La storia

Una volta batteva Neureuther
Ora trascina il Bayern Monaco

E' il singolare destino di Bastian Schweinsteiger, stella dei bavaresi e della nazionale tedesca, ma anche ex promessa dello sci. A 13 anni è addirittura arrivato davanti all'amico rivale, protagonista sfortunato nello slalom speciale ai recenti mondiali di Garmish

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MILANO - Se non l'avesse notato qualche abile talent-scout impegnato a setacciare i campi della Baviera, probabilmente Bastian Schweinsteiger in questi giorni avrebbe appena finito di partecipare al Mondiale di sci di Garmisch, a pochi chilometri da Kolbermoor, il paese nel sud della Germania dove il centrocampista del Bayern è nato 26 anni e mezzo fa. Invece Bastian, il suo Mondiale, l'ha giocato in estate in Sud Africa. E sulle nevi iridate ha lasciato il suo ex compagno di gare, Felix Neureuther, che avrebbe dovuto regalare una medaglia alla Germania nello slalom speciale di domenica, obiettivo sfumato con un'uscita di scena nella seconda manche. Ora toccherà a Bastian tenere alta la bandiera della Baviera inseguendo una rivincita europea con l'Inter mercoledì sera a San Siro, a nove mesi dalla finale del Santiago Bernabeu. Quando erano piccoli, è capitato che Schweinsteiger riuscisse anche vincere una gara arrivando davanti a Neureuther (pure lui combattuto tra pallone e sci, ma abbastanza bravo da venire convocato per una selezione dei migliori giovani calciatori della Baviera). Ma il futuro campione del Bayern, allora 13enne, non riuscì a godersi appieno quell'unico successo da slalomista perché, a competizione finita mentre andava a ritirare il premio con gli sci, finì contro un albero e venne trasportato in ospedale. E alla cerimonia, a ricevere il trofeo al posto suo, andò proprio Neureuther.

La neve è nel dna della famiglia Schweinsteiger. Il fratello maggiore Tobias ha partecipato addirittura alla Coppa del mondo giovanile nel 2002 con la Nazionale tedesca. Poi a 20 anni ha deciso di cambiare sport, dedicandosi completamente al calcio per emulare il suo idolo Eric Cantona. E adesso gioca nella terza divisione tedesca. "Se avesse iniziato prima a giocare solo a pallone, adesso sarebbe una stella", ripete spesso Bastian. Invece la star internazionale è il piccolo di famiglia. Grazie al Bayern Monaco che ha creduto in lui fin da quando aveva 14 anni e l'ha accolto nel collegio delle giovanili del club bavarese. Insieme a lui c'erano altri due ragazzini che hanno fatto carriera: Michael Rensing e Piotr Trochowski. E soprattutto c'era  Christa Schweinberger, la signora incaricata di badare ai giovanissimi calciatori. "Per noi era come una mamma", racconta Schweinsteiger. Al punto che, quando morì nel 2006, tutte le squadre del Bayern andarono in campo con il lutto al braccio. Quelli erano i mesi del primo Mondiale del giovane centrocampista tedesco,
chiuso con un terzo posto, come quattro anni più tardi in Sud Africa.

Bastian non tornerà dall'ultima kermesse iridata solo con una medaglia di bronzo. In valigia, al ritorno dal continente nero, sistemerà anche la maglietta del suo idolo, Franck Lampard, scambiata dopo la trionfale vittoria della Germania sull'Inghilterra di Fabio Capello negli ottavi di finale. E, qualche settimana dopo, il centrocampista del Bayern sarà fotografato in un parco di Monaco - il Giardino degli inglesi - mentre gioca  a calcio con gli amici proprio con la maglia numero 8 di Lampard sulle spalle. Mentre il suo amico Neureuther stava iniziando ad allenarsi per un Mondiale finito decisamente peggio.