ROMA - Se avesse dovuto scegliere due tra le più celebri citazioni legate alla passione del mare, l'aulico motto di Baudelaire "Uomo libero sempre caro avrai il mare", o l'ipse dixit più prosaico di Jack London "Se avete un brutto carattere non salite mai a bordo. Non ci sarà mai spazio per voi", è chiaro dove avrebbe portato la rotta di Carlo Marincovich. Al nostro collega scomparso tre anni fa, inviato di sport, soprattutto di vela e di corse di F1, amico e pigmalione di tanti giovani skipper, London l'avventuriero, scrittore e velista scapigliato, era sempre piaciuto di più. E ora, a caccia di talenti tra chi scrive del navigare - libri, articoli, saggi, raccolte di poesie - di Marincovich resta anche il premio giornalistico/letterario che porta il suo nome, un giorno di festa che quest'anno è alla sua seconda edizione e che ieri ha premiato i cinque volumi italiani e i due reportage editi tutti nel 2010.
Al Circolo ufficiali della Marina militare di Roma c'era una platea di ammiragli e vicecommodori, comandanti e capitani di vascello, e tenentini e giovani mozzi e campioni di vela e presidenti di circoli e sodalizi marini, con tanti amici e colleghi di viaggio, ognuno con un ricordo, una battuta un episodio legato alla vita di Marincovich. Da Carlo Croce, presidente della Fiv, al comandante Flavio Serafini, uno dei massimi esperti italiani di storia della marineria, dall'ammiraglio Cristiano Bettini, capo dei circoli ufficiali della Marina a Luigi Paganetto, buon marinaio e preside di Economia a Roma; da Max Procopio, uno dei cavalieri del Moro di Venezia, all'ammiraglio Bruno Branciforte, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, da Antonio Soccol, co-ideatore del Premio a Giulia D'Angelo, fondatrice della storica Libreria del Mare.
Ed ecco la sfilata dei premiati, con accanto una curiosa accozzaglia di memorabilia delle regate - pezzi di timone, bozzelli al titanio, legni delle mareggiate della Maddalena, targhe di bronzo di cantieri storici, tronchi d'albero in carbonio e foto seppiate - ognuno con un suo pregio da collezionista, una chicca per chi spesso capisce "che è il momento di prendere il largo". Uno, regalato da Patrizio Bertelli il bozzello della Luna Rossa che vinse la Louis Vuitton Cup del 2000, l'altro, donato da Germana Baglietto, la prima ottocentesca targa in bronzo fuori dallo storico cantiere di Varazze, nell'800, l'altra ancora l'immagine del Destriero che corre sull'Atlantico per il Blue Ribbon o le maniglie consumate del winch del fuoriclasse Nerone, il Farr 40 campione del mondo 2010 e con un trentenne membro dell'equipaggio che ha raccontato che la sua passione del mare gli è nata leggendo i reportage di Carlo. Oggetti da anticaglie nautiche donati come reliquie agli autori di quei libri che, come stabilito dalla giuria presieduta dalla moglie Patrizia Melani Marincovich e composta da progettisti, giornalisti, scrittori e appassionati del blu, devono avere per argomento "la cultura e l'emozione dell'andar per mare". Come scriveva Carlo, fondatore nel '61 della rivista Nautica e buon finnista alla scuola friulana della famiglia Pelaschier, con la sfida del correre, sull'acqua ancor prima che sull'asfalto, divulgata da decine di articoli, con la stessa competenza e ironia per un successo inatteso della Ferrari o la "barca di vantaggio" di Azzurra, del Moro o di Luna Rossa. Ecco Mario Dentone, primo classificato per la narrativa, per il suo "Il padrone delle onde" che racconta degli spaccapietre di Moneglia e del sogno diventare capitano di lungo corso, e all'autore andrà il testimonial di Luna Rossa, ecco "Una tragedia italiana, l'affondamento della corazzata Roma" che narra, attraverso il diario di un nonno imbarcato, uno degli episodi più dolorosi della seconda guerra mondiale. Ecco Serafini, il più autorevole di tutti, i cui tomi storici, viene detto dagli ammiragli, sono il navigar perfetto.
Al Circolo ufficiali della Marina militare di Roma c'era una platea di ammiragli e vicecommodori, comandanti e capitani di vascello, e tenentini e giovani mozzi e campioni di vela e presidenti di circoli e sodalizi marini, con tanti amici e colleghi di viaggio, ognuno con un ricordo, una battuta un episodio legato alla vita di Marincovich. Da Carlo Croce, presidente della Fiv, al comandante Flavio Serafini, uno dei massimi esperti italiani di storia della marineria, dall'ammiraglio Cristiano Bettini, capo dei circoli ufficiali della Marina a Luigi Paganetto, buon marinaio e preside di Economia a Roma; da Max Procopio, uno dei cavalieri del Moro di Venezia, all'ammiraglio Bruno Branciforte, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, da Antonio Soccol, co-ideatore del Premio a Giulia D'Angelo, fondatrice della storica Libreria del Mare.
Ed ecco la sfilata dei premiati, con accanto una curiosa accozzaglia di memorabilia delle regate - pezzi di timone, bozzelli al titanio, legni delle mareggiate della Maddalena, targhe di bronzo di cantieri storici, tronchi d'albero in carbonio e foto seppiate - ognuno con un suo pregio da collezionista, una chicca per chi spesso capisce "che è il momento di prendere il largo". Uno, regalato da Patrizio Bertelli il bozzello della Luna Rossa che vinse la Louis Vuitton Cup del 2000, l'altro, donato da Germana Baglietto, la prima ottocentesca targa in bronzo fuori dallo storico cantiere di Varazze, nell'800, l'altra ancora l'immagine del Destriero che corre sull'Atlantico per il Blue Ribbon o le maniglie consumate del winch del fuoriclasse Nerone, il Farr 40 campione del mondo 2010 e con un trentenne membro dell'equipaggio che ha raccontato che la sua passione del mare gli è nata leggendo i reportage di Carlo. Oggetti da anticaglie nautiche donati come reliquie agli autori di quei libri che, come stabilito dalla giuria presieduta dalla moglie Patrizia Melani Marincovich e composta da progettisti, giornalisti, scrittori e appassionati del blu, devono avere per argomento "la cultura e l'emozione dell'andar per mare". Come scriveva Carlo, fondatore nel '61 della rivista Nautica e buon finnista alla scuola friulana della famiglia Pelaschier, con la sfida del correre, sull'acqua ancor prima che sull'asfalto, divulgata da decine di articoli, con la stessa competenza e ironia per un successo inatteso della Ferrari o la "barca di vantaggio" di Azzurra, del Moro o di Luna Rossa. Ecco Mario Dentone, primo classificato per la narrativa, per il suo "Il padrone delle onde" che racconta degli spaccapietre di Moneglia e del sogno diventare capitano di lungo corso, e all'autore andrà il testimonial di Luna Rossa, ecco "Una tragedia italiana, l'affondamento della corazzata Roma" che narra, attraverso il diario di un nonno imbarcato, uno degli episodi più dolorosi della seconda guerra mondiale. Ecco Serafini, il più autorevole di tutti, i cui tomi storici, viene detto dagli ammiragli, sono il navigar perfetto.