La storia

Quagliarella, il Napoli
e il sogno spezzato

In un libro scritto da Gianluca Gifuni il racconto della carriera dello sfortunato attaccante della Juve, che a causa di un brutto infortunio non giocherà al San Paolo contro la sua ex squadra

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L'immagine finale racconta tutto. Sull'aereo che riporta il Napoli in Italia dopo la vittoria in Svezia contro l'Elfsborg e la qualificazione alla fase a gironi di Europa League, viaggiano due anime. C'è quella felice, che sorride, ascolta musica e festeggia il primo traguardo della stagione superato a pieni voti. E c'è quella triste, scura in volto e delusa di Fabio Quagliarella, un figlio di Napoli che il Napoli da poche ore ha ceduto alla Juve, la più odiata tra le squadre dai tifosi azzurri. Parte da qui, da questa 'fotografia', 'Quagliarella, il sogno spezzato' (Tullio Pironti editore), il delizioso libro scritto da Gianluca Gifuni, voce di 'Radio Marte', uno dei giornalisti sportivi più popolari a Napoli. ''Sogno in maglia azzurra'', così doveva chiamarsi il volume prima della clamorosa separazione tra il ragazzo di Castellammare di Stabia e il Napoli, un fulmine a ciel sereno che ha aperto una ferita non ancora rimarginata in molti tifosi azzurri, che ancora si chiedono il perché del divorzio con uno dei migliori attaccanti degli ultimi anni. Perché il Napoli e Quagliarella si sono detti addio? Il libro prova a spiegarlo, raccontando i problemi di coesistenza con Lavezzi, il rapporto non idilliaco con Mazzarri e quello con il presidente De Laurentiis, un feeling che si è rotto definitivamente il giorno in cui il Napoli finì ko al San Paolo con il Parma lasciando sul campo le ultime possibilità di lottare per la Champions. Quel giorno Quagliarella lasciò la squadra in dieci e si prese tre giornate di squalifica. Fu l'inizio della fine.

C'è tutta la vita di Fabio nelle 118 pagine del volume. Dal Quagliarella ragazzino, che ha poca voglia di studiare e tanta di giocare. Per strada, nel cortile, gli basta un piccolo spazio per divertirsi. E poi i ricordi. Quelli dei genitori, degli amici che ancora oggi lo aspettano il lunedì per una focaccia o un gelato. La carriera di un giocatore che da piccolo chiamavano 'Pelè bianco' per la sua carnagione scura. Le tappe fondamentali, l'incontro con Gaetano Musella, il primo contratto da professionista firmato con il Torino, le esperienze a Chieti, con l'Ascoli prima dell'esplosione con la Sampdoria e l'approdo a Udine dove trova a fargli compagnia altri due napoletani, Di Natale e Floro Flores. Una scalata senza soste, che culmina con la convocazione in nazionale e i primi gol in maglia azzurra. Alla storia manca solo il lieto fine, l'approdo a Napoli, il sogno di una vita. Che diventa realtà a giugno 2009, quando Pierpaolo Marino vola a Udine e riporta Fabio a Napoli. E' l'apoteosi, la maglia numero 27 del Napoli diventa subito la più venduta. Ma l'idillio dura poco. Il sogno di spezza sul più bello, quando nessuno se lo aspetta.