Con il Faraone tutto è iper. Spaziale. Enrico Saggese non intende lasciare la sedia dell'Agenzia spaziale italiana e lunedì mattina - nonostante tre giorni prima avesse dato le dimissioni (accettate in un batter di ciglio dal ministro della Ricerca, Maria Chiara Carrozza) - Saggese si è presentato in ufficio di buon'ora. Ha spiegato ai suoi, acché i nemici sentissero: "Il capo di gabinetto del ministero mi ha chiesto di garantire l'operatività dell'Agenzia, resto fino al cambio della guardia". E si è accomodato alla scrivania. La prima cosa che ha fatto il presidente dimissionario, indagato per corruzione, concussione e truffa, è stata quella di chiamare in stanza gli altri indagati dell'inchiesta, i fratelli Sette innanzitutto. E a tutti i presenti ha dato il timing dei prossimi giorni, come se fosse in carica, come se loro - gli uffici stampa fratelli con i genitori a loro volta indagati a Torino - fossero nel pieno delle loro funzioni.
Le dimissioni date ma non operative, un inedito nella vita istituzionale del Paese, sono rimbalzate immediatamente all'esterno del palazzo di Tor Vergata, struttura mastodontica ma incapace di nascondere nulla. Le hanno scoperte a metà mattina i magistrati inquirenti, il pm Paolo Ielo ha scosso la testa alla notizia. I sindacati della Uil, tra i primi contestatori del presidente, hanno presto allestito un comunicato allibito: "Perché non rimuovete un indagato dal luogo del presunto crimine?". Il capo di gabinetto del ministero Luigi Fiorentino, interpellato, ha tuonato: "Saggese non è autorizzato a restare all'Agenzia spaziale, ci ha solo chiesto una cortesia istituzionale e l'abbiamo concessa: potrà tornare in ufficio quando s'insedierà il nuovo commissario, il passaggio delle consegne". Potrà tornare mezz'ora su quella seggiola, ecco, non può incollarcisi per un altro mese.
Abbassato il telefono, Fiorentino ha chiamato la segreteria del ministero e dettato una lettera per rendere operative le dimissioni. Visto che il presidente dimissionario Saggese non intendeva lasciare l'ufficio, il capo di gabinetto del Miur ha chiesto che lo invitasse a farlo il direttore generale, Fabrizio Tuzi, peraltro un raccomandato An messo lì da Saggese in persona. È stata imbarazzante la consegna della lettera di "espulsione dall'ufficio" da raccomandato a padrino, e a sera Saggese risultava ancora alla scrivania: telefonava, scriveva, impartiva. Proprio in queste ore la Corte dei conti del Lazio ha avviato un nuovo procedimento sull'Agenzia spaziale italiana, uno relativo a una sede dell'Asi, l'altro per un incarico esterno.
Le dimissioni date ma non operative, un inedito nella vita istituzionale del Paese, sono rimbalzate immediatamente all'esterno del palazzo di Tor Vergata, struttura mastodontica ma incapace di nascondere nulla. Le hanno scoperte a metà mattina i magistrati inquirenti, il pm Paolo Ielo ha scosso la testa alla notizia. I sindacati della Uil, tra i primi contestatori del presidente, hanno presto allestito un comunicato allibito: "Perché non rimuovete un indagato dal luogo del presunto crimine?". Il capo di gabinetto del ministero Luigi Fiorentino, interpellato, ha tuonato: "Saggese non è autorizzato a restare all'Agenzia spaziale, ci ha solo chiesto una cortesia istituzionale e l'abbiamo concessa: potrà tornare in ufficio quando s'insedierà il nuovo commissario, il passaggio delle consegne". Potrà tornare mezz'ora su quella seggiola, ecco, non può incollarcisi per un altro mese.
Abbassato il telefono, Fiorentino ha chiamato la segreteria del ministero e dettato una lettera per rendere operative le dimissioni. Visto che il presidente dimissionario Saggese non intendeva lasciare l'ufficio, il capo di gabinetto del Miur ha chiesto che lo invitasse a farlo il direttore generale, Fabrizio Tuzi, peraltro un raccomandato An messo lì da Saggese in persona. È stata imbarazzante la consegna della lettera di "espulsione dall'ufficio" da raccomandato a padrino, e a sera Saggese risultava ancora alla scrivania: telefonava, scriveva, impartiva. Proprio in queste ore la Corte dei conti del Lazio ha avviato un nuovo procedimento sull'Agenzia spaziale italiana, uno relativo a una sede dell'Asi, l'altro per un incarico esterno.