La storia

Fenomeno Bolt su Facebook
E' nella top ten dei più amati

L'atleta giamaicano è ora nono e ha superato Tiger Woods per numero di contatti, in una classifica dominata da una star planetaria come Cristiano Ronaldo. Il recordman di 100 e 200 metri piace perché incarna lo sportivo allegro, sorridente e libero da pressioni

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Mark Zuckerberg ha solo un anno più di Bolt, venticinque contro ventiquattro. Quando l'allora studente di Harvard inventò Facebook, trascinando dentro i computer il nome con cui venivano chiamati gli annuari dei college, Bolt aveva già stabilito il primato del mondo juniores sui 200 (19"93). Due ragazzi accomunati da numeri spaventosi che improvvisamente, attraverso il silicio, aiutandosi reciprocamente, si incontrano sul social forum che ha mezzo sconvolto il mondo, o almeno il mondo delle relazioni umane (non fisiche).

Da pochi giorni, a grande velocità com'è suo costume, Usain Bolt, il campione più rappresentativo dell'atletica leggera moderna, anzi il simbolo di quest'atletica, la rockstar con le scarpe chiodate capace di abbattere, e non soltanto di stabilire, i primati del mondo dei 100 e dei 200 per ben quattro volte in due anni consecutivi, prima ai Giochi di Pechino 2008 e poi ai Mondiali di Berlino 2009, è entrato nella top ten degli sportivi con più seguito sul sito dei 450 milioni di contatti. Ci è riuscito ottenendo un altro record: ha superato Tiger Woods. E' successo tutto in quattro settimane. Dopo la sua performance alle Penn Relays di Filadelfia (8"79 nella sua frazione lanciata della 4x100 giamaicana), la popolarità di Bolt ha subito un'impennata soprattutto negli Stati Uniti, ossia nella patria del suo rivale per eccellenza: Tyson Gay. Ora Usain ha 1.783.972 fan. La sua presenza su Facebook, come quello delle altre star, è una "piazza" pavimentata con i sampietrini dell'affetto e dell'ammirazione sconfinata. Ma è anche una piccola anomalia. L'atletica grazie a lui sta diventando uno sport di richiamo planetario. Correre è sempre stato meno attraente del giocare a qualcosa. Non c'è mai stata partita fra un velocista e un fuoriclasse col n.10: ma nessuno immaginava che potesse un giorno spuntare un "carattere" come quello di Bolt, non solo imprendibile ma anche comunicativo.

Il suo nono posto nella top ten, appartenendo lui a uno sport "povero" e meno mediatico di tanti altri, vale un podio: "La mia vita pubblica non è solo correre sempre più veloce ma anche e soprattutto far stare bene la gente", diceva un mese fa. Correre per gli altri è il completamente del correre per se stessi. Con Bolt, forse per la prima volta, uno sport a forte base psicologica individuale diventa uno spettacolo da condividere con il pubblico, non soltanto un'offerta di prestazioni, per quanto straordinarie. Bolt salirà ancora. Gli amici cercano in lui un conforto perché lo vedono allegro, sorridente, libero da pressioni. Questi elementi lo diversificano dagli altri sportivi dominatori su Facebook. Il più popolare di tutti, Cristiano Ronaldo, per lui 3.956.841 amici, combina il valore del suo calcio e l'appeal del suo aspetto. In Bolt non c'è quasi niente, invece, di sessuale (non ancora forse). Il secondo, Roger Federer, con 3.409.343 amici, è un modello di comportamento. Non esiste un'altra star in grado di comportarsi meglio. Oltre a per come colpisce la palla con la sua Wilson, Federer esprime valori da libro cuore: incarna il compagno di scuola bravo, esemplare, vagamente secchione, l'opposto del "pal your mother warns you about", come disse lui stesso un giorno, l'opposto del mascalzone da cui mamma ti mette in guardia. Seguono altri mostri di fama conclamata che è impossibile confrontare con Bolt. Terzo è Michael Phelps (2.884.777) che sfrutta la sua "americanità onesta e ribelle", tanto è vero che il suo gradimento è schizzato più dopo la storia della "bong" di marijuana che dopo l'exploit di Pechino. Il quarto è Beckham. Anche lui niente a che vedere col giamaicano. Spice Boy può contare su quindici anni di carriera e quindi "la sua gente" fonde almeno tre generazioni di appassionati di calcio, molte sono donne. Quinto è Nadal (2.414.306), presente e vitale nel contesto virtuale grazie (più o meno) alle stesse spinte motivazionali del pubblico di Federer, col quale un po' a sorpresa forse condivide centinaia di migliaia di contatti.

Sesto è Kobe Bryant, emblema vivente dell'Nba e star dei Los Angeles Lakers (2.355.999). Settimo Lionel Messi, l'unico in fortissima crescita con Bolt (1.940.245). Ottavo Valentino Rossi, anche lui navigato al punto da mettere d'accordo persone che non hanno altri interessi comuni all'infuori di lui (1.898.726). Poi Bolt e il "sorpassato" Woods, pure leggermente cresciuto nella considerazione dei suoi fan dopo i casini sexy. Chi fa queste classifiche? Che domande. Voi. Noi. Tutti.