La storia

Tania la bella e il rugby
"Uno sport esaltante"

La Zamparo, Miss Italia nel 2000, conduce su Sky le trasmissioni dedicate alla palla ovale: "Non è stato difficile appassionarmi, è una disciplina che esalta valori importanti". Sugli azzurri: "La squadra c'è, manca solo un po' d'esperienza"

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ROMA - La Bella e i bestioni dell'ovale. Tania Zamparo, prima miss Italia dell'ultimo secolo, conduce su Sky le trasmissioni dedicate al Sei Nazioni di rugby. Raccontando con disinvolta consapevolezza una delle discipline che - secondo uno di quei luoghi comuni sportivi che proprio lei contribuisce a sfatare - sono reputate tra le più ostiche ad interpretarsi. Ruck e maul, touche e drop. Il fuorigioco, il grillotalpa. Punti d'incontro, difesa rovesciata, pick and drive. Tania conosce e spiega col suo sorriso a un pubblico televisivo che per la palla ovale si fa sempre più numeroso (record d'ascolti sabato scorso per la sfortunata Italia-Irlanda). Certo, a fianco ha fior di commentatori - Diego Dominguez, Jon Kirwan, Vittorio Munari - ma dicono tutti sia piuttosto brava anche da sola. Di sicuro piace, e contribuisce al successo straordinario e per certi versi un po' misterioso - considerate le tante sconfitte azzurre - di questo sport. Racconta che è cominciato tutto per caso quattro anni fa al Flaminio, con un match dell'Italia. Poi l'ingresso in Sky e quelle cinque lettere di risposta alla domanda "di cosa vorresti occuparti?": rugby.

"Ci ho messso un po' a conoscere tutte le regole, ma non è così incomprensibile come sostiene qualcuno. Anzi", spiega la trentacinquenne romana, che dopo quel titolo di bellezza nel Duemila ha fatto cinema e televisione prima di passare alle conduzioni sportive. "L'importante è appassionarsi, e con questa disciplina non è difficile. E' divertente ed è meno scontata di tante altre. Esalta valori importanti, ti fa capire che lo sport deve comunque essere una festa, un divertimento per tutti. Trasmette adrenalina fino all'ultimo istante di gioco. Perché c'è sempre una sfida, un combattimento, un brivido. Anche quando il risultato è segnato. Sarà per questo che piace tanto alle donne". Esperta sì, ma non esageriamo. "I veri esperti sono i giocatori e i tecnici che sono in studio con me", si schermisce. "Io cerco di fare da tramite con il pubblico che sta a casa. Ma credo anche di avere imparato qualcosa".

Abbastanza per esprimere un giudizio sull'Italrugby, alla luce della sconfitta di sabato scorso. "La squadra c'è, e ha dato un bel segnale anche in vista dei prossimi Mondiali di autunno che trasmetteremo su Sky. L'Irlanda non è imbattibile, non è più l'armata del 2009. Agli azzurri manca forse solo un po' di esperienza e qualche ricambio in panchina. Perché sognare di essere come la Francia di Lièvremont, che nell'ultimo anno ha ruotato sessanta giocatori? Concentriamoci sui nostri talenti. Che in autunno saranno ancora più competitivi. Avranno nelle gambe e nella testa tante altre partite di Celtic League". Sabato c'è l'Inghilterra a Twickenham. "Un banco di prova importante per Mallett, che ha saputo ridurre la differenza - anche e soprattutto in termini di punti subìti - con le grandi della palla ovale. L'Inghilterra in casa è un ostacolo durissimo. Martin Johnson ha dimostrato che la squadra non è solo il pacchetto degli avanti ma anche una bella linea di trequarti. E poi, i ricambi sono pazzeschi: nel primo turno è uscito Flood ed è entrato Wilkinson, non so se mi spiego". Pronostico per il Sei Nazioni? "Mi auguro prima di tutto che l'Italia faccia bene. Le favorite sono Francia e Inghilterra, anche se i francesi dovranno giocare in trasferta i match più delicati".