La scuola siamo noi

Scuole sporche, rischio salute

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Le scuole italiane sono così sporche che è meglio chiuderle. E' successo a Mira, nel Veneziano. In alcuni comuni vicini. Nel centro di Roma, a Trastevere, hanno solo interrotto tutte le attività al piano terra, invaso dai topi. Uno studio di 37 pediatri ha stimato in 1,7 milioni i ragazzi colpiti dai pidocchi nel 2013, duecentomila in più dell'anno precedente. E la novità è che l'attacco dei parassiti ha varcato il portone delle scuole superiori: prima il calvario delle famiglie costrette a controlli settimanali delle teste dei figli e costosi prodotti anti-pediculosi iniziava sì all'asilo, ma si fermava in terza media. Pidocchi anche al liceo, ora: il segno di bonifiche mai fatte, di angoli di deposito mai puliti. Di scuole italiane lorde oltre la soglia di guardia.

Si sta risparmiando troppo sulla nostra scuola pubblica, o forse con la nostra scuola si continuano a nutrire aziende di partito. La sporcizia che mette in discussione l'agibilità è figlia dei taglio forsennato dei volumi degli appalti gestiti dalla Consip  -  la centrale acquisti della pubblica amministrazione  -  per affidare la pulizia di aule e laboratori, scaloni e mense. La grande coop Manutencoop, quindicimila dipendenti e ricavi per un miliardo e 100 milioni di euro, vicina al Pd (ha finanziato l'ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore Nicola Latorre: 350 mila euro al Partito democratico
dal 2004 a oggi), ha ridotto l'orario dei suoi lavoratori del 70 per cento. Questo dopo che le successive spending review  hanno falcidiato i nuovi budget pubblici.

Nella torta delle pulizie delle scuole  -  un miliardo e 800 milioni di euro divisi in tredici lotti su tutto il territorio nazionale  -  la Manutencoop si è aggiudicata tre lotti sui nove fin qui assegnati. Nuovi appalti li ha ottenuti in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Negli istituti assegnati gli addetti alle pulizie ora fanno turni largamente insufficienti: o lavorano oltre l'orario di lavoro, non retribuiti, o le scuole restano sporche. Le aule delle scuole di Mira e Gambarare non vengono pulite da prima di Natale, alcuni alunni hanno accusato problemi respiratori e le famiglie li hanno tenuti a casa. Gli insegnanti, allora, hanno iniziato a svolgere le attività scolastiche all'aperto e nei corridoi.

In altre città, a Bari per esempio, c'è il problema Dussmann, altro grande appaltatore pubblico. Dussmann Service appartiene a Dussmann Group, network internazionale di servizi specialistici  -  "sanificazione e ristorazione", scrivono loro  -  per enti pubblici e aziende. Il gruppo intero conta 60.000 dipendenti in ventun nazioni. La Dussmann Service ha chiesto alla Regione Puglia di contribuire a pagare gli stipendi a 3.500 lavoratori. Lavoratori della multinazionale, s'intende. La Regione ha detto sì quando ha avuto certezza di poter prendere i soldi dallo Stato: la legge di stabilità ha offerto, infatti, risorse fino al 28 febbraio prossimo. Poi? Non si sa. Il Miur lunedì scorso ha incontrato i vertici della Dussmann, ma al ministero altri denari non ce ne sono. La Regione Puglia vorrebbe che il Miur revocasse l'appalto, affidato alla multinazionale con una riduzione del 60 per cento degli introiti e una diminuzione dell'orario di lavoro tra il 55% e il 90%. Tra l'altro, la Dussmann non ha pagato ai lavoratori i due mesi estivi: luglio e agosto. Mentre la Manutencoop Bologna, tornando a bomba, non ha pagato le tredicesime chiedendo ai lavoratori di dimezzarsi la paga e allargando a sette giorni a settimana la disponibilità.

Sulla questione pulizie il ministero dell'Istruzione è stato assediato il 12 dicembre scorso fino a mezzanotte, erano i giorni dei forconi. Licenziamenti e riduzione dell'orario di lavoro restano uno spettro, anche perché cobas e sindacati confederali sono in guerra. Sindacati e Movimento Cinque stelle assicurano che, riportando dentro la scuola l'appaltone scolastico e affidandolo a personale interno, si risparmierebbero 100 milioni. Presidi e insegnanti del Nord-Est ricordano che se gli studenti salteranno in massa più di 200 ore di lezione l'anno scolastico sarà annullato.

Il 31 gennaio tavolo nazionale al Miur per trovare nuove risorse. Sarebbe il caso di rivedere l'intero sistema degli appalti per la pulizia delle scuole.

L'ammninistratore delegato della Consip, Domenico Casalino, ci scrive:

"Ritengo necessario puntualizzare che la Consip non taglia appalti, né budget, semplicemente perché non ha alcun potere per farlo. Il compito di Consip, in qualità di centrale di committenza nazionale, è quello di aggiudicare convenzioni di cui le pubbliche amministrazioni si servono per acquistare beni e servizi. La convenzione Consip per la pulizia degli istituti scolastici è un contratto quadro, ovvero una sorta di "listino prezzi delle pulizie per metro quadro" in linea con i prezzi di mercato, a cui le scuole possono aderire in base alle loro esigenze (metri quadri da pulire) e secondo le loro disponibilità di fondi. Quindi se l'istituto scolastico dispone di fondi sufficienti, può decidere di acquistare  -  dall'aggiudicatario della convenzione  -  i necessari servizi di pulizia nelle quantità correlate ai propri fabbisogni storici di pulizie, ma anche commissionare pulizie straordinarie o per esigenze aggiuntive, impegnando così più lavoratori dell'impresa appaltatrice.

Inoltre ricordo che le gare bandite da Consip sono volte a garantire la competizione fra imprese del settore e prevedono, ormai da tempo, meccanismi tali da impedire ribassi che andrebbero solo a discapito dei servizi offerti e dei lavoratori. A tutto ciò si aggiungono le verifiche che per legge la Consip effettua per controllare che ciascuna delle offerte pervenute rispetti i minimi contrattuali fissati dal Ministero del Lavoro.