La storia

College Agassi & Graf
La vita oltre la rete

Ieri vincevano e prendevano, oggi restituiscono e ci mettono la faccia in nome dei bambini. Ad Amburgo c'è un ospedale creato da Steffi, a Las Vegas una scuola di Andre dove si insegna a leggere e scrivere. I due ex campioni hanno trovato sponsor che li sostengono. Questo è il racconto della loro vita post tennis

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Le dieci domande
1 Com'è stato il vostro viaggio nella vita dopo aver lasciato il tennis?
2 Cosa pensare del tennis di oggi?
3 Avete mai pensato di tornare a giocare?
4 E di allenare?
5 Come nasce l'idea della beneficenza?
6 Il vostro impegno sociale è il preludio a un ingresso in politica?
7 È dura essere genitori?
8 Qual è il vostro approccio educativo?
9 Com'è la vita di una coppia di star?
10 Avete un rimpianto?

Le risposte di Steffi
1) "È stato un viaggio incredibile. Quante esperienze, memorie, tanti up e down. Ho ricevuto una ricchezza di tali cose: mi guardo dietro ed il feeling è sempre lo stesso, venti anni dopo: fortunata, sono stata molto fortunata".
2) "Mi piace vederli, i match. Ma il mio era un altro tennis: preferisco il tennis di strategia, con differenti stili di gioco, variazioni di gioco. La vedi Serena? Così possente... no, io mi sento atleta di un altro tempo".
3) "Mai. Ho chiuso a 30 anni. Stop, mai ripensato. La Clijsters, la Henin? Storie diverse, personalità diverse. Io, poi, non ho mai amato il palcoscenico. Scegli di essere come sei, io preferisco il profilo basso".
4) "Ho avuto occasioni, con ragazze che sono venute qui, negli Usa, a chiedermi di seguirle. Ho dato la mia esperienza, ma sarebbe stato troppo per me. Ho preferito la famiglia, conosco i miei limiti".
5) "Vedi con i tuoi occhi quello che ci succede intorno, lo vedi in tv. Ad Amburgo c'è l'ospedale per i bimbi afghani. Lottiamo per farli stare insieme, ma il discorso è uguale per il Kosovo: i bambini - che siano dell'Est o dell'Asia o dell'Africa - sono tutti uguali".
6) "Assolutamente no, ho già tanto da fare così...".
7) "È una sfida diversa: trovare l'equilibrio del tempo: cucina, lava, stira. Tutto deve essere pronto, fino al parrucchiere per me. Scherzo. Non c'è mai abbastanza tempo".
8) "L'importante è che studino. Mi piace che sappiano quel che io e Andre facciamo per gli altri bimbi, ne parliamo. E le coppe dei trionfi non gliele facciamo vedere. Spero di essere capace di educarli nel modo migliore".
9) "Io vivo molto la mia famiglia. Ci sono mia mamma e mio fratello qui, siamo molto uniti. Con Andre c'è unità di intenti. Il caffè a letto? Io mi sveglio molto più presto di lui...".
10) "Sono conscia di quello che ho realizzato, ma non ho mai pensato ai record e ai titoli. Andavo sul campo e cercavo di dare il massimo e basta. Non ho rimpianti".

Le risposte di Andre
1) "Ho imparato ad amare tutto quello che odiavo. A cercare la mia vera identità. A resistere alle tentazioni, tante. Ho imparato a perdonare e a perdonarmi. Questo è stato il mio viaggio, un'evoluzione dolorosa".
2) "Mi piace vederlo, questo tennis. Potresti mai immaginare di vederli colpire come colpiscono? Rimbalzi così alti, spin così aggressivi? Pazienza se poi s'infortunano".
3) "È come se l'avessi già fatto. Ho avuto la mia seconda chance, e ringrazio di averla avuta".
4) "Più che altro la Coppa Davis. È possibile che un giorno possa fare il capitano, ma non domani. E poi Patrick McEnroe sta facendo un ottimo lavoro".
5) "Ho cominciato nel '94. La parola chiave è "cambiare". Cambiare delle vite. Fare del bene. Dare ad ognuno una migliore educazione, battersi per le nuove generazioni. Questo è stato l'inizio".
6) "Assolutamente no. I politici hanno un'altra agenda, altri problemi. Loro sono abituati ad intervenire su tutto. Io voglio fare una cosa. Una. Questo è il mio focus, e voglio farla bene".
7) "Certo che è difficile. E non c'entra nulla essere famoso o no. Non so che padre sono, dovrebbero dirlo i ragazzi. Cerco di esserlo ogni giorno. Di imparare. Certo che gioco con loro. Più tempo possibile. Il punto, comunque, è se t'importa oppure no. Devi vedere il mondo attraverso i loro occhi, che sono molto diversi dai tuoi. E capire cosa ti dicono".
8) "Definiamo il successo: per me prima era vincere il torneo, oggi è far sì che non sbagli con i miei figli. Devono essere quello che vogliono, queste sono le nostre aspettative".
9) "Steffi è il mio ingegnere tedesco. Mi ha insegnato l'organizzazione, oltre al cibo e alla macchina tedesca".
10) "E quali potrebbero essere? Penso a Medvedev, a quella finale del Roland Garros, forse al miglior match della mia vita e mi torna sempre il buonumore... comunque un altro libro non lo scrivo".