La storia

Juve, lo stadio è quasi pronto
Manca soltanto il nome

Tra otto mesi sarà pronto il nuovo impianto da 41 mila posti, una struttura accessibile e sicura. Lo sponsor che darà il nome alla casa bianconera sarà straniero. Visibilità senza precedenti FOTO - VIDEO

4 minuti di lettura
TORINO - Tra circa 8 mesi la Juve traslocherà nella sua nuova avveniristica casa. A oggi, i lavori per l'impianto procedono come da tabella di marcia: grazie al lavoro di circa 300 operai, la scadenza fissata a maggio 2011 dovrebbe essere rispettata, e così pure l'inaugurazione fissata tra luglio e agosto. Il battesimo con tanto di nome invece è stato rimandato. L'intitolazione del nuovo impianto da 41 mila spettatori che sta sorgendo sulle macerie del Delle Alpi, infatti, doveva essere svelata lo scorso giugno. Per adesso si sa soltanto che lo stadio avrà un nome straniero. Dopo i "no grazie" incassati dalle principali aziende del territorio piemontese, la Sportfive, titolare dei naming rights fino al 2023, sta battendo il mercato estero alla ricerca di uno sponsor disposto a sborsare circa 40 milioni di euro (in cinque anni) per vedere il proprio logo issato sui due pennoni tricolori alti 90 metri, 30 in più di quelli del vecchio Delle Alpi.

COSTI E RICAVI - La copertura finanziaria dell'investimento complessivo di 120 milioni è garantita da due contratti di finanziamento sottoscritti con il Credito Sportivo (per 60 milioni complessivi), dagli incassi previsti dall'accordo con Sportfive (75 milioni) e dai proventi derivanti dalla cessione a Nordiconad delle aree commerciali adiacenti (20-25 milioni). Secondo le prime stime della società, i ricavi da stadio dovrebbero raddoppiare, passando dagli attuali 20 a 40 milioni.

TORRE E PENNONI -
Proprio nei giorni in cui sul prato dell'Olimpico veniva costruita una torre tentacolare per il concerto degli U2 (chiamata "The Claw", l'artiglio), il nuovo impianto juventino si dotava di una torre analoga, altissima, posizionata al centro del cantiere-stadio. "È una struttura provvisoria - spiega l'ingegner Riccardo Abrate, Direttore Real Estate Juventus - che serve per sollevare i pennoni. Attualmente i pennoni si trovano all'esterno e in posizione orizzontale, a breve verranno agganciati alla torre dalla punta e, con una serie di funi e martinetti, portati in posizione verticale, con una certa inclinazione verso lo stadio". Decorati con un motivo tricolore, per certi versi simile a quello che fregia le casacche dei portieri o la seconda maglia della Juve, i pennoni saranno l'elemento connotativo del nuovo stadio. Il "made in Italy" spopola dunque in casa Juve, dalla campagna acquisti targata Marotta alla divisione immobiliare della società bianconera. Nei prossimi giorni i pennoni serviranno per innalzare l'intera copertura, attraverso quattro tiranti, "grazie a un movimento nella direzione opposta a quella in cui sono attualmente indirizzati", conclude l'ingegner Abrate.

IMPATTO VISIVO -
Il buco con il cantiere attorno è ormai un ricordo. Nell'area della Continassa si può già vedere molto del nuovo stadio della Juve, primo grande club d'Italia a dotarsi di un impianto di proprietà. Il secondo e terzo anello delle gradinate e delle curve sono ormai completati. E intanto sono già bene intuibili le aree commerciali che circonderanno l'impianto. L'impresa sta lavorando all'edificazione del primo livello. A fine anno, quando i tre anelli saranno completati, si andranno a rifinire le aree interne ed esterne, rispettivamente griffate Pininfarina e Giugiaro.

COME SARA' -
Tecnologico, elegante, accessibile, sicuro, perfetto per il calcio. Lo stadio della Juve manterrà viva la memoria architettonica del vecchio impianto, pur eliminando l'inutile pista di atletica, praticamente mai sfruttata nei 16 anni di vita del vecchio impianto. Il "nuovo Delle Alpi" offrirà infatti una visibilità senza precedenti: la prima fila di seggiolini delle curve e delle gradinate disterà soltanto 7,5 metri dal campo di gioco, a fronte dei 28 metri del suo predecessore. In caso di emergenza, lo stadio si potrà svuotare del pubblico in meno di 4 minuti, grazie a 16 passerelle/via di fuga, senza barriere architettoniche (le rampe hanno sostituito gli scalini). Il complesso sarà attivo sette giorni su sette, grazie anche all'area commerciale di 34 mila metri quadrati, sui quali sorgeranno una galleria di negozi, uno shopping center e un magazzino di bricolage. Sono previsti anche 30 mila metri quadrati di verde pubblico, aiuole, piazze e parcheggi per 4.000 auto.

PALCHI E TRIBUNE -
I settori più prestigiosi del nuovo tempio della fede bianconera sono in vendita da quasi un anno. E' il caso dei palchi, denominati Sky box: pochi dei 62 "salottini" da 10 persone sono ancora disponibili, il prezzo oscilla tra i 50 e i 130 mila euro a stagione. Buffon e Del Piero ne hanno prenotato uno ciascuno. La novità è che i palchi saranno utilizzabili anche durante la settimana. Come dei piccoli pied-à-terre. E ci sono anche due suites da 34 posti per emiri, sceicchi e tifosi più che vip (il prezzo è ancora top secret). Un po' più abbordabili gli abbonamenti per le Aree Juventus Premium Club, le tribune intitolate a Giovanni Agnelli, la più esclusiva (250 posti, costo 10 mila euro all'anno) - con monitor integrato nella poltrona di fronte, come in aereo -, a Omar Sivori (1.600 posti, costo 2.500 euro) e a Giampiero Boniperti (650 posti, costo 4 mila euro), quest'ultimo sicuramente onorato ma probabilmente impegnato anche in blandi scongiuri. E ci sarà pure la Tribuna 100 (500 posti, costo 6.500 euro), il settore dedicato ai cento più grandi protagonisti della storia bianconera. Ogni zona avrà il parcheggio riservato, un ristorante "a tema", ampie aree dedicate e un foyer in comune. A oggi sono già stati venduti 1100 abbonamenti Premium per la stagione 2011-12, pari al 35% del totale disponibile.

ACCENDI UNA STELLA -
L'ultima iniziativa lanciata dal club di corso Galileo Ferraris si chiama "Accendi una stella" e vuole mettere i sostenitori juventini al centro del nuovo "tempio" bianconero. La pavimentazione che darà accesso al secondo anello di tribune è stata studiata in modo da accogliere il pubblico con una divisione dello spazio in 50 diversi settori. Ognuno di questi 50 settori sarà dedicato ai 50 massimi campioni della storia juventina, all'interno di ognuno verranno posizionate delle placche metalliche, contenenti la forma di una stella, sulle quali saranno incisi i nomi dei tifosi. I costi: la stella Gold viene venduta a 250 euro, 350 gli euro per la Platinum, posizionata accanto a quella di uno dei 50 campioni votati dal Member e dai Club DOC.

RISCHI D'IMPRESA -
"Non dimentichiamoci che tra un anno sarà pronto il nuovo stadio. I grandi investimenti dovranno essere accompagnati da una grande squadra". Così parlò Giorgio Chiellini il 30 aprile scorso, quando la Juve si apprestava a chiudere la stagione più negativa della sua storia. L'eredità dell'anno scorso purtroppo si fa sentire: da 19.048 abbonati la Juve è infatti scesa a circa 13 mila fedelissimi. Il saldo negativo è da imputare anche alla tessera del tifoso, che secondo il popolo delle curve avrebbe il forte retrogusto di schedatura, alla campagna acquisti juventina, scoppiettante ma senza il grande botto, e alla proposta sempre più seducente delle televisioni a pagamento. Insomma, se la Juve quest'anno non dovesse nuovamente conquistare la zona Champions, e ridare così entusiasmo ai suoi tifosi, si rischia un'altra cattedrale nel deserto modello stadio Delle Alpi. "Il rischio c'è, perché il calcio non è una scienza esatta: a volte il pallone sbatte contro il palo... Ma la Juve ha avuto un'idea forte, vincente, rendendo più sicuro e fruibile il suo nuovo stadio. La speranza è che la squadra dia una mano al club. Il progetto di Jean-Claude Blanc è il futuro del calcio", filosofeggia Claudio Pasqualin, avvocato e procuratore di calciatori: il mondo bianconero spera che sia anche un veggente.