''La politica non dovrebbe inquinare lo sport''. Più che un concetto, un ritornello. Quante volte è stato usato, e quante volte ha finito per risultare svuotato, privo di senso, violentato nella sua essenza da comportamenti che non potrebbero essere più lontani dalla lealtà. Se poi, protagonisti involontari, strumentalizzati per fini di assurdo nazionalismo, sono ragazzini di sedici anni, il limite è oltrepassato. Succede che quattro squadre dei Balcani sono invitate a partecipare alla 'Coppa Gaetano Scirea', regolarmente inserite nel manifesto ufficiale della manifestazione. Poi però, tre di queste spariscono dalla lista. Il motivo? La più titolata e potente, il Partizan Belgrado, non avrebbe gradito altre presenze della stessa area geografica, per una sorta di 'supremazia balcanica'. Una storia incredibile, che cambia completamente colore dalla partenza all'arrivo. Il via è tutto rose e fiori. C'è una città come Matera, una regione intera come la Basilicata, che sembra perfetta per ospitare un torneo giovanile con squadre dal nome altisonante. Da quelle parti in fondo il calcio dei miliardi lo vedono in televisione o lo leggono sui giornali. E l'esistenza stessa della gente lucana è un mescolarsi di mistico e profano, di semplicità, di una vita che scorre lenta, magari non a passo d'uomo, ma senza le frenesie di altri lidi.
Lodevole poi intitolare un torneo riservato alla categoria allievi, alla memoria di un mito come Scirea, fuoriclasse in campo, altrettanto fuori. Un uomo capace di provare una sorta di vergogna per essere un campione quando, uscito da un locale dove la Juve aveva festeggiato fino a notte inoltrata uno dei tanti scudetti, aveva incrociato gli operai che si alzavano all'alba per guadagnarsi la pagnotta. Il torneo è nato nel 1990, poi, dopo qualche anno di interruzione, da una decina d'anni ha ripreso ininterrottamente il proprio svolgimento, organizzato da una associazione culturale materana e con il sostegno delle istituzioni locali. La Juve è campione uscente, l'ultima squadra non italiana a vincere è stato proprio il Partizan di Belgrado.
I serbi sono presenti anche in questa edizione insieme a big italiane di calibro (Juventus, Inter, Roma, Lazio). Ci sono poi altre tre squadre balcaniche. Una è il glorioso F.K. Zeljeznicar di Sarajevo, la squadra dei ferrovieri: nelle sue file ha giocato Edin Dzeko (ora al Manchester City), mentre la stella di riferimento è Ivica Osim, gloria del calcio dell'ex Jugoslavia ed ora numero uno della traballante federazione bosniaca. Le altre sono la kosovara Besa Peje e la macedone Renova Tetovo. Abbiamo scritto ci sono, più corretto affermare che c'erano. Uno dei volontari che si adopera per reperire le squadre balcaniche, Massimo Finizio (l'altro riferimento per i contatti nei Balcani è Giuseppe Leotta), scopre casualmente guardando il televideo che Zeljeznicar, Besa Peje e Renova Tetovo non esistono più nel lotto dei partecipanti. Al loro posto, tra le altre, lo Slavia Praga, la cui presenza smonta di fatto la giustificazione data, dietro sollecitazione del Finizio, da un assessore del comune di Castellaneta circa presunti problemi di natura logistico-economica.
La cosa più inquietante però deve ancora venire. "Dopo varie insistenze per avere delle spiegazioni - ci dichiara Finizio - dall'assessorato del comune lucano si lasciano sfuggire che c'è un 'veto' del Partizan alla partecipazione delle altre". In pratica, il Partizan non vuole che altre squadre dei Balcani, pressione che sarebbe stata esercitata tramite l'agente di calciatori Vlado Borozan. A peggiorare ulteriormente le cose, una mail dell'organizzazione, a polemica già scatenata: viene precisato che le tre squadre in questione dovrebbero pagare una tassa di iscrizione di 5.000 euro, più 7.500 euro per le spese di permanenza. Ma il salario medio in Bosnia (Kosovo e Macedonia non stanno meglio) è di 400 euro, i conti, o meglio le deduzioni, le faccia il lettore. Insomma, sembrano solo apparentemente lontani i tempi (era il 1990) in cui la polizia dell'ex Jugoslavia partecipava agli scontri selvaggi allo stadio di Zagabria tra tifosi della Dinamo e della Stella Rossa di Belgrado: un campo di battaglia dove persino un gentiluomo come Zvonimir Boban (grande giocatore, ora pacatissimo opinionista Sky), perse il lume della ragione colpendo con un calcio un poliziotto che si accaniva contro un tifoso croato.
Ma allora nei Balcani c'era un clima generale ingestibile, polveriere ad ogni angolo della strada che attendevano solo chi accendesse la miccia, ed il dramma delle terribile guerra civile ne è stata la conseguenza. Le cicatrici rimarranno nei secoli, ma ormai la guerra è finita da tempo, ed allora il nazionalismo assume altre forme, ancora più subdole, come porre ostacoli a ragazzi per cui un viaggio in Italia ha un significato enorme. In passato a Matera sono passati giocatori di grande classe come Shevchenko, Raul, Jovetic - tanto per citarne un paio -: non fare venire i ragazzini macedoni, bosniaci, kosovari, è un'altra forma di boicottaggio, quello dei sogni.
LA VERSIONE DEGLI ORGANIZZATORI - Interpellato nel merito della questione, Mimmo Bellacicco, storico organizzatore del torneo, dà la sua versione dei fatti. "Bisogna tenere presente che l'organizzazione del torneo si basa sul volontariato, ed i contributi pubblici sono stati limitati a 7.500 euro per un piano di sviluppo turistico e 5.000 euro dal comune di Matera. Lo scorso anno il torneo è costato 240.000 euro, e non è una cifra da poco, io ed alta gente che vive per questo torneo ci siamo indebitati per rientrare delle spese. Quest'anno avevamo previsto 4 gironi da 16 squadre, e nel girone di Castellaneta avevano inserito le squadre di Macedonia, Kosovo e Bosnia insieme alla Rappresentativa della Basilicata. A Castellaneta ci avevano chiesto un quarto di finale e la semifinale, poi però, essendoci le elezioni a breve, non c'è stato punto di riferimento politico e non sono stati garantiti i fondi, la conseguenze è che abbiamo dovuto limitare il girone, visto che l'Uefa chiede almeno tre mesi prima del torneo la lista delle squadre. Il nostro torneo è uno dei più importanti d'Europa a livello giovanile, la finale fa 12.000 spettatori."
Ma sulla richiesta dei 5.000 euro di iscrizione dei 7.500 per l'alloggio? "Abbiamo fatto una lettera alle tre squadre balcaniche in cui chiedevamo perdono dell'accaduto, ed al tempo stesso abbiamo dichiarato che il signor Finizio non era responsabile dell'accaduto. Ma visto che il Finizio insisteva, allora abbiamo proposto il pagamento di queste somme. Per comitive così ampie non è poi una gran somma...". E il veto del Partizan: "Non mi risulta, hanno sempre dato spettacolo comportandosi con grande signorilità". Ma l'assessorato di Castellaneta? "Conosco il dottor Cellammare, assessore allo sport del comune di Castellaneta, come persona estremamente generosa, che aiuta i bambini di Chernobyl"
LA POSIZIONE DELLA FEDERCALCIO - Lo svolgimento del torneo non è ancora stato autorizzato dalla FIGC, che sta svolgendo verifiche sulla società Sassi Dream, subentrata alla associazione Scirea nell'organizzazione del torneo.
PARLA VLADO BOROZAN - "Credo che qualcuno abbia giustificato proprie lacune organizzative dicendo che il Partizan abbia posto il veto sulla partecipazione di queste squadre, ed ovviamente saranno presi i provvedimenti opportuni in sede penale". E' la versione di Vlado Borozan, procuratore di giocatori vicino al Partizan, che commenta l'accaduto. "Penso solo che è lontano anche solo dal pensiero del Partizan prendere atteggiamenti di questo tipo, nella nostra squadra hanno giocato elementi di tutte le etnie, dai kosovari ai macedoni, e non ci sono mai stati problemi. Bisognerebbe stare attenti a fare dichiarazioni di questo genere, anche perchè si rischi di accendere micce pericolosissime"
IL COMUNICATO UFFICIALE DI LEOTTA E FINIZIO - Giuseppe Leotta, avvocato del Foro di Roma, che insieme a Massimo Finizio si é occupato di intessere i rapporti con i tre club bancanici esclusi (Zeljeznicar Sarajevo, Renova Tetovo e Besa Peje), preso atto di quanto dichiarato dal responsabile della "Coppa Scirea", Sig. Mimmo Bellacicco, precisa: il Bellacicco sostiene: a) che l'edizione 2012 della manifestazione avrebbe originariamente previsto la partecipazione di 16 squadre; b) che, esclusivamente in virtú di paventati problemi finanziari, il numero delle squadre sarebbe sceso a 12; c) che, pertanto, l'organizzazione é stata costretta a "tagliare" un intero girone (proprio quello in cui erano state inserite le tre squadre balcaniche); d) che le squadre escluse sono state prontamente avvertite.
Orbene, sussistono elementi documentali che smentiscono le dichiarazioni del Sig. Bellacicco. Innanzi tutto, infatti, la lettera circolare che gli organizzatori hanno inviato lo scorso mese alle squadre partecipanti é indirizzata a 12 destinatari e non a 16, a dimostrazione del fatto che l'edizione 2012 della "Coppa Scirea" é stata concepita ab origine prevedendo la partecipazione esclusivamente di 12 club. Ed in quella lettera sono presenti i tre club successivamente esclusi. Club menzionati in tutti i comunicati stampa di lancio nonché, addirittura, sulla voce wikipedia della manifestazione sportiva. Non é altresí credibile la circostanza secondo cui l'esclusione dei 3 club balcanici sia dovuta esclusivamente a problemi finanziari. Ed infatti, nell'intenzione degli organizzatori, la competizione vedrà comunque la partecipazione di 12 squadre (cioé un numero pari a quello originariamente previsto nella predetta lettera circolare), di cui almeno una straniera (Slavia Praga). Ora, a meno che non si voglia sostere, che a diferenza di quelli balcanici, i ragazzi cechi non dormono e non mangiano sembra arduo poter ancora accampare l'esistenza di problemi finanziari.
Non risponde infine al vero che le squadre escluse siano state prontamente avvertite, dal momento che é stato ampiamente chiarito in quali accidentali circostanze si sia venuti a conoscenza dell'avvenuta esclusione.
Altra circostanza che appare oggettivamente assai sospetta é costituita dalla precisione "chirurgica" con cui si é andati a colpire proprio i club di una certa area geografica su cui insistono i ben noti problemi di carattere geo-politico. Per non parlare poi della richiesta di ben 12.500 euro a club provenienti da un'area geografica altamente depressa a fronte della partecipazione gratuita garaintita ai club oggettivamente piú ricchi.
Per le ragioni su esposte i tre club esclusi, a quanto mi risulta, starebbero valutando di richiedere all'organizzazione un cospicuo risarcimento dei danni subiti (si parla di importi a 7 cifre) e, soprattutto, di invitare gli eredi del compianto Gaetano Scirea a prendere le distanze da quanto accaduto e la Juventus ad astenersi di partecipare alla competizione.
Infine, sia consentito esprimere soddisfazione per le parole proferite dal Sig. Vlado Borozan di cui, tuttavia, non si condivide il richiamo a profili di carattere penale, invero inesistenti. Sarebbe bellissimo, pertanto, che il Sig. Borozan ed il Partizan (a cui di certo i soldi non mancano) si offrissero di coprire, a loro spese, i costi di partecipazione dei tre club esclusi.
Lodevole poi intitolare un torneo riservato alla categoria allievi, alla memoria di un mito come Scirea, fuoriclasse in campo, altrettanto fuori. Un uomo capace di provare una sorta di vergogna per essere un campione quando, uscito da un locale dove la Juve aveva festeggiato fino a notte inoltrata uno dei tanti scudetti, aveva incrociato gli operai che si alzavano all'alba per guadagnarsi la pagnotta. Il torneo è nato nel 1990, poi, dopo qualche anno di interruzione, da una decina d'anni ha ripreso ininterrottamente il proprio svolgimento, organizzato da una associazione culturale materana e con il sostegno delle istituzioni locali. La Juve è campione uscente, l'ultima squadra non italiana a vincere è stato proprio il Partizan di Belgrado.
I serbi sono presenti anche in questa edizione insieme a big italiane di calibro (Juventus, Inter, Roma, Lazio). Ci sono poi altre tre squadre balcaniche. Una è il glorioso F.K. Zeljeznicar di Sarajevo, la squadra dei ferrovieri: nelle sue file ha giocato Edin Dzeko (ora al Manchester City), mentre la stella di riferimento è Ivica Osim, gloria del calcio dell'ex Jugoslavia ed ora numero uno della traballante federazione bosniaca. Le altre sono la kosovara Besa Peje e la macedone Renova Tetovo. Abbiamo scritto ci sono, più corretto affermare che c'erano. Uno dei volontari che si adopera per reperire le squadre balcaniche, Massimo Finizio (l'altro riferimento per i contatti nei Balcani è Giuseppe Leotta), scopre casualmente guardando il televideo che Zeljeznicar, Besa Peje e Renova Tetovo non esistono più nel lotto dei partecipanti. Al loro posto, tra le altre, lo Slavia Praga, la cui presenza smonta di fatto la giustificazione data, dietro sollecitazione del Finizio, da un assessore del comune di Castellaneta circa presunti problemi di natura logistico-economica.
La cosa più inquietante però deve ancora venire. "Dopo varie insistenze per avere delle spiegazioni - ci dichiara Finizio - dall'assessorato del comune lucano si lasciano sfuggire che c'è un 'veto' del Partizan alla partecipazione delle altre". In pratica, il Partizan non vuole che altre squadre dei Balcani, pressione che sarebbe stata esercitata tramite l'agente di calciatori Vlado Borozan. A peggiorare ulteriormente le cose, una mail dell'organizzazione, a polemica già scatenata: viene precisato che le tre squadre in questione dovrebbero pagare una tassa di iscrizione di 5.000 euro, più 7.500 euro per le spese di permanenza. Ma il salario medio in Bosnia (Kosovo e Macedonia non stanno meglio) è di 400 euro, i conti, o meglio le deduzioni, le faccia il lettore. Insomma, sembrano solo apparentemente lontani i tempi (era il 1990) in cui la polizia dell'ex Jugoslavia partecipava agli scontri selvaggi allo stadio di Zagabria tra tifosi della Dinamo e della Stella Rossa di Belgrado: un campo di battaglia dove persino un gentiluomo come Zvonimir Boban (grande giocatore, ora pacatissimo opinionista Sky), perse il lume della ragione colpendo con un calcio un poliziotto che si accaniva contro un tifoso croato.
Ma allora nei Balcani c'era un clima generale ingestibile, polveriere ad ogni angolo della strada che attendevano solo chi accendesse la miccia, ed il dramma delle terribile guerra civile ne è stata la conseguenza. Le cicatrici rimarranno nei secoli, ma ormai la guerra è finita da tempo, ed allora il nazionalismo assume altre forme, ancora più subdole, come porre ostacoli a ragazzi per cui un viaggio in Italia ha un significato enorme. In passato a Matera sono passati giocatori di grande classe come Shevchenko, Raul, Jovetic - tanto per citarne un paio -: non fare venire i ragazzini macedoni, bosniaci, kosovari, è un'altra forma di boicottaggio, quello dei sogni.
LA VERSIONE DEGLI ORGANIZZATORI - Interpellato nel merito della questione, Mimmo Bellacicco, storico organizzatore del torneo, dà la sua versione dei fatti. "Bisogna tenere presente che l'organizzazione del torneo si basa sul volontariato, ed i contributi pubblici sono stati limitati a 7.500 euro per un piano di sviluppo turistico e 5.000 euro dal comune di Matera. Lo scorso anno il torneo è costato 240.000 euro, e non è una cifra da poco, io ed alta gente che vive per questo torneo ci siamo indebitati per rientrare delle spese. Quest'anno avevamo previsto 4 gironi da 16 squadre, e nel girone di Castellaneta avevano inserito le squadre di Macedonia, Kosovo e Bosnia insieme alla Rappresentativa della Basilicata. A Castellaneta ci avevano chiesto un quarto di finale e la semifinale, poi però, essendoci le elezioni a breve, non c'è stato punto di riferimento politico e non sono stati garantiti i fondi, la conseguenze è che abbiamo dovuto limitare il girone, visto che l'Uefa chiede almeno tre mesi prima del torneo la lista delle squadre. Il nostro torneo è uno dei più importanti d'Europa a livello giovanile, la finale fa 12.000 spettatori."
Ma sulla richiesta dei 5.000 euro di iscrizione dei 7.500 per l'alloggio? "Abbiamo fatto una lettera alle tre squadre balcaniche in cui chiedevamo perdono dell'accaduto, ed al tempo stesso abbiamo dichiarato che il signor Finizio non era responsabile dell'accaduto. Ma visto che il Finizio insisteva, allora abbiamo proposto il pagamento di queste somme. Per comitive così ampie non è poi una gran somma...". E il veto del Partizan: "Non mi risulta, hanno sempre dato spettacolo comportandosi con grande signorilità". Ma l'assessorato di Castellaneta? "Conosco il dottor Cellammare, assessore allo sport del comune di Castellaneta, come persona estremamente generosa, che aiuta i bambini di Chernobyl"
LA POSIZIONE DELLA FEDERCALCIO - Lo svolgimento del torneo non è ancora stato autorizzato dalla FIGC, che sta svolgendo verifiche sulla società Sassi Dream, subentrata alla associazione Scirea nell'organizzazione del torneo.
PARLA VLADO BOROZAN - "Credo che qualcuno abbia giustificato proprie lacune organizzative dicendo che il Partizan abbia posto il veto sulla partecipazione di queste squadre, ed ovviamente saranno presi i provvedimenti opportuni in sede penale". E' la versione di Vlado Borozan, procuratore di giocatori vicino al Partizan, che commenta l'accaduto. "Penso solo che è lontano anche solo dal pensiero del Partizan prendere atteggiamenti di questo tipo, nella nostra squadra hanno giocato elementi di tutte le etnie, dai kosovari ai macedoni, e non ci sono mai stati problemi. Bisognerebbe stare attenti a fare dichiarazioni di questo genere, anche perchè si rischi di accendere micce pericolosissime"
IL COMUNICATO UFFICIALE DI LEOTTA E FINIZIO - Giuseppe Leotta, avvocato del Foro di Roma, che insieme a Massimo Finizio si é occupato di intessere i rapporti con i tre club bancanici esclusi (Zeljeznicar Sarajevo, Renova Tetovo e Besa Peje), preso atto di quanto dichiarato dal responsabile della "Coppa Scirea", Sig. Mimmo Bellacicco, precisa: il Bellacicco sostiene: a) che l'edizione 2012 della manifestazione avrebbe originariamente previsto la partecipazione di 16 squadre; b) che, esclusivamente in virtú di paventati problemi finanziari, il numero delle squadre sarebbe sceso a 12; c) che, pertanto, l'organizzazione é stata costretta a "tagliare" un intero girone (proprio quello in cui erano state inserite le tre squadre balcaniche); d) che le squadre escluse sono state prontamente avvertite.
Orbene, sussistono elementi documentali che smentiscono le dichiarazioni del Sig. Bellacicco. Innanzi tutto, infatti, la lettera circolare che gli organizzatori hanno inviato lo scorso mese alle squadre partecipanti é indirizzata a 12 destinatari e non a 16, a dimostrazione del fatto che l'edizione 2012 della "Coppa Scirea" é stata concepita ab origine prevedendo la partecipazione esclusivamente di 12 club. Ed in quella lettera sono presenti i tre club successivamente esclusi. Club menzionati in tutti i comunicati stampa di lancio nonché, addirittura, sulla voce wikipedia della manifestazione sportiva. Non é altresí credibile la circostanza secondo cui l'esclusione dei 3 club balcanici sia dovuta esclusivamente a problemi finanziari. Ed infatti, nell'intenzione degli organizzatori, la competizione vedrà comunque la partecipazione di 12 squadre (cioé un numero pari a quello originariamente previsto nella predetta lettera circolare), di cui almeno una straniera (Slavia Praga). Ora, a meno che non si voglia sostere, che a diferenza di quelli balcanici, i ragazzi cechi non dormono e non mangiano sembra arduo poter ancora accampare l'esistenza di problemi finanziari.
Non risponde infine al vero che le squadre escluse siano state prontamente avvertite, dal momento che é stato ampiamente chiarito in quali accidentali circostanze si sia venuti a conoscenza dell'avvenuta esclusione.
Altra circostanza che appare oggettivamente assai sospetta é costituita dalla precisione "chirurgica" con cui si é andati a colpire proprio i club di una certa area geografica su cui insistono i ben noti problemi di carattere geo-politico. Per non parlare poi della richiesta di ben 12.500 euro a club provenienti da un'area geografica altamente depressa a fronte della partecipazione gratuita garaintita ai club oggettivamente piú ricchi.
Per le ragioni su esposte i tre club esclusi, a quanto mi risulta, starebbero valutando di richiedere all'organizzazione un cospicuo risarcimento dei danni subiti (si parla di importi a 7 cifre) e, soprattutto, di invitare gli eredi del compianto Gaetano Scirea a prendere le distanze da quanto accaduto e la Juventus ad astenersi di partecipare alla competizione.
Infine, sia consentito esprimere soddisfazione per le parole proferite dal Sig. Vlado Borozan di cui, tuttavia, non si condivide il richiamo a profili di carattere penale, invero inesistenti. Sarebbe bellissimo, pertanto, che il Sig. Borozan ed il Partizan (a cui di certo i soldi non mancano) si offrissero di coprire, a loro spese, i costi di partecipazione dei tre club esclusi.