La storia

Amore, iPod e ginnastica
"Il nostro reality olimpico"

Via allo show Mtv: storia delle azzurre verso Londra. Dal 17 ottobre "Ginnaste vite parallele", il docu-film sulla nazionale di artistica dal centro di Milano ai Mondiali di Tokyo. Parolacce e nostalgia, "come attrici naturali". Ferlito: impossibile sfogarsi da sola. La prima puntata parte dal Giappone

2 minuti di lettura
ROMA - Come i coatti di "Jersey Shore". O la ragazzina incinta di "16 and Pregnant". Giovani dei nostri tempi, anzi, Millenials, che non a caso finiscono su Mtv tra un video di Pitbull ed uno di Rihanna. L'Olimpiade, in tutto questo, è un dettaglio, perché prima di arrivare a Londra, se ci arriveranno, le ginnaste adolescenti passeranno per allenamenti, lacrime, rivalità, adrenalina, fidanzatini, tra iPod, parolacce e pelouche regalati dalla mamma rimasta dall'altra parte del paese. Si chiama "Ginnaste  -  vite parallele", ed è qualcosa che nel mondo della tv applicata allo sport non s'era ancora visto. Non i calciatori sconosciuti del Cervia, protagonisti di "Campioni", ma atlete della nazionale del centro tecnico di Milano. Due di loro, Carlotta Ferlito ed Elisabetta Preziosa, sono in questi giorni a Tokyo per i Mondiali di ginnastica artistica, con la regista-autrice Sara Ristori, due redattori e un cameraman al seguito. Le altre cinque continuano gli allenamenti a Milano, sperando in una chance alle Olimpiadi del prossimo anno. Tutto estremamente reale, naturale se è vero che i Millenials si adattano più facilmente, convivono con nuove tecnologie e telefoni cellulari che spesso diventano telecamere invisibili della loro vita. Anche troppo invisibili. "Io in quella scuola di m... non ci torno" urla la Ferlito, tre medaglie alle Olimpiadi giovanili di Singapore, rovesciando improperi dopo aver saputo la valutazione di fine anno in terza media. Prima adolescenti, poi ginnaste. "In quel momento avrei preferito sfogarmi per conto mio" confessa da Tokyo Carlotta, "e avrei voluto essere sola pure quando abbiamo mancato per meno di un punto la qualificazione olimpica: adesso dovremo allenarci anche a Natale, per andare a Londra attraverso un test event".

L'ispirazione del reality è arrivata dai cosiddetti "transformation documentaries", l'obiettivo era fotografare uno spaccato di vita di adolescenti. Già, ma come? Attraverso la scuola, o un'altra precoce gravidanza in salsa italiana? A Mtv Italia arrivò lo scorso inverno un breve trailer che parlava di palestra, passione, sacrifici, ambizioni, nel teatro di relazioni miminal dello spogliatoio. "Mi sono commossa" ricorda Antonella Di Lazzaro, curatrice del programma. "In quelle ragazzine c'era un'incredibile potenzialità nel raccontare i caratteri delle adolescenti di oggi. Ne è nato un prodotto audace, in una disciplina sofisticata come la ginnastica che è stata scelta non per raccontare uno sport, ma qualcos'altro".

Ad aprile le prime riprese, interamente dedicate al centro federale di Milano e alle sue ospiti. Non c'è l'ex campionessa del mondo Vanessa Ferrari, che si allena a Brescia, le riprese sulle stesse pedane e negli stessi ambienti sono fondamentali per la narrazione. Le atlete sono tutte minorenni, ma federazione e famiglie si convincono rapidamente della bontà del progetto. Ancora più facile avere la fiducia delle ragazze: "Sembravano attrici naturali, erano a loro agio, e noi abbiamo ottenuto l'effetto "fly on the wall": la spontaneità del protagonista che dimentica di essere inquadrato" ricorda la Di Lazzaro. "Si sono divertite" assicura il tecnico Paolo Bucci. Non solo: le "Millenials" sono cresciute con YouTube e i file mp4: gli allenamenti se li vanno a rivedere su internet, i video li realizzano loro stesse. Una piccola parte del girato del reality nasce dalle riprese delle stesse atlete alle compagne. La storia si snoda attraverso le tappe cruciali delle gare, veri e propri esami che consumano emotivamente le ginnaste. Gli Europei di Berlino, gli Assoluti di Meda. Poi gli impegni della scuola, con una di loro, Alessia Scantamburlo detta "Schianta", fortemente tentata dal dedicarsi agli studi nel liceo psico-pedagogico. C'è un intervento chirurgico ad una sedicenne infortunata, "sono arrivata male, quando mi sono alzata il braccio era tutto storto" ricorda Giulia Leni, mostrando il gesso con orgoglio. C'è quella che vuole diventare biologa marina, quella che non sopporta più un "amico" insistente su facebook e stringe il cagnolino di pelouche regalato dalla madre che vive a Capo d'Orlando. La nostalgia della catanese Ferlito, che si chiede cosa ci faccia nella brumosa Milano, e l'amore di "Betta" Preziosa per il fidanzato ginnasta, "il mio ragazzo mi fa felice". Anche l'Olimpiade, in fondo, è un social network.