Nelle classi e nelle camerette degli adolescenti italiani, spinto dal vento forte degli youtubers di seconda fascia, è entrato l'ultimo videogioco violento: "Dieci modi per uccidere il tuo prof", s'intitola, tradotto. Sì, "Don't whack your teacher" - whack come colpire - ha allertato un gruppo di madri, quindi l'Osservatorio sui diritti dei minori che, dopo aver confermato l'alert, ha chiesto l'intervento della polizia postale. Per vedere se è possibile fermare l'ultimo parto della SilverGames.
Il videogioco sul prof da tagliare, incendiare, pestare (con un libro, un accendino, un portafiori) è l'ultimo fratello di una lunga serie di "dieci modi per uccidere..." iniziata con "il tuo capo". Oltre alla gratuità della violenza proposta, il fumetto ha due ulteriori problemi: è di accesso immediato su internet, non serve registrazione, ed è gratis, utilizzato come esca dai produttori per portare ragazzini-clienti ad acquistare videoprodotti più raffinati. Inoltre, sul sito della casa di produzione è stato votato positivamente dal 79 per cento di oltre diecimila consumatori. Quattro stelle su cinque.
"Dieci modi" è un videogioco povero, dalla grafica elementare, in bianco e nero: ha per protagonisti un docente calvo e un ragazzino con una felpa indosso, entrambi all'interno di una normale classe rintracciabile in qualsiasi luogo del mondo. SilverGames ha il pudore di avvertire i ragazzini che nel gioco c'è "forte violenza", ma gli youtubers con grazia chiosano presentandolo: "E chi se ne frega, andiamo avanti". Non è neppure un gioco, "Don't whack...": non c'è bisogno di abilità, non ci sono punteggi. Si deve scegliere solo uno dei dieci oggetti presenti in classe e poi scoprire come il ragazzino lo userà per far fuori il prof. Un horror cartoon riassunto in questo motto: "Scarica le tue frustrazioni".
Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio dei diritti sui minori, dice: "È un passatempo che visto con gli occhi di un adulto può risultare scadente e deficiente, ma nella mente di un soggetto in età evolutiva può scatenare emozioni e reazioni pericolose". Ancora: "I più recenti rilievi scientifici paragonano gli effetti dei videogame al consumo di sostanze tossicodipendenti, i giochi da smartphone esercitano sui soggetti di prima adolescenza un'influenza a livello cognitivo alta. Le ricadute, poi, sono pesanti anche sul piano educativo: i contenuti riducono ulteriormente la già traballante autorevolezza della scuola. I genitori devono collaborare in prima persona per fermare questa spirale violenta".
Il videogioco sul prof da tagliare, incendiare, pestare (con un libro, un accendino, un portafiori) è l'ultimo fratello di una lunga serie di "dieci modi per uccidere..." iniziata con "il tuo capo". Oltre alla gratuità della violenza proposta, il fumetto ha due ulteriori problemi: è di accesso immediato su internet, non serve registrazione, ed è gratis, utilizzato come esca dai produttori per portare ragazzini-clienti ad acquistare videoprodotti più raffinati. Inoltre, sul sito della casa di produzione è stato votato positivamente dal 79 per cento di oltre diecimila consumatori. Quattro stelle su cinque.
"Dieci modi" è un videogioco povero, dalla grafica elementare, in bianco e nero: ha per protagonisti un docente calvo e un ragazzino con una felpa indosso, entrambi all'interno di una normale classe rintracciabile in qualsiasi luogo del mondo. SilverGames ha il pudore di avvertire i ragazzini che nel gioco c'è "forte violenza", ma gli youtubers con grazia chiosano presentandolo: "E chi se ne frega, andiamo avanti". Non è neppure un gioco, "Don't whack...": non c'è bisogno di abilità, non ci sono punteggi. Si deve scegliere solo uno dei dieci oggetti presenti in classe e poi scoprire come il ragazzino lo userà per far fuori il prof. Un horror cartoon riassunto in questo motto: "Scarica le tue frustrazioni".
Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio dei diritti sui minori, dice: "È un passatempo che visto con gli occhi di un adulto può risultare scadente e deficiente, ma nella mente di un soggetto in età evolutiva può scatenare emozioni e reazioni pericolose". Ancora: "I più recenti rilievi scientifici paragonano gli effetti dei videogame al consumo di sostanze tossicodipendenti, i giochi da smartphone esercitano sui soggetti di prima adolescenza un'influenza a livello cognitivo alta. Le ricadute, poi, sono pesanti anche sul piano educativo: i contenuti riducono ulteriormente la già traballante autorevolezza della scuola. I genitori devono collaborare in prima persona per fermare questa spirale violenta".