La storia

L'orgoglio di Alex e Carolina
"Non dobbiamo consolarci"

Schwazer vince davanti alla Kostner: ma niente record. L'azzurro ritrova la fidanzata, tornata a sorpresa da Los Angeles

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SIGNA - C'era lei, a sorpresa. Dopo un mese e mezzo di lontananza. Volata da Los Angeles nella notte, a pattinare sui sentimenti. E con la fidanzata, Carolina Kostner, lui è tornato ad essere lui. Rabbioso, scherzoso, vincente. Nonostante il vento e il freddo da Dottor Zivago. Alex Schwazer non finiva una 50 km da due anni: dalla marcia trionfale di Pechino nel 2008. Poi solo ritiri: a Dublino e a Berlino. Per incompatibilità fisiche: colpo di freddo, cattiva digestione. Una carriera rallentata, dopo l'oro olimpico. E anche qualche dubbio: è ancora capace di finire una gara che strema soprattutto nella testa? Per questo ci teneva Alex a fare bella figura, a sconvolgere il mondo, magari con un primato. Tutto era pronto per una grande prestazione, anche i suoi genitori erano lì a fare il tifo, insieme a Carolina, ma la tramontana si è messa di traverso. E così Alex vince in 3h50'22" il titolo italiano della 50km, marciando non contro gli avversari, né contro il cronometro, ma contro il vento freddo che fa volare via tende, transenne, cartelli. E raggela ogni ambizione. Anche perché Schwazer è costretto a fare tre soste in bagno. "Mi sono protetto lo stomaco con la carta, ma non è servito a niente". Alex vuole attaccare il suo record italiano (3h 36'04"), ma mentre marcia si lamenta: "E' come farne 60 di chilometri". Il percorso di gara allestito dall'Atletica Signa è veloce, ma i secondi persi per ogni giro, rispetto alla tabella di marcia, sono inevitabili e irrecuperabili. A zero gradi e con un vento trasversale prepotente che taglia la campagna toscana non si può fare di più. Anche se Carolina è lì in disparte che l'incita. E se il coach Sandro Damilano è lì che l'incoraggia con il cronometro in mano. E per venti chilometri con Alex c'è anche Ivano Brugnetti, campione ad Atene, al suo rientro: "In questo momento sono ancora alcuni chili sopra il peso forma, per cui va bene così".
Alex marcia da solo, senza nessuno che lo spinga, su ritmi lontani dal record: 2h21'40" al 30 km, 3h06'57" al 40 km. Ma finisce l'ultimo giro più veloce del primo. Insomma c'è, non è vinto. Non solo, ma smaltita la rabbia, si mette a scherzare: prima mima con le braccia il gesto delle ali che con quel vento gli sarebbero senz'altro d'aiuto, poi incrementando il ritmo del suo passo, e alla fine decidendo di tagliare il traguardo all'indietro, come a volersi proteggere dalle ultime raffiche. "Forse uno dal cielo mi ha voluto testare con il vento, per vedere quanta sofferenza potevo sopportare. Mi ha salvato l'ottima condizione, anche Bolt fatica e rallenta controvento. L'aspetto positivo della gara è che non ho speso tanto e che in fondo il minimo per gli europei di Barcellona l'ho fatto. Mi ha fatto ridere mio padre al trentesimo chilometro, quando mi ha chiesto: ma arrivi in fondo? E io gli ho risposto: guarda, vado talmente piano che non riesco a fermarmi".
Si ferma invece a prendere la mano di Carolina e se la mette in tasca. "Sono contento che mi abbia fatto la sorpresa insieme a miei. Quando ci sono le persone che ami, sopporti tutto meglio. Io e lei non abbiamo bisogno di consolarci, né di stimolarci. Stiamo bene insieme perché ci accettiamo per quello che siamo. Ora andiamo insieme a Saluzzo, Carolina deve preparare i mondiali di Torino, si allenerà a Pinerolo, non ha bisogno dell'aiuto di nessuno. E' una che già si allena tanto". Le polemiche di Vancouver fanno ancora rumore. Carolina ci tiene a dire che non è vero che ha sponsor per 8 milioni di euro, come è stato scritto, e che è falso che guadagna 10 mila euro al mese."Basta parole, voglio rispondere con i risultati". Lui ci è riuscito a vincere l'oro olimpico, lei è ancora lontana dal podio. Però in questo momento non sembra importare. L'unica cosa che conta è che in mezzo non ci sia più l'oceano.