La scuola siamo noi

Lettera dalla generazione '96

1 minuti di lettura
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Appartengo alla generazione '96. In quinta elementare per la riforma non ho fatto l'esame finale. Alla scuola media, invece, ho fatto l'esame riformato della Gelmini e quest'anno mi appresto a fare l'esame di maturità classica modificato dalla ministra Giannini. Come potete ben capire, la mia generazione ha assistito a cambiamenti radicali della scuola italiana: l'abolizione della geografia come materia unica, con la grave conseguenza di aver reso la mia e le future generazioni ignoranti in materia; l'eliminazione dei registri cartacei perché "ormai i tempi sono cambiati, serve l'elettronico", peccato che in una scuola come quella italiana bisogna ringraziare di avere d'elettrico almeno l'impianto; l'aumento ingiustificato dei libri di testo, ma tanto una spesa maggiore di 100/200 euro ogni anno non cambia il bilancio familiare; 29 studenti ammassati in aule che per legge ne potrebbero contenere 25, ma sì, dai, almeno si abbassa il riscaldamento e possiamo farci calore a vicenda socializzando anche.

La mia è una generazione un po' delusa e stanca dei soliti slogan elettorali per la "Buona scuola" della ministra. Vogliamo fatti, non più parole.

A tutto ciò si aggiunge che io come tanti della mia generazione vorrei poter fare il mestiere più bello del mondo: il medico. Ma anche per questo mio sogno, la generazione '96 naviga in acque contrarie. Le decisioni ministeriali sul test d'ingresso per tale facoltà non sono state ancora prese e, chissà, se mai lo saranno, giusto? I '96 giacciono nell'incertezza e a questo punto devo proprio chiedere alla ministra: ma siamo noi sbagliati per la scuola e per l'università oppure è stato il Miur che ha fatto sulle nostre spalle un po' quello che gli è parso più comodo, calpestando il nostro diritto allo studio e i nostri sogni?

Ps. Apostrofi e accenti non erano sempre a posto nell'originale che abbiamo ricevuto, i concetti erano invece chiari da subito.