La storia

L'ultimo folle orrore di LT
il campione battuto da se stesso

Lo chiamavano "Il folle", per il suo talento e la capacità di placcare gli attaccanti. Lawrence Julius Taylor è stato il più grande linebacker della Nfl. Un campione ma un piccolo uomo. Perso in alcol e droga. Fino all'ultimo orrore: in carcere con l'accusa di aver stuprato una sedicenne

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A questo punto non è neppure importante sapere se le accuse verranno o meno confermate. Non si può essere garantisti davanti a tanto. I dettagli della vicenda giudiziaria che coinvolge Lawrence Taylor, il più grande linebacker mai esistito, bastano a condannarlo senza attenuanti. Cercava sesso a pagamento con una ragazzina 16enne fuggita di casa e sequestrata da un pappone. Addirittura colpita - non si sa bene da chi - al volto per costringerla a prostituirsi. Ha versato 300 dollari per tutto questo. Invece di inorridire davanti al volto tumefatto di una minorenne e al mercimonio di quel corpo e denunciare lo spregevole individuo che lo gestiva. Ora è in galera per stupro. No, non c'è proprio nient'altro da aggiungere sull'ultimo folle orrore di un campionissimo soprannominato, sin da ragazzino, proprio "Il folle".

Ma allora, "folle", stava per inarrestabile macchina da football. Più che un complimento in quel mondo. Ancora oggi, per capire di chi si sta parlando, basti sapere che tra i gadget più richiesti dagli appassionati Usa c'è la mitica maglietta blu con il numero 56. Quello di LT. Come la "camiceta" di Diego Armando Maradona non tramonterà mai e sarà sempre una icona, lo stesso può dirsi - almeno sino a ieri - della 56 di LT. Negli store-gift di New York non manca mai una 56. Un uomo piccolo ha battuto un campione immenso. Solo Lawrence poteva sconfiggere se stesso. E lo ha fatto, con la stessa assurda pervicacia che lo aveva condotto in alto, nella National football league. E dire che il "folle" ha lasciato un segno indelebile nel gioco per tredici anni conditi da due strepitose vittorie al Superbowl sempre con i New York Giants. Velocissimo, quasi uno sprinter, ma potente come un peso massimo, ha trasformato il suo ruolo, ha fatto sì che la difesa divenisse esplosiva e spettacolare, incisiva e decisiva pù delle celebrate stelle dell'attacco. Ma in quei 13 anni, mentre il giocatore cresceva in talento ed efficacia, l'uomo si annullava inesorabilmente e lentamente sotto dosi di droga e bottiglie di alcol, collezionava sospensioni e ammonimenti che, purtroppo, non avrebbero minimamente arrestato il suo processo autodistruttivo. Tuttavia, negli anni di carriera, prevaleva lo stupore per le sue prestazioni in campo rispetto al lato oscuro della sua esistenza.

Sin dal suo esordio e sino al termine della carriera Taylor ha compiuto una serie interminabile di placcaggi mettendo a repentaglio l'incolumità degli avversari ma anche la propria. Celebre una frase di Bill Belichick, uno dei grandi coach del football, già coordinatore della difesa dei Giants: "La cosa che ha trasformato LT nel più grande è il totale disprezzo del suo corpo che lanciava come un ariete contro chiunque. Pensate: una volta dopo una brutta commozione cerebrale subita andava cercando il suo casco per rientrare in campo. Ho dovuto letteralmente nasconderglielo altrimenti lo avrebbe fatto...". Vero, verisismo: Lawrence ha giocato con la tibia in pezzi, i legamenti di caviglie e ginocchia saltati, la cuffia rotatoria di una spalla maciullata più di una volta e il risultato è stato sempre lo stesso: placcaggi su placcaggi, intercetti su intercetti. Insuperabile. Nel 1993, dopo l'ultimo playoff giocato, ormai in evidente declino fisico, ha dovuto arrendersi e ritirarsi. E da lì in poi, il piccolo uomo ha sovrastato il campione. Difficile ricordare tutti i guai ufficiali di cui si è reso protagonista: nel 1998 in una squallida stanza d'albergo gli trovarono il kit adatto a confezionare e fumare crack. Nel 2001 si dichiarò colpevole per questo. Prima, tra il 1996 e il 1997, fu arrestato ancora per droga prima in Carolina e poi in Florida. Ammise tutto - le prove, va detto, erano inconfutabili - e accettò di sottoporsi a un programma di riabilitazione. Nel 2000 ebbe 5 anni di libertà provvisoria in una inchiesta per evasione fiscale.

Negli ultimi tempi LT aveva cercato di recuperare qualcosa della sua immagine macchiata partecipando a un noto programma di ballo della Abc con star di vario genere. Non ha funzionato. Il "folle" non è riuscito a tenere a bada la sua anima persa. E quella maglietta numero 56, oggi, è diventata un gadget imbarazzante per tutti. Anche per chi ha ammirato il suo unico e genuino talento sul campo.

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