La storia

Da Bonucci a Meggiorini
in campo la squadra del cuore

C'è una Onlus fondata da un gruppo di giocatori professionisti e da Andrea Zalamena che raccoglie cimeli da vendere agli appassionati: con i fondi aiuta chi ha bisogno

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MILANO  -  Faizan e Fahad Ahmad, Abdul Moeez Jahangir, Afraz Alì e Shawaiz Mohammad sono cinque bambini pakistani tra i 6 e gli 11 anni che, da qualche mese, giocano a calcio nelle giovanili dell'Aurora Desio 1922, squadra della cittadina lombarda a nord di Milano. Se hanno potuto pagare la quota di iscrizione a un vero settore giovanile (perché ormai giocare a pallone costa qualche centinaio di euro all'anno), lo devono anche a Leonardo Bonucci, Riccardo Meggiorini, Davide Di Gennaro, Elia Legati, Davide Astori, Alessandro Lambrughi, Giacomo Bindi e tanti altri calciatori professionisti, coordinati da Andrea Zalamena, 40 anni, giornalista di Lesmo, il paese vicino a Monza che ha dato il nome a due celebri curve dell'autodromo del Gp d'Italia.

Nel 2008 Andrea ha fondato Live Onlus, un'associazione che raccoglie fondi a scopo benefico vendendo magliette, scarpe, guanti, fasce da capitano e ogni altro cimelio che fa impazzire i collezionisti di tutto il mondo. Una rete che inizia sui campi dalla A alla Lega Pro e finisce sulle aste di Ebay. E poi confluisce nei progetti di solidarietà. Faizan, Fahad, Abdul, Afraz e Shawaiz non avrebbero potuto scendere in campo con l'Aurora senza l'aiuto del progetto "Give me five", ideato da Live Onlus in collaborazione con la società di Desio. E quasi una decina di scuole tra Monza e dintorni hanno potuto dotarsi di defibrillatori grazie a queste raccolte benefiche a sfondo calcistico. Mentre gli oratori di San Biagio a Monza e San Quirico a Genova hanno realizzato due nuovi campi in erba sintetico con questo sistema.

E' una catena che produce incroci internazionali inaspettati: Zalamena, ad esempio, è riuscito a mettere all'asta una maglia originale del difensore centrale del Barcellona, Gerard Piquè, scambiata con l'attaccante della Juve Stabia e capitano della Lituania, Tomas Danilevicius, al termine della partita con la Spagna valida per le qualificazioni agli Europei del 2012. In questo modo è possibile arrivare alle casacche dei campioni più famosi. "Ogni settimana studio i calendari, vedo i possibili incroci dei calciatori che aiutano Live e penso alle magliette da chiedere dopo il triplice fischio", racconta Andrea. Poi inizia la fase della raccolta con spedizioni o incontri in giro per l'Italia. "E i collezionisti hanno le loro manie. Le magliette non devono essere lavate. Così le conservo tutte in uno sgabuzzino dove c'è un odore irrespirabile".

Tra poco nella collezione di cimeli sportivi, da vendere su internet, entrerà un nuovo oggetto: una delle due scarpe utilizzate da Bonucci nella partita con la Fiorentina, nella quale il difensore azzurro ha segnato il suo primo gol nel nuovo stadio di Torino, conservata in una teca con uno speciale gel (procedimento inventato da un'azienda di Udine e già usato con le scarpe di Di Natale) per non disperdere terra e fili d'erba dell'occasione.
Ma forse l'impresa più bella di Live Onlus è stata quella del 7 luglio 2009 quando Zalamena è partito con un pullmino da Desio alla volta di Onna per portare un gazebo di alluminio sotto il quale hanno iniziato a giocare i bambini del paese abruzzese duramente colpito dal terremoto tre mesi prima. Lungo la Penisola, Andrea ha recuperato Lambrughi, difensore del Livorno, socio fondatore di Live Onlus; Bindi, portiere del Crotone, vice-presidente dell'associazione; Davide Bassi, portiere del Sassuolo; Mario Pacilli, centrocampista dell'AlbinoLeffe, nato proprio a L'Aquila, e anche una cestista: Benedetta Bagnara che gioca a Lucca. "E' stato bellissimo. Siamo partiti la mattina all'alba e tornati la sera. Una sfacchinata, ma una grandissima soddisfazione", racconta Zalamena che si è alternato alla guida insieme ai calciatori volontari.

Un viaggio lungo l'Italia che proietta un'immagine differente rispetto all'iconografia classica del calciatore professionista. Mentre un altro scatto fonde in maniera mirabile questi due mondi distanti che spesso si uniscono producendo effetti benefici. Il protagonista è uno dei calciatori della rete solidale di Live Onlus che, a notte fonda, lascia uno dei famosi locali della movida milanese dove ha fatto quasi l'alba insieme a tanti colleghi dopo le partite della domenica, ma non vuole assolutamente perdere l'appuntamento della mattina dopo: la cerimonia di consegna di un defibrillatore a una scuola nei dintorni di Monza. E allora cosa fa? Lasciata la discoteca, va direttamente fuori da scuola e dorme in macchina fino alle 8 per essere puntuale davanti agli studenti. Miracoli di Live Onlus, l'associazione che riunisce una formazione che si vede poco, ma vince sempre: quella dei calciatori che, vendendo le loro magliette, fanno bene a chi ne ha bisogno.