La storia

Meccanici poco veloci
La Williams ingaggia Johnson

Il velocista americano, protagonista principale delle Olimpiadi di Atlanta '96, allenerà i meccanici della scuderia britannica di F1, per renderli più reattivi e rapidi al rifornimento. Sulle tute dello staff della Williams apparirà il marchio dell'azienda dell'ex fuoriclasse

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LONDRA - Michael Johnson è stato, per gran parte degli anni '90, l'uomo più veloce del mondo: tuttora detentore del record mondiale sui 400 metri piani, lo sprinter texano è stato il primo atleta della storia a centrare la doppietta 200-400 metri ai Giochi Olimpici, nel 1996 ad Atlanta, e riuscì per primo ad abbassare il primato di Pietro Mennea sul mezzo giro di pista, prima che Usain Bolt riscrivesse la storia e rivedesse i limiti umani. Nessuno avrebbe potuto immaginare che, a 44 anni suonati, Johnson si sarebbe ritrovato in Formula 1.

JOHNSON DARA' LO SPRINT AI MECCANICI - Michael Johnson non sarà al volante di una monoposto ma lavorerà per la Williams: l'atleta americano, infatti, è stato chiamato dalla scuderia britannica per preparare i meccanici alla prossima stagione. L'obiettivo della Williams è quello di rendere il proprio staff più reattivo, soprattutto nei pit-stop. Il rifornimento di carburante è un momento fondamentale nella Formula 1 moderna, una situazione in cui il sorpasso è ben più comune rispetto alla corsa in senso stretto. Evidentemente, a Grove, dev'essere stata evidenziata una criticità rispetto al fondamentale del pit-stop e, per risolverla trasformandola in una risorsa, hanno pensato di rivolgersi a uno che ha sempre avuto le ali ai piedi.

ALLENAMENTO INTENSIVO - Johnson ha approntato un proprio metodo, un "allenamento intensivo" come lo definiscono alla Williams, capace di "migliorare la velocità, l'agilità e la forza degli atleti, aumentandone il rendimento complessivo". L'accordo con la scuderia inglese prevede che, sulle tute di piloti e meccanici della Williams, compaia anche il marchio dell'azienda di Johnson, dedicata ovviamente ai sistemi di allenamento. In uno sport, come la Formula 1, dove si vive di millesimi, vale la pena provare tutto: bisognerà aspettare i primi riscontri cronometrici dai box per vedere se la cura Johnson funzionerà, rimarrà comunque difficile che il superallenamento basti a riportare la Williams al top.