La storia

Il bancario con la passione da sub
"I miei quadri del mondo sommerso"

Lavora in banca e non diresti mai che è un subacqueo conosciuto e apprezzato soprattutto all'estero. Piero Lo Re scende sino a cinquanta metri per immortalare la fauna marina. E farne quadri. Unici nel suo genere

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E' più conosciuto all'estero che da noi. Succede. Merito dei suoi quadri naturali, straordinarie fotografie dei fondali marini. Divenuti, quasi per caso, anche un ricercato ed esclusivo oggetto di arredamento.

E' accaduto qualche estate fa quando una facoltosa e dotta turista inglese si innamorò di una Protula, un fiore bianco dei fondali, catturato con uno scatto a trenta metri di profondità. E lo volle. Ma non, come poteva immaginarsi, per appendere l'immagine e incorniciarla a dovere. No, chiese una riproduzione più ampia per farci una porta. "Proprio così e da lì la cosa ha preso piede, solo che io non lo avevo affatto previsto e non sapevo neppure fissare il prezzo della mia opera", racconta divertito Piero Lo Re, 49 anni, fisico asciutto e nervoso da atleta, palermitano, professione ufficiale bancario ma conosciuto nel mondo dei sub e di chi ama i fondali un po' come il poeta del mare.

Già perché Piero è un sub di grandissima esperienza e anche un istruttore di prim'ordine. Una passione che si è fatta strada in lui sin da piccolo guardando in tv i documentari di Jacques Cousteau; un amore coltivato negli anni fino a diventare una seconda pelle, come lui stesso dice.

Piero vive e lavora a Palermo e proprio le acque siciliane e del capoluogo in particolare sono teatro delle sue "imprese" artistico-sportive. E dire che da bambino il sogno del bancario-subacqueo se la giocava alla pari con un altro: "Volevo fare il calciatore e visto che ci riuscivo piuttosto bene ci credevo; al punto che arrivai al semiprofessionismo". Ma lì si fermò, complice un brutto infortunio.

Una fortuna, potrebbe dirsi adesso. Perché gli aprì (definitivamente) le strade del mare e della fotografia. Racconta, con palpabile entusiasmo: "Ammiro tutta la gamma delle foto scattate in mare ma fin dall'inizio sono stato attratto dalle piccole grandi forme che rimandano a qualcosa d'altro, che sottolineano la stretta dipendenza tra la terra e l'acqua, immagini che stimolano i sogni, evocative".

La sorpresa, per "l'insospettabile" bancario, è arrivata quando ha preso ad esporre quelle immagini nel suo ufficio Unicredit di viale Strasburgo. E la voce, inevitabilmente, si è diffusa. "Sinceramente pensavo che l'emozione profonda per quelle immagini fosse soltanto mia. Mi sbagliavo. E di grosso, anche. Lo sguardo di chi vedeva quelle foto veniva invece sempre catturato e, molto presto, sono arrivate le richieste di acquisto delle foto che altri hanno addirittura paragonato a quadri costringendomi, in qualche modo, a realizzarli come tali sviluppando le foto su grandi pannelli telati".

Così Piero è stato smascherato: dietro il bancario iper professionale, una sicurezza per clienti e istituto di credito, c'è un provetto sub, uno sportivo autentico, che ama le immersioni fino a cinquanta metri di profondità e, su tutto, immortalare con la sua fedele Nikonos V la flora degli abissi: i Parazoanthus, fiori gialli o arancioni; le Code di pavone, che sembrano margherite; gli Spirografi piante che, se sfiori, letteralmente si rintanano fino a sparire, "ma l'elenco sarebbe lungo".

Lo Re si prepara scrupolosamente alle immersioni. E riguardo alle tragedie del mare che ogni estate inesorabilmente avvengono, ha una sua idea precisa: "Sono sempre frutto di impreparazione. Il nostro è uno sport dove disciplina e cervello sono irrinunciabili. Insomma: non bisogna mai oltrepassare il limite quando si sta là sotto, ma rispettarlo, esserne coscienti".

Quanti aneddoti dai fondali. "Ho incontrato pesci di ogni dimensione, ma una volta, all'Argentario, a pochi centimetri da me vidi un delfino. Tutto bene direte voi: e invece no, all'inizio mi era parso uno squalo e francamente ho temuto il peggio...".

E quanti racconti sui quadri marini. "Una poetessa siciliana, scoprendo che alcune foto erano state scattate in zone di mare considerate prive di vita a causa del binomio inquinamento-sfruttamento dell'uomo, acquistando un mio pezzo ha scritto un biglietto di ringraziamento con queste parole: "Alcuni mari sono stanchi di rinnovati soprusi, ma occhi ancora vi si tuffano scoprendo risate cristalline e antichi poetici bagliori; nella mente si formano quadri di incantevole suggestione, preziosi bagagli da ricondurre in terra". Bellissimo, no?".

Lo Re (mail per contattarlo: [email protected]) è anche legato al dipartimento Ethos di Sociologia dell'ambiente dell'Università di Palermo. Ustica, Pantelleria, la riserva marina di Capo Gallo, lo Scarpone a Mongerbino, la Formica, Lampedusa, Linosa, sono tra i punti di immersione siciliani preferiti dal bancario-sub. Quasi impreparato davanti a tanto successo. "Il professore di Macroeconomia Gabriele Morello, famoso in tutto il mondo e tra l'altro esperto d'arte e organizzatore di importanti mostre di pittura, di recente mi ha chiesto, mentre parlavamo d'altro, guardando alle mie spalle: "Ma lei ha idea di che cosa fa?". Non capivo. Poi indicò il quadro con una Bonellia viridis. E capii...".
Tutto questo diventerà un vero e proprio business, adesso? "Assolutamente no, lo ribadisco: rimango tuttora incredulo quando mi arrivano offerte per acquistare i miei scatti. Resta una passione. Infinita, questo, sì, lo ammetto...". 
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