimo, per i dirigenti, chiedono 28,3 metri quadrati a persona, la sede dell'Asi tarata per 500 dipendenti ha regalato ai suoi lavoratori 43 metri quadrati a testa.

Staranno come pascià, manager, impiegati e ricercatori alle dipendenze di Saggese. Gratificati da un progetto faraonico. L'Autorità per la vigilanza degli appalti pubblici ha evidenziato in favore della Corte dei conti che "la nuova sede dell'Ente, già in fase di stesura del progetto preliminare architettonico, è stata concepita con l'intenzione di essere di grande rappresentatività e di contenere funzioni accessorie raramente presenti presso altre pubbliche amministrazioni". Saggese il faraone ha costruito una cattedrale negli anni della carestia.

C'è materiale sufficiente per un'inchiesta non solo contabile e per un intervento del neo ministro Maria Chiara Carrozza che - vista la sua riconosciuta esperienza nel mondo della ricerca - potrebbe riprendere in mano una serie di dossier Profumo, il ministro precedente, a proposito dell'Asi e del suo padrone. Sperando in risultati migliori.