La storia

Nessuna pietà per le grandi
L'Africa ribalta il suo calcio

Molte big non sono riuscite a qualificarsi per la prossima coppa d'Africa in programma in Gabon. Le qualificazioni hanno stoppato Egitto, Camerun, Sudafrica e Nigerie promuovendo sorprese come Libia, Niger e Botswana

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Hai voglia ad aspettare. Sono anni che le nazionali africane, sospinte dalla fantasia popolare, dalla potenza fisica degli atleti, dal migliorare progressivo dell'alimentazione, dalle esperienze internazionali di alcuni di loro e dal presunto valore aggiunto di tecnici europei o sudamericani, dovrebbero sfondare. Non è mai accaduto. Nemmeno quando in Sudafrica lo scorso anno Blatter smaniava e sognava "un'africana in semifinale" con quella dilettantesca visione del futuro che gli è propria. Si sono limitate a stupire qualche ora, le africane: il proto-Camerun dell'82, la Nigeria ai mondiali del '94, il Senegal in Corea e Giappone e tutto sommato il Ghana nel 2010 finché Gyan non ha calciato in centro città, a partita finita, il rigore decisivo nel quarto di finale contro l'Uruguay. Qualcuno ha ancora i graffi delle zampate sul collo. Tanti ricordano Milla, Weah. Madjer è diventato ambasciatore dell'Unesco. Ma sostanza poca e continuità ancora meno.

Restano exploit folcloristici. Ricordate il festeggiamento di Yekini (Nigeria) 17 anni fa? Roba del genere. Per chiudere il cerchio delle aspettative tradite, adesso i supposti grandi, dai leoni del Camerun ai pluridecorati egiziani, dalla nerboruta Nigeria al sempre ambiguo Sudafrica, ridotti tutti a domabilissimi felini, non riescono neppure a qualificarsi per la fase finale della Coppa d'Africa, loro teorica terra di conquista. Nella prossima Coppa d'Africa, che inizierà a gennaio e si disputerà in Gabon e nella Guinea Equatoriale, una manifestazione così scomoda (per calendario) e così stritolata (dal calendario) da far quasi tenerezza, alcune storiche formazioni marcheranno visita per essersi ammalate durante le qualificazioni al punto da non riuscire a sconfiggere una specie di depressione agonistica: Camerun, Egitto, Nigeria, Algeria, Sudafrica, quest'ultimo uscito dopo aver pensato di essere entrato (con la coda tragicomica del festeggiamento avviato per aver male interpretato il regolamento) a casa. A riflettere.

A difendere i colori della tradizione di qualità restano Ghana e un ritrovato Senegal (la Costa d'Avorio è un'acquisizione relativamente più recente). Avanti i piccoli, come il Burkina Faso e il Botswana (c'è calcio oltre l'atletica di Montsho e Makusha), gli insospettabili come la Libia e il Niger. Più lo Zambia allenato da Dario Bonetti, tecnico sfigato che passa alle finali ma passa anche la mano: "Lo licenziamo perché la nostra squadra può dare di più", è esploso Kalusha Bwalya, uno degli eroi del 4-0 all'Italia a Seul '88 e ora membro della Fifa africana. Cose dell'altro mondo. Il Sudan non è una novità: vinse la Coppa nel '70. In questa caduta di idoli, il fallimento del Camerun di Eto'o sembra il meno sorprendente. Da tempo è una squadra irriconoscibile. Eto'o e compagni, snaturati da troppe ansie prestative (come lo fu la quotatissima Costa d'Avorio in Sudafrica) sono il simbolo di valori, insieme, rovesciati e attenuati. Il Camerun è rimasto fra le mucche "erwanqa", pancia e zampe bianche, di Umhlanga, sulla costa a nord di Durban, dove aveva stabilito il proprio quartier generale durante i mondiali sudafricani sognando di tornare al top: gli ottavi di finale apparvero e scomparvero come l'uomo fantasma vestito in abito rosso da festa che, secondo gli abitanti del villaggio, ogni notte lascerebbe tracce sulla sabbia creando onde come nel deserto.

Niente top. A fatica, sostituendo il tecnico, da LeGuen a Clemente, i leoni hanno cercato di ristabilire la gerarchia del calcio africano arrampicandosi sulla Coppa. Ma lo 0-0 casalingo contro il Congo non è stata soltanto una partita storta: è stata la prova di una nuova forma di impotenza. Le squadre al via della Coppa 2012 (rigenerata o sminuita?) saranno 16: oltre i paesi ospitanti, Mali, Guinea, Zambia, Marocco, Senegal, Burkina Faso, Niger, Costa d'Avorio, Ghana, Angola, Botswana, Tunisia, Libia e Sudan. Bandito in partenza e poi riammesso dopo essere stato preso a fucilate dai ribelli, il Togo non ce l'ha fatta. La Coppa d'Africa si terrà anche nel 2013 (in Sudafrica dopo la rinuncia della Libia). Poi nel 2015 (in Marocco) per evitare la concomitanza con mondiali e europei. Ma ne varrà la pena?