"Sogno di diventare come Nadal
per aiutare il mio Abruzzo"
di GIOVANNI MARINO
Andrea si è salvato per miracolo. Grazie a un'intuizione del padre, che mise tutti in auto dopo la prima scossa. Un anno dopo, gioca gli Internazionali di tennis under 12. E racconta come, da un incubo, è passato a un sogno: diventare un grande tennista per aiutare la sua terra ferita
Così piccolo, ha già conosciuto il terrore e la devastazione. Ha visto palazzi sbriciolarsi. La sua casa tremare e incrinarsi. La gente fuggire con gli occhi sbarrati. Era la notte del sei aprile 2009 a L'Aquila e il terremoto divorava vite e speranze. Nel buio della disperazione, Andrea viveva un incubo reale.
E' passato oltre un anno da quella notte nera e Andrea Picchione, dodici anni appena compiuti, gioca i primi Internazionali d'Italia Bnl under 12 nella splendida cornice del circolo Canottieri Roma. Con lui, teen ager da ogni parte del mondo.
Viene da mesi difficili, ma sorride, corre, suda sotto il sole del maggio romano. E tira forte.
Anche se a 12 anni ogni previsione può sembrare azzardata, Andrea è considerato una delle giovanissime speranze del tennis nostrano. "Veloce di piedi e di braccio, spinge dal fondo con un gran dritto, gioca il rovescio a due mani e deve migliorare la consistenza del suo servizio", è la scheda tecnica c…
E' passato oltre un anno da quella notte nera e Andrea Picchione, dodici anni appena compiuti, gioca i primi Internazionali d'Italia Bnl under 12 nella splendida cornice del circolo Canottieri Roma. Con lui, teen ager da ogni parte del mondo.
Viene da mesi difficili, ma sorride, corre, suda sotto il sole del maggio romano. E tira forte.
Anche se a 12 anni ogni previsione può sembrare azzardata, Andrea è considerato una delle giovanissime speranze del tennis nostrano. "Veloce di piedi e di braccio, spinge dal fondo con un gran dritto, gioca il rovescio a due mani e deve migliorare la consistenza del suo servizio", è la scheda tecnica c…
Così piccolo, ha già conosciuto il terrore e la devastazione. Ha visto palazzi sbriciolarsi. La sua casa tremare e incrinarsi. La gente fuggire con gli occhi sbarrati. Era la notte del sei aprile 2009 a L'Aquila e il terremoto divorava vite e speranze. Nel buio della disperazione, Andrea viveva un incubo reale.
E' passato oltre un anno da quella notte nera e Andrea Picchione, dodici anni appena compiuti, gioca i primi Internazionali d'Italia Bnl under 12 nella splendida cornice del circolo Canottieri Roma. Con lui, teen ager da ogni parte del mondo.
Viene da mesi difficili, ma sorride, corre, suda sotto il sole del maggio romano. E tira forte.
Anche se a 12 anni ogni previsione può sembrare azzardata, Andrea è considerato una delle giovanissime speranze del tennis nostrano. "Veloce di piedi e di braccio, spinge dal fondo con un gran dritto, gioca il rovescio a due mani e deve migliorare la consistenza del suo servizio", è la scheda tecnica che vien fuori dalle parole di Rossella Palmucci, la coach che lo ha accompagnato agli Internazionali. "Ma lui - si affretta a precisare - è un allievo di Fabrizio Panella, che già allenò Katia Piccolini, a suo tempo numero trenta al mondo". Come dire: un uomo di tennis che la sa lunga su futuri talenti.
La notte del sisma la famiglia Picchione ebbe una intuizione che ha salvato la vita a tutti loro. Andrea, beata gioventù, la ricorda palleggiando con la racchetta e raccontandola un po' distratto al coach Rossella. Che la riferisce così: "Alle 23,30, ora della prima scossa, si rifugiarono tutti in auto; così quando arrivò quella tremenda delle 3 e 32, non si trovarono intrappolati nella loro abitazione". E papà Fabrizio, geometra; mamma Manuela, insegnante elementare; la sorellina Martina, 14enne appassionata di pallavolo e Andrea, scamparono a un atroce destino. "Ma videro con i loro occhi scene terribili, Andrea ricorda soprattutto la gente fuggire e quella nube polverosa ovunque, immagini scolpite nella sua mente".
La vita di ogni giorno traumaticamente interrotta. La casa non agibile dopo le scosse. Per oltre cinque mesi Andrea ha vissuto in un albergo e cambiato tutto. Non si allenava più al Tc L'Aquila ma era ospite del circolo di Chieti. Il sogno di entrare nel grande tennis che sembrava così lontano davanti alle macerie e al disagio. Ma come tutto l'Abruzzo anche i Picchione hanno reagito, con coraggio e fierezza. Ricostruendo, ricominciando.
E Andrea ha preso in prestito la grinta del suo idolo, Rafael Nadal, per continuare a coltivare la sua passione. "E' un ragazzino umile e determinato, intelligente e con evidenti attitudini tennistiche - continua la coach - come detto, si allena tutti i giorni con Fabrizio Panella: un'ora e mezza di tennis e poi atletica tre ore alla settimana".
Vanta ottimi risultati per la sua classe d'età e in Abruzzo e non solo si augurano che diventi un giocatore professionista di alto livello. Gli specialisti dei court hanno il suo nome tra quelli da monitorare costantemente. "Ma nessuno vuol mettergli pressione addosso - ci tiene a dire Rossella Palmucci - Andrea, talento tennistico a parte, è un ragazzino come tanti altri". E cioè, come spiega lui stesso con un contagioso sorriso: "Tifo Milan, mi piace anche il pallone e adoro i giochini elettronici. Il preferito? Ma Virtua Tennis, no? Ammiro Nadal e Federer però se proprio devo scegliere dico: Rafa". E la scuola? "Prima media alla Carducci, vado forte in matematica, non sopporto tecnica".
Tenuto d'occhio dagli sponsor tennistici - veste Ttk, impugna una racchetta Head - Andrea Picchione si è presentato con qualche linea di febbre agli Internazionali under 12. Fermandosi agli ottavi ma destando un'ottima impressione tra gli addetti ai lavori. E dopo un anno vissuto pericolosamente, vederlo in campo a questi livelli è comunque già una bella vittoria.
Il sogno può continuare, adesso, vero Andrea? Gli chiedono in molti in questi giorni. E lui, sereno, infila una risposta già da campione: "Sì, sogno di diventare forte, magari come Rafa... anche per aiutare l'Aquila e tutto l'Abruzzo". In bocca al lupo e crepi il lupo, piccolo grande Andrea.
(g. marino@repubblica. it)
E' passato oltre un anno da quella notte nera e Andrea Picchione, dodici anni appena compiuti, gioca i primi Internazionali d'Italia Bnl under 12 nella splendida cornice del circolo Canottieri Roma. Con lui, teen ager da ogni parte del mondo.
Viene da mesi difficili, ma sorride, corre, suda sotto il sole del maggio romano. E tira forte.
Anche se a 12 anni ogni previsione può sembrare azzardata, Andrea è considerato una delle giovanissime speranze del tennis nostrano. "Veloce di piedi e di braccio, spinge dal fondo con un gran dritto, gioca il rovescio a due mani e deve migliorare la consistenza del suo servizio", è la scheda tecnica che vien fuori dalle parole di Rossella Palmucci, la coach che lo ha accompagnato agli Internazionali. "Ma lui - si affretta a precisare - è un allievo di Fabrizio Panella, che già allenò Katia Piccolini, a suo tempo numero trenta al mondo". Come dire: un uomo di tennis che la sa lunga su futuri talenti.
La notte del sisma la famiglia Picchione ebbe una intuizione che ha salvato la vita a tutti loro. Andrea, beata gioventù, la ricorda palleggiando con la racchetta e raccontandola un po' distratto al coach Rossella. Che la riferisce così: "Alle 23,30, ora della prima scossa, si rifugiarono tutti in auto; così quando arrivò quella tremenda delle 3 e 32, non si trovarono intrappolati nella loro abitazione". E papà Fabrizio, geometra; mamma Manuela, insegnante elementare; la sorellina Martina, 14enne appassionata di pallavolo e Andrea, scamparono a un atroce destino. "Ma videro con i loro occhi scene terribili, Andrea ricorda soprattutto la gente fuggire e quella nube polverosa ovunque, immagini scolpite nella sua mente".
La vita di ogni giorno traumaticamente interrotta. La casa non agibile dopo le scosse. Per oltre cinque mesi Andrea ha vissuto in un albergo e cambiato tutto. Non si allenava più al Tc L'Aquila ma era ospite del circolo di Chieti. Il sogno di entrare nel grande tennis che sembrava così lontano davanti alle macerie e al disagio. Ma come tutto l'Abruzzo anche i Picchione hanno reagito, con coraggio e fierezza. Ricostruendo, ricominciando.
E Andrea ha preso in prestito la grinta del suo idolo, Rafael Nadal, per continuare a coltivare la sua passione. "E' un ragazzino umile e determinato, intelligente e con evidenti attitudini tennistiche - continua la coach - come detto, si allena tutti i giorni con Fabrizio Panella: un'ora e mezza di tennis e poi atletica tre ore alla settimana".
Vanta ottimi risultati per la sua classe d'età e in Abruzzo e non solo si augurano che diventi un giocatore professionista di alto livello. Gli specialisti dei court hanno il suo nome tra quelli da monitorare costantemente. "Ma nessuno vuol mettergli pressione addosso - ci tiene a dire Rossella Palmucci - Andrea, talento tennistico a parte, è un ragazzino come tanti altri". E cioè, come spiega lui stesso con un contagioso sorriso: "Tifo Milan, mi piace anche il pallone e adoro i giochini elettronici. Il preferito? Ma Virtua Tennis, no? Ammiro Nadal e Federer però se proprio devo scegliere dico: Rafa". E la scuola? "Prima media alla Carducci, vado forte in matematica, non sopporto tecnica".
Tenuto d'occhio dagli sponsor tennistici - veste Ttk, impugna una racchetta Head - Andrea Picchione si è presentato con qualche linea di febbre agli Internazionali under 12. Fermandosi agli ottavi ma destando un'ottima impressione tra gli addetti ai lavori. E dopo un anno vissuto pericolosamente, vederlo in campo a questi livelli è comunque già una bella vittoria.
Il sogno può continuare, adesso, vero Andrea? Gli chiedono in molti in questi giorni. E lui, sereno, infila una risposta già da campione: "Sì, sogno di diventare forte, magari come Rafa... anche per aiutare l'Aquila e tutto l'Abruzzo". In bocca al lupo e crepi il lupo, piccolo grande Andrea.
(g. marino@repubblica. it)