La storia

'Race in the city', lo sci di fondo
arriva nel cuore di Milano

Il 14 e 15 gennaio il capoluogo lombardo ospiterà una due giorni con 4 gare di sprint tra Parco Sempione e Castello Sforzesco valide per la coppa del mondo, su piste appositamente allestite per la competizione

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MILANO - La fabbrica della neve e i camion che portano i fiocchi a Milano. Non è il titolo di un film di Natale, ma quello che succederà nei prossimi giorni per rendere possibile la "Race in the city" del 14 e 15 gennaio, tappa della Coppa del Mondo di sci di fondo in programma nel capoluogo lombardo, un appuntamento che mancava dal 1998 dai tempi dei circuiti della Fiera Campionaria e del Velodromo Vigorelli. Nei mesi scorsi sono state altre città europee a ospitare gare di sci di fondo tra le vie del centro: Dusseldorf, Stoccolma, Mosca, Oslo e Berna. Adesso tocca a Milano.

La materia prima ha iniziato a nascere due giorni fa in un ampio spazio alla partenza degli impianti sciistici di Valbondione, un paese della Val Seriana, 1.156 metri di altitudine. Il paese in provincia di Bergamo è una vera e propria industria della neve artificiale a beneficio dello sci di fondo. I cannoni appartengono a un'azienda privata, ma il Comune concede lo spiazzo gratuitamente per diminuire i costi dell'organizzazione di "Race in the city". E anche alcuni volontari contribuiscono alle produzione della neve. Queste operazioni vengono effettuate abitualmente a beneficio di tantissime gare di sci di fondo in Val Seriana e dintorni: non solo quelle dei professionisti, ma soprattutto le corse dei giovani che faticano a trovare la neve nel fondovalle. Senza questa fabbricazione artificiale sarebbe a rischio l'attività di base, non solo la tappa di Coppa del Mondo di Milano.

Da due giorni si accumula la neve (già pronti 1.500 metri cubi di fiocchi) per il circuito che sarà realizzato tra i sentieri del Parco Sempione alle spalle del Castello Sforzesco, senza nessuna invasione delle strade aperte al traffico delle macchine (onde evitare spiacevoli episodi come quelli che purtroppo caratterizzano le corse podistiche come la Stramilano con i corridori vittime della maleducazione di alcuni automobilisti). Lì, tra meno di due settimane, si daranno battaglia i campioni dello sprint maschile e femminile, in gare individuali e a squadre. Lunedì inizierà il trasferimento della neve da Valbondione a Milano: 20 camion faranno la spola tra la Val Seriana e il capoluogo lombardo nelle ore notturne per evitare il traffico del giorno (già calcolato che tra il 25 e il 30 per cento del prezioso carico andrà perso durante il trasferimento). A poco a poco il Parco Sempione verrà imbiancato e comincerà la preparazione del percorso vero e proprio. "In questo non siamo secondi a nessuno", dice Marco Mapelli, direttore della competizione, che è stato delegato tecnico anche a Dusseldorf e Berna. "A sud delle Alpi siamo abituati a lavorare nelle condizioni più sfavorevoli, basta che non piova il giorno della gara, poi siamo pronti a tutto", continua Mapelli pensando alla fortuna di svedesi, norvegesi e svizzeri (le temperature bassissime) e tedeschi: a Dusseldorf la neve viene prodotta a 4 chilometri dal tracciato. Per arrivare a Milano la neve della Val Seriana invece dovrà percorrere oltre 70 chilometri tra statale, autostrada e vie cittadine. Al Parco Sempione sarà compattata e preparata dagli esperti degli sci club dell'Alta Valtellina e di Clusone. Tra questi, Benito Moriconi, l'ex allenatore di Manuela Di Centa, organizzatore delle gare di sci di fondo a Torino 2006.

La neve sarà posata fino al 12 o al 13 gennaio, a secondo delle temperature più o meno basse. Cumuli di riserva saranno ospitati nella vicina Arena Civica per essere utilizzati in caso di emergenza. Mentre tra le stradine del Parco Sempione entrerà in azione anche un piccolo gatto delle nevi (lungo due metri e 80 centimetri) al quale saranno sostituiti i cingoli  -  gomma al posto del tradizionale alluminio - per evitare danni al selciato. Lo sci di fondo vuole entrare a Milano senza creare contrattempi a nessuno, compresi quei 20 camion che porteranno la neve di notte giù dalle montagne, come moderni babbi Natale chiamati a regalare fiocchi bianchi ai campioni della fatica.