La storia

L'exploit delle ragazze azzurre
E ora caccia alla Fed Cup

Il successo della Schiavone a Barcellona e quello della Pennetta a Marbella conferma che l'Italia del tennis parla un linguaggio femminile. Risultati importanti in vista della semifinale di Fed Cup contro la Repubblica Ceca

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ROMA - Lo sappiamo già da un pezzo che l'Italia del tennis parla un linguaggio femminile. Di sicuro, dopo questi quindici giorni con le azzurre protagoniste, non resta da attenderci che un exploit negli Slam per avviare una ricerca sociologica su Pennetta, Schiavone&C. E' la pura verità, ed è inutile che gli scettici (ce ne sono) ribattano che il tennis femminile è un'altra cosa, rispetto a quello maschile. E' un discorso che personalmente ho sentito in tanti altri sport, ad esempio la pallanuoto. I maschi, quelli famosi del (ex) Settebello, storcevano il muso davanti alle prestazioni delle ragazze. Oggi la nazionale maschile è precipitata nel ranking mondiale e, la storia dovrebbe insegnare, è bene che anche i tennisti italiani si rimbocchino le maniche.

Ma facciamo un po' di cronaca: ieri, sabato 17 aprile, Francesca Schiavone ha vinto il torneo di Barcellona. Battendo Roberta Vinci, che se l'era aggiudicato lo scorso anno (battendo proprio la Schiavo in semi). Un italico trionfo, dunque. Che fa il paio con quello di sette giorni fa a Marbella, dove è stata Flavia Pennetta ad imporsi. Un meraviglioso uno-due al quale gli appassionati di tennis non sono abituati. Certo, non è un'abbinata Roland Garros-Wimbledon, ma non si trattava di tornei condominiali. Era la settima finale tutta azzurra, il quarantacinquesimo trionfo italiano nella storia del circuito femminile, tanto per dare qualche altro dato.

Buone notizie, restando alla cronaca, per il prossimo fine settimana: l'Italia, infatti, ospita la Repubblica Ceca a Roma. Le azzurre si giocano la finale della Fed Cup, e sono favorite. Lo erano già prima, il pronostico viene rafforzato da queste due settimane vincenti. Capitan Barazzutti non può che gioire ma, conoscendolo, cercherà anche di far tenere alle ragazze il profilo più basso possibile. Non ne avrà bisogno perché Pennetta, Schiavone, Errani e Vinci sono ragazze ormai scafate e navigate, immuni ad un errore del genere. Sottovalutare Safarova&C vorrebbe dire suicidarsi. Anzi, il vero incubo delle ragazze è di giocare in uno stadio vuoto. E' di vedere che gli appassionati di tennis che da tutta Italia vengono a Roma per gli Internazionali, preferiscano assistere agli incontri di qualificazione maschile (si giocherà in contemporanea sui ground, i campi secondari) piuttosto che alla semifinale femminile.

Onestamente non ci credo: questo fine settimana sancirà proprio l'attestato di stima da parte di chi segue il mondo della racchetta per queste ragazze che veramente hanno tenuto alto l'onore in questi anni. E speriamo anche che l'auspicato trionfo in Fed Cup sia apripista per la settimana femminile del Foro: i romani non vogliono altro che far sentire il boato, sul nuovo Centrale.