La storia

Valanga politica su Morzenti
slalom tra Frattini e Pdl

Le polemiche intorno al presidente della federazione di sci stanno raggiungendo livelli di conflittualità altissimi. Tra condanne penali, accuse di brogli nelle ultime elezioni ed interventi istituzionali, la situazione si fa sempre più caotica

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ROMA - Attorno alla Federazione italiana sci, e al suo presidente Giovanni Morzenti, si è scatenata una guerra per bande dentro la maggioranza. Un livello di conflittualità, tra chi spinge con ogni mezzo per disarcionare il presidente in carica e chi lo difende, ormai difficile da contenere. Morzenti, messo sotto accusa dallo stesso Coni nelle scorse stagioni per i rossi economici della sua federazione, contestato dalle grandi località sciistiche perché voleva sottrarre agli organizzatori delle tappe mondiali in Italia percentuali degli introiti televisivi per spostarle sui bilanci federali, ad ottobre 2010 è stato condannato in primo grado dalla Procura di Cuneo per concussione aggravata.

Da presidente della società degli impianti di risalita di Limone-Piemonte, avrebbe chiesto 50 mila euro a un dentista per evitargli di essere coinvolto in un processo a carico dell'ex comandante provinciale della Finanza. Per una seconda dazione Morzenti, che nel 2006, l'epoca dei fatti, non era ancora presidente della Federazione, è stato assolto con formula dubitativa. Il presidente Fis, con questa condanna in primo grado, dovrebbe essere interdetto dai pubblici uffici, ma non ha intenzione di dimettersi (avanzando innanzitutto la questione che oggi le federazioni sono enti privati).

I nemici del presidente dello sci sono molti, e sono cresciuti quando l'uomo ha attaccato Cortina, Sestriere, Val d'Isere, i poteri montani forti. L'avversario più ostinato è il ministro degli Esteri, Franco Frattini, maestro di sci, suocero del predecessore di Morzenti, Gaetano Coppi, che nel 2006 fu costretto a dimettersi sotto l'onda delle critiche alla sua gestione. Frattini, che sta cercando una casa in Alta Val Badia, si è infuriato quando il nuovo presidente federale ha rimosso un istruttore di sci a lui vicino. Dopo quell'atto, sono venute giù le slavine. Sui giornali, lo scorso marzo è finito l'affare "brogli alle elezioni federali": sono andate in pagina le finte deleghe che avrebbero portato, nel maggio 2010, alla conferma di Morzenti presidente contro Carmelo Ghirardi. Per un pacchetto di voti.

Il ricorso sui brogli è sostenuto da Iaia Ercolani, ex atleta azzurra, figlia dell'ex direttore generale della Banca d'Italia nonché presidente del Sai Roma, uno dei più antichi sodalizi sciistici del paese. Influente sostenitore del circolo, e acerrimo nemico di Morzenti, è Alessandro Falez, imprenditore della sanità e albergatore vicino al Vaticano (è proprietario, tra l'altro, dell'Hotel Minerva nel centro di Roma). "Le prove dei brogli elettorali sono state create ad arte", sostiene la cordata sportiva morzentiana in questa faida diventata velenosissima. Venerdì la giustizia sportiva del Coni si esprimerà.

Nel frattempo la politica si è mossa ufficialmente. Il deputato Deborah Bergamini, l'ex dirigente Rai uscita dalla tv pubblica con l'accusa di aver favorito i precedenti datori di lavoro, Mediaset, e il premier Silvio Berlusconi, in nome del ministro Frattini ha raccolto firme in Parlamento per un'interrogazione al governo: si avanzavano perplessità sul ruolo di Morzenti ai vertici federali. L'ex forzista Osvaldo Napoli ha risposto chiedendo al sottosegretario Gianni Letta - con una mail personale - di organizzare un incontro tra il presidente della Federsci, "da sempre vicino a noi", il ministro Frattini e l'onorevole Bergamini, "questo per evitare un conflitto pubblico la cui ricaduta sul Pdl non potrebbe che risultare estremamente negativa".