"Cosa fa Nenette? Sogna". E' il semplice e bellissimo inizio della presentazione di questa avventura. E con Nenette - che presto sveleremo chi è - sognano un gruppo di ciclisti che per lei ( e ovviamente per inseguire i propri sogni) stanno per percorrere oltre seimila chilometri. Ma la catena non è finita: a spingere i ciclisti ci saranno i sogni dei bambini di Bassano del Grappa, che alla fine vedranno realizzata quella che sembrava una favola e si è trasformata in un bellissimo progetto di solidarietà. E di sport.
Allora sveliamo i protagonisti. Prendendo in prestito molte delle belle parole con cui sognatori bambini e ciclisti raccontano l'avventura che sta per cominciare: "Nenette è un villaggio del Senegal, a 450 km dalla capitale Dakar, che galleggia sulla sabbia. Dove la vita oggi può essere leggermente migliore grazie a un progetto che vede coinvolti dei bambini bianchi, italiani, del profondo Nord". Da anni le 33 scuole di Bassano del Grappa insieme alla Associazione "Una scuola di Arcobaleni" stanno lavorando per realizzare la costruzione di una scuola, di un ambulatorio e lo scavo di un pozzo in questo sperduto villaggio senegalese (guarda il sito). E ci sono riusciti: gli sforzi e i sogni di migliaia di bambini di Bassano ("bianchi, profondo Nord") hanno aperto una scuola, un pozzo, un ambulatorio per i loro coetanei "neri e del profondo Sud". A 6200 chilometri di distanza.
E qui viene la seconda parte del sogno. Perché un gruppo di 15 ciclisti veneti (tra i quali tre donne) li percorrerà tutti per andare a inaugurare quelle strutture. Una vera avventura che partirà venerdì 16 marzo per concludersi dopo 46 giorni e 37 tappe durante le quali dovranno percorrere una media di 160 chilometri al giorno. Una lunga cavalcata che li porterà dalle sponde del Mediterraneo - Italia, Francia e Spagna - a quelle dell'oceano Atlantico, dalle città imperiali del Marocco all'aspro deserto della Mauritania, e ancora giù fino a Dakar e oltre, con tutte le difficoltà che nasceranno dal pedalare in zone desertiche. Una sfida, un'avventura per chi ama la bicicletta. E loro ci si sono immersi fino in fondo. Ma - spiegano - non solo: "Con la nostra spedizione, soprattutto dopo il ritorno in Italia, faremo da volano per la raccolta di altri fondi, durante serate di presentazione del filmato e delle immagini prodotte durante il viaggio, per continuare a intervenire in aiuto del villaggio di Nenette".
D'altra parte questa non è la prima volta. Tutti loro fanno parte dell'associazione "Ponti di Pace", che non è nuova a imprese del genere. La spiegano così: "Siamo un gruppo di amici che amano la bici non solo come mezzo per correre, ma soprattutto come modo per viaggiare, incontrare, scoprire e conoscere paesi e popoli diversi visti attraverso la lente d'ingrandimento della lentezza". Lo hanno fatto in mezzo mondo. Da due delle loro avventure (Venezia-Pechino e Venezia-Gerusalemme) sono nati due noti libri di viaggio di Alberto Fiorin che hanno fatto da volano per realizzare progetti di solidarietà sempre sostenuti (come per Nenette) da associazioni di imprenditori, scuole, cittadini di Bassano. E poi centinaia di incontri per raccontare, per spiegare quella magia che si crea quando attraversi il mondo in bici: "Cerchiamo di comunicare la straordinarietà di un viaggio in bicicletta. Le due ruote consentono infatti un approccio diverso alle cose e al mondo che coinvolge intimamente, costringendo a mettersi in gioco sia nel fisico che nell'anima. Questi sono viaggi che quando arrivi sei diverso da quando sei partito". Il sogno continua.
Allora sveliamo i protagonisti. Prendendo in prestito molte delle belle parole con cui sognatori bambini e ciclisti raccontano l'avventura che sta per cominciare: "Nenette è un villaggio del Senegal, a 450 km dalla capitale Dakar, che galleggia sulla sabbia. Dove la vita oggi può essere leggermente migliore grazie a un progetto che vede coinvolti dei bambini bianchi, italiani, del profondo Nord". Da anni le 33 scuole di Bassano del Grappa insieme alla Associazione "Una scuola di Arcobaleni" stanno lavorando per realizzare la costruzione di una scuola, di un ambulatorio e lo scavo di un pozzo in questo sperduto villaggio senegalese (guarda il sito). E ci sono riusciti: gli sforzi e i sogni di migliaia di bambini di Bassano ("bianchi, profondo Nord") hanno aperto una scuola, un pozzo, un ambulatorio per i loro coetanei "neri e del profondo Sud". A 6200 chilometri di distanza.
E qui viene la seconda parte del sogno. Perché un gruppo di 15 ciclisti veneti (tra i quali tre donne) li percorrerà tutti per andare a inaugurare quelle strutture. Una vera avventura che partirà venerdì 16 marzo per concludersi dopo 46 giorni e 37 tappe durante le quali dovranno percorrere una media di 160 chilometri al giorno. Una lunga cavalcata che li porterà dalle sponde del Mediterraneo - Italia, Francia e Spagna - a quelle dell'oceano Atlantico, dalle città imperiali del Marocco all'aspro deserto della Mauritania, e ancora giù fino a Dakar e oltre, con tutte le difficoltà che nasceranno dal pedalare in zone desertiche. Una sfida, un'avventura per chi ama la bicicletta. E loro ci si sono immersi fino in fondo. Ma - spiegano - non solo: "Con la nostra spedizione, soprattutto dopo il ritorno in Italia, faremo da volano per la raccolta di altri fondi, durante serate di presentazione del filmato e delle immagini prodotte durante il viaggio, per continuare a intervenire in aiuto del villaggio di Nenette".
D'altra parte questa non è la prima volta. Tutti loro fanno parte dell'associazione "Ponti di Pace", che non è nuova a imprese del genere. La spiegano così: "Siamo un gruppo di amici che amano la bici non solo come mezzo per correre, ma soprattutto come modo per viaggiare, incontrare, scoprire e conoscere paesi e popoli diversi visti attraverso la lente d'ingrandimento della lentezza". Lo hanno fatto in mezzo mondo. Da due delle loro avventure (Venezia-Pechino e Venezia-Gerusalemme) sono nati due noti libri di viaggio di Alberto Fiorin che hanno fatto da volano per realizzare progetti di solidarietà sempre sostenuti (come per Nenette) da associazioni di imprenditori, scuole, cittadini di Bassano. E poi centinaia di incontri per raccontare, per spiegare quella magia che si crea quando attraversi il mondo in bici: "Cerchiamo di comunicare la straordinarietà di un viaggio in bicicletta. Le due ruote consentono infatti un approccio diverso alle cose e al mondo che coinvolge intimamente, costringendo a mettersi in gioco sia nel fisico che nell'anima. Questi sono viaggi che quando arrivi sei diverso da quando sei partito". Il sogno continua.