La storia

La palestra resta al buio
Maddaloni accende le candele

Staccata la corrente nella struttura gestita dalla famiglia della medaglia d'oro di judo di Sydney 2000, un punto di riferimento importante a Scampia, nella periferia nord di Napoli. Furioso il campione olimpico: "Sul tatami c'erano centinaia di bambini, abbiamo dovuto mandarli via"

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NAPOLI - Pino Maddaloni è letteralmente furioso: "Lunedì sera ho visto centinaia di bambini sul tatami, volevano rimanere in palestra ma gli allenatori sono stati costretti a mandarli via perché era buio". Al buio, come tre anni fa. Già, proprio così. L'Enel ha staccato la corrente alla struttura gestita dalla famiglia Maddaloni a Scampia, nella difficile periferia nord della città, costringendo Giovanni, responsabile del centro e padre della medaglia d'oro di judo alle Olimpiadi di Sydney 2000, ad accendere alcune candele per consentire agli atleti di allenarsi. I "grandi" hanno lavorato in vista delle prossime manifestazioni, i più piccoli sono tornati tristemente a casa. Le candele in palestra, una provocazione, quasi un gesto estremo, quello di un uomo che da anni lotta perché la gente del quartiere a nord di Napoli possa fare sport gratuitamente.

Negli anni i problemi, però, anziché diminuire, si sono moltiplicati. Anche nel 2007 si arrivò a quello che sembrava un punto di non ritorno, poi l'allora presidente della Regione, Antonio Bassolino andò in soccorso dei Maddaloni. Stesso discorso dal 2008 ad oggi: nonostante le provocazioni di Giovanni ("Andrò via da Napoli, sono pronto ad allenare la nazionale degli Emirati Arabi") la musica non è cambiata. I fondi pubblici non arrivano più (o comunque non bastano), ed anche i privati hanno fatto un passo indietro. "Adesso basta, siamo in trincea - urla di rabbia Maddaloni senior - Questa è l'ennesima umiliazione. Eppure, nella nostra struttura ospitiamo, tra gli altri, più di cento disabili e molti ragazzi del centro di prima accoglienza dei Colli Aminei". Prosegue e il suo discorso tocca inevitabilmente il sociale: "Tanti giovani di Scampia trovano un punto di riferimento da noi, passano le loro giornate all'interno del centro pur di non rimanere in strada. E questo ovviamente accade soprattutto nei mesi estivi, quando chiudono le scuole e non si ha la possibilità di andare in vacanza". Persino il pluricampione europeo Domenico Di Guida si allena qui, a Scampia, senza corrente elettrica, correndo tra l'altro il rischio di infortunarsi accidentalmente. "Con queste prospettive, rischio di rinunciare agli Europei e ai Mondiali", afferma sconsolato e amareggiato.

A Roma Maddaloni ha incontrato un rappresentante del ministero delle Politiche Giovanili presieduto da Giorgia Meloni: "Mi hanno confermato - spiega - che i tempi sono lunghi, ma partecipando a un bando potremmo ottenere un contributo. Temo, però, che sia già troppo tardi: siamo in "rosso" di trentamila euro, forse l'Arin, grazie all'intervento degli assessori comunali Alfredo Ponticelli e Giulio Riccio, ci verrà incontro, ma i problemi resterebbero ugualmente molto gravi. Appelli? Negli anni ci siamo rivolti a politici di tutti i partiti, invano. Eppure spero ancora che qualcuno dimostri sensibilità verso chi, giorno dopo giorno, soffre con i cittadini di una delle zone più difficili d' Italia. L'attuale presidente della Regione, Stefano Caldoro, ha una mia lettera sulla scrivania da oltre due mesi, ma finora è rimasto insensibile alle richieste: in questo momento è lui ad avere tra le mani il nostro destino".