C'è la storia della miliardaria americana che si fa seppellire dentro alla sua Daytona (rigorosamente in moto e con i fari accesi), o quella del ricchissimo agricoltore indiano, i cui figli non se la sentono proprio di cremare il padre con una 275 gtb, o l'impresa del cantante turco Metin Senturk, cieco dall'età di tre anni, capace di lanciarsi a 300km/h al volante di una Gt di Maranello: sono solo tre storie - forse le più stravaganti - di quelle raccolte nel libro appena uscito "101 storie sulla Ferrari che non ti hanno mai raccontato" (Newton Compton, 14,90 euro), scritto da Vincenzo Borgomeo, la firma del settore motori di Repubblica. it. Sono curiosità, aneddoti, leggende, trionfi e personaggi legati da un denominatore comune: la Ferrari. Sono storie che raccontano di una passione travolgente e contagiosa, che non ha confini, e che si è riversata - quasi a cascata - su tutto ciò che circonda e ha circondato il mondo di Maranello: dai piloti alle automobili a tutto ciò che porta cucito addosso il cavallino rampante. Insomma, come si legge nell'introduzione del libro, "le Ferrari sono una cosa diversa", perché portano il seme della "folle passione che le ha fatte nascere".
Tutto ruota intorno alla figura dell'uomo che ha costruito il mito: Enzo Ferrari, il Drake, il Commendatore. Uomo dal carattere difficile, dal celebre pessimismo, dalle incredibili fobie - come quella per l'ascensore - dall'odio per i viaggi (negli anni della sua vita non si è mai spostato dalla linea Modena-Maranello). Ma anche l'artefice di un'auto che è mito, dalle formidabili intuizioni, dalla grandissima generosità, il benefattore capace di opere importanti come il Centro Dino Ferrari per la cura delle malattie neuromuscolari (segno tangibile del dolore provocato dalla prematura scomparsa del figlio Dino).
La Ferrari è questo e molto di più: sono le 'follie' commesse da chi le ha avute (le bizzarre richieste dello Scià di Persia o del Sultano del Brunei), sono anche i nomi che alla Rossa sono legati in modo indissolubile: piloti come Fangio, Nuvolari o Michael Schumacher. O quello che è stato il tifoso numero uno del cavallino rampante: Gianni Agnelli. L'Avvocato, protagonista di un lungo rapporto con il Drake fatto di stima e rispetto. Due storie, quella della Fiat e della Ferrari, che si intrecciano a partire dal 1969. Agnelli che della Rossa è stato anche grande appassionato. Ne ha avute molte e tutte su misura, tra tutte la celebre 166 barchetta bicolore e la 400 Superamerica.
Un gioiello la Ferrari, ma un gioiello per pochi: il Drake le definiva "macchine che si desiderano". Una verità, dimostrata dal fatto che in poco più di 60 anni di storia la produzione è stata di appena 100 mila vetture. Ma sempre con il filo della passione che non conosce confini: tanto che negli Emirati Arabi sta per arrivare la montagna russa più veloce del mondo, griffata ovviamente cavallino rampante. Tutto perché, come diceva Enzo Ferrari, ci sono stati tanti uomini che amavano l'automobile "ma nessuno con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa".
Tutto ruota intorno alla figura dell'uomo che ha costruito il mito: Enzo Ferrari, il Drake, il Commendatore. Uomo dal carattere difficile, dal celebre pessimismo, dalle incredibili fobie - come quella per l'ascensore - dall'odio per i viaggi (negli anni della sua vita non si è mai spostato dalla linea Modena-Maranello). Ma anche l'artefice di un'auto che è mito, dalle formidabili intuizioni, dalla grandissima generosità, il benefattore capace di opere importanti come il Centro Dino Ferrari per la cura delle malattie neuromuscolari (segno tangibile del dolore provocato dalla prematura scomparsa del figlio Dino).
La Ferrari è questo e molto di più: sono le 'follie' commesse da chi le ha avute (le bizzarre richieste dello Scià di Persia o del Sultano del Brunei), sono anche i nomi che alla Rossa sono legati in modo indissolubile: piloti come Fangio, Nuvolari o Michael Schumacher. O quello che è stato il tifoso numero uno del cavallino rampante: Gianni Agnelli. L'Avvocato, protagonista di un lungo rapporto con il Drake fatto di stima e rispetto. Due storie, quella della Fiat e della Ferrari, che si intrecciano a partire dal 1969. Agnelli che della Rossa è stato anche grande appassionato. Ne ha avute molte e tutte su misura, tra tutte la celebre 166 barchetta bicolore e la 400 Superamerica.
Un gioiello la Ferrari, ma un gioiello per pochi: il Drake le definiva "macchine che si desiderano". Una verità, dimostrata dal fatto che in poco più di 60 anni di storia la produzione è stata di appena 100 mila vetture. Ma sempre con il filo della passione che non conosce confini: tanto che negli Emirati Arabi sta per arrivare la montagna russa più veloce del mondo, griffata ovviamente cavallino rampante. Tutto perché, come diceva Enzo Ferrari, ci sono stati tanti uomini che amavano l'automobile "ma nessuno con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa".