La storia

Nasce lo 'Stendhal rugby Parma'
"Vogliamo tornare al divertimento"

Le maglie con i colori del romanzo "Il rosso e il nero". Al posto dello sponsor la scritta "Liberi e forti". Nel ducato nasce una nuova squadra, che partirà dalla serie C e dedicata allo scrittore francese de "La Certosa di Parma": "Basta con professionisti e soldi"

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Là dove di solito campeggia lo sponsor ci sarà un motto "Liberi e forti", piazzato proprio al centro delle casacche di gioco. Perché, scrivono gli ideatori, "vogliamo portare addosso i nostri ideali". Nobile il rugby, nobile l'intento di un gruppo di amici (e imprenditori) che a Parma ha dato vita a una nuova squadra: si chiamerà "Stendhal Parma rugby", nome dedicato allo scrittore Henry Beyle - noto come Stendhal - autore de "La Certosa di Parma". Già decisi i colori delle maglie, in omaggio ad un altro romanzo del francese: "Il rosso e il nero". E poi c'è una frase, che suona come lo statuto della neonata società: "L'opera di Stendhal rappresenta l'uomo in un contesto sociale in evoluzione: a una realtà dominata dall'interesse e dai principi di una politica meschina ed egoista si contrappone il culto dell'entusiasmo volitivo e la nostalgia romantica dei valori assoluti. Ideali che saranno la bandiera dello Stendhal".

Il "sogno"nasce per ridare ai ragazzi il gusto del divertimento, del rugby goliardico, della semplicità della pallovale: tanto che la base della squadra sarà formata da giovani usciti dalle scuole, da "anziani" che hanno dovuto abbandonare l'ovale per lavoro, da veterani al ritorno da un infortunio.

E' una storia di ribellione, di anticonformismo, di ritorno alle origini puro e duro. Nella capitale del rugby italiano (l'unica che negli ultimi 10 anni ha sempre contato su due squadre nella massima serie, Gran e Rugby Parma) parte la sfida al futuro: iniziare dai nostri giovani, dalla base. Una piccola scelta che suona come un guanto di sfida all'italia fatta d'oriundi del presidente della Federazione italiana rugby, quel Giancarlo Dondi che è proprio parmigiano.

Scrivono infatti gli ideatori della Stendhal, squadra che si iscriverà al campionato regionale di serie C: "Tra una Celtic League sempre più esasperata e una massima serie che difficilmente smuoverà masse di pubblico, c'è chi torna alle origini al divertimento. Eppoi chi lo dice che quelli che giocano a rugby sono dei materiali, pensate questa volta hanno scomodato il nome di uno scrittore raffinato, Henry Beyle autore della Certosa di Parma".

E se Beyle si emozionava così tanto davanti alle opere d'arte da essere assalito da tachicardia e palpitazioni (da qui il nome "Sindrome di Stendhal), lo stesso entusiasmo - quasi utopistico - si legge nelle parole di chi darà vita a questo nuovo progetto.

"Qualcuno lo potrebbe definire rugby sociale, ma solo nelle motivazioni perché gli intenti agonistici saranno sempre al primo posto. E lo dimostra anche la conduzione tecnica affidata a Marco Pulli, una gloria della Rugby Parma e già allenatore dei giallobù, dell'Amatori e della nazionale".

Fra i fondatori si va da Marco Pulli ai fratelli Bertolini e i Furlotti, Tullio Carnerini, Vito Mangialardi, Dante Marchini, Sandro Rebecchi, Marco Saccardo, Luciano Sidoli, Luciano Tagliavini. Un'idea, la loro, che a Parma ha già fatto scalpitare i giovani rugbisti rimasti a piedi. Quest'anno infatti, complice l'avvento della Celtic league, il rugby gialloblù è stato totalmente rivoluzionato e spaccato: la storica Rugby Parma (tre scudetti alle spalle) si è unita col Noceto nei "Crociati" e i cugini del Gran Rugby, fusi al Colorno, hanno dato vita al "Granducato".

Nomi nobili, storici, un po' come quel "Petrarca", altro scrittore, che da sempre accompagna la squadra di Padova. Infondo, scrivere e riscrivere è quel che interessa più di tutto a questi "vecchi" pionieri del rugby parmigiano: "Vogliamo solo diffondere il rugby, lontano dalla logica del soldo e dai condizionamenti che ne derivano".