Chissà, forse più che con un colpo, una presa, un calcio, sarà una questione di sguardi. L'ottagono non è come il ring: anche qui c'è un arbitro a disciplinare la sfida, ma non ci sono vie di fuga. Il 14 aprile, nel catino infuocato di Stoccolma, quando Alessio Sakara e Brian Stann incroceranno i loro sguardi, capiranno dentro di loro come finirà la battaglia dei pesi medi nelle arti marziali miste. Il primo è romano, il 'Legionarius', unico italiano al mondo tra gli atleti UFC (Ultimate Fighting Championship - organizzazione mondiale di arti marziali miste, MMA). Combatte per se stesso ma anche per gli altri, impegnato com'è nel sociale. L'altro viene dagli Stati Uniti, è stato nei marines con il grado di capitano, ha combattuto in Iraq ed è stato decorato da George W. Bush. Il suo è uno sguardo freddo, tipico di chi ha un obbiettivo da raggiungerlo e pensa solo alla soluzione per riuscirci, temprato dal periodo in cui il suo ottagono era il clima arido del Medio Oriente.
Sakara, Stann fa paura a noi comuni mortali, ma uno come lei può averne?
"Paura è un termine improprio, possiamo parlare di timore. Ognuno di noi, sia io che lui, ne proviamo, fa parte dell'essere umano. Solo che è importante, fondamentale, saperla dominare"
E' l'unico italiano a far parte dell'organizzazione Mondiale, un fenomeno in crescita
"La disciplina ha origine nel '93 e raccoglieva atleti di vari sport. C'è chi combatteva con lo stile del pugilato, che del karate, chi della Kick Boxing ecc. Insomma un confronto tra vari modi di interpretare il combattimento libero per capire chi fosse il portatore dello stile più efficace"
Poi c'è stata una evoluzione
"Sì, dal 2001 in poi. Prima non c'erano regole, si combatteva a mani nude, non c'era un limite dei tempo. Stava diventando tutto troppo violento, poi tutto è stato disciplinato e questo sport ha ripreso quota"
Anche con le regole non è però come cogliere le margherite...
"Dico solo una cosa, ho due figli e se vinco con mia moglie facciamo il terzo. Ebbene, se in futuro loro volessero fare il mio sport ne sarei contento, perchè tempra fisico, spirito e carattere"
Però, un padre di larghe vedute...
"Beh, io ho avuto dei genitori che non mi hanno mai osteggiato nelle mie passioni, ed in questo sono stato molto fortunato"
Magari i suoi figli preferiscono il calcio?
"Qui sono meno di larghe vedute... Se osano giocare a pallone glielo buco. Se proprio hanno voglia di dedicarsi ad una palla, che sia quella ovale. Il rugby è uno sport che mi affascina molto e per regole e lealtà somiglia la mio"
Ma lei da ragazzino giocava a pallone
"Ho iniziato con il calcio, è vero, giocavo centravanti, ma ero un po' troppo irruento, collezionavo ammonizione ed espulsioni, ed allora sono andato in palestra a tirare di boxe"
Restiamo un attimo al calcio, ci è stato detto che lei è della Lazio?
"Sinceramente mi fa piacere che vincano le romane, qualunque delle due va bene lo stesso. E poi io resto affascinato dai giocatori più che dalle maglie. Quando ero piccolo mi piaceva il laziale Gascoigne, ora il romanista De Rossi"
Ma dalla boxe alla arti marziali miste?
"Rimasi affascinato da un video che mostrava la disciplina del vale tudo (vale tutto, ndr), forma precedente all'MMA. Allora ho venduto la moto, raccolto un po' di soldi e sono partito per il Brasile".
Poi l'entrata nella UFC
"E' stata la svolta, entrare nella lega americana è una crescita importante. Siamo una squadra, una scuderia se così si può dire. Prima dei match importanti ci riuniamo e prepariamo gli incontri nella stessa località. Io mi sto allenando a Miami, in Florida"
Ci racconti qualcosa dei suoi allenamenti di preparazione al match
"Ci si allena 2 volte al giorno per 4 ore. Diciamo che i nostri allenamenti sono molto simili al quelli di Stallone nel film Rocky, molto spartani, oppure di Primo Carnera quando spaccava la legna. Inoltre ce n'è uno che è molto curioso, si tratta di spingere una macchina a folle per una trentina di metri a tutta forza".
L'esercizio più duro?
"Si chiama hammner, si tratta di colpire con tutta la forza con un attrezzo una ruota che viene posizionata a terra, veramente tosto"
E' tosto pure il suo prossimo avversario?
"Direi tostissimo, Stann l'ho visto in un video e subito ho notato la sua forza, quindi a seguire è arrivata la proposta di incontrarlo. La tattica? Anche se vedi il tuo avversario combattere, la tattica non può essere predeterminata. Nella boxe tutto sommato l'atteggiamento varia poco, nelle arti marziali miste invece l'approccio alla sfida varia di volta in volta"
Solo allenamenti a Miami?
"Quasi, mi adopero anche in beneficienza. Ad esempio sono atteso da una sfida a domino con i cubani. Ogni giocata 25 dollari, tutto ovviamente verrà devoluto"
Scopriamo un Sakara attivo nel sociale
"Ho creato la Legionarius League, per dar modo ai ragazzi di potersi dedicare alle arti marziali miste e di crescere nel dilettantismo per potersi un domani affacciare tra i prof. Da noi ancora la specialità non ha preso piede, chi vuole fare strada deve emigrare, ad esempio in Olanda il movimento è abbastanza fiorente. Tutti i proventi dalla mia lega vanno all'associazione Assohandicap. A tal proposito annuncio che per giugno è in programma un evento con i rugbisti per raccogliere fondi, anche io mi cimentero con i campioni della palla ovale".
Per chiudere una curiosità, perchè Legionarius?
"Viene da una ricerca che ho condotto sul mio cognome. Sakara è originario di una zona dell'Egitto in cui era forte la presenza delle legioni dell'antica Roma".
Sakara, Stann fa paura a noi comuni mortali, ma uno come lei può averne?
"Paura è un termine improprio, possiamo parlare di timore. Ognuno di noi, sia io che lui, ne proviamo, fa parte dell'essere umano. Solo che è importante, fondamentale, saperla dominare"
E' l'unico italiano a far parte dell'organizzazione Mondiale, un fenomeno in crescita
"La disciplina ha origine nel '93 e raccoglieva atleti di vari sport. C'è chi combatteva con lo stile del pugilato, che del karate, chi della Kick Boxing ecc. Insomma un confronto tra vari modi di interpretare il combattimento libero per capire chi fosse il portatore dello stile più efficace"
Poi c'è stata una evoluzione
"Sì, dal 2001 in poi. Prima non c'erano regole, si combatteva a mani nude, non c'era un limite dei tempo. Stava diventando tutto troppo violento, poi tutto è stato disciplinato e questo sport ha ripreso quota"
Anche con le regole non è però come cogliere le margherite...
"Dico solo una cosa, ho due figli e se vinco con mia moglie facciamo il terzo. Ebbene, se in futuro loro volessero fare il mio sport ne sarei contento, perchè tempra fisico, spirito e carattere"
Però, un padre di larghe vedute...
"Beh, io ho avuto dei genitori che non mi hanno mai osteggiato nelle mie passioni, ed in questo sono stato molto fortunato"
Magari i suoi figli preferiscono il calcio?
"Qui sono meno di larghe vedute... Se osano giocare a pallone glielo buco. Se proprio hanno voglia di dedicarsi ad una palla, che sia quella ovale. Il rugby è uno sport che mi affascina molto e per regole e lealtà somiglia la mio"
Ma lei da ragazzino giocava a pallone
"Ho iniziato con il calcio, è vero, giocavo centravanti, ma ero un po' troppo irruento, collezionavo ammonizione ed espulsioni, ed allora sono andato in palestra a tirare di boxe"
Restiamo un attimo al calcio, ci è stato detto che lei è della Lazio?
"Sinceramente mi fa piacere che vincano le romane, qualunque delle due va bene lo stesso. E poi io resto affascinato dai giocatori più che dalle maglie. Quando ero piccolo mi piaceva il laziale Gascoigne, ora il romanista De Rossi"
Ma dalla boxe alla arti marziali miste?
"Rimasi affascinato da un video che mostrava la disciplina del vale tudo (vale tutto, ndr), forma precedente all'MMA. Allora ho venduto la moto, raccolto un po' di soldi e sono partito per il Brasile".
Poi l'entrata nella UFC
"E' stata la svolta, entrare nella lega americana è una crescita importante. Siamo una squadra, una scuderia se così si può dire. Prima dei match importanti ci riuniamo e prepariamo gli incontri nella stessa località. Io mi sto allenando a Miami, in Florida"
Ci racconti qualcosa dei suoi allenamenti di preparazione al match
"Ci si allena 2 volte al giorno per 4 ore. Diciamo che i nostri allenamenti sono molto simili al quelli di Stallone nel film Rocky, molto spartani, oppure di Primo Carnera quando spaccava la legna. Inoltre ce n'è uno che è molto curioso, si tratta di spingere una macchina a folle per una trentina di metri a tutta forza".
L'esercizio più duro?
"Si chiama hammner, si tratta di colpire con tutta la forza con un attrezzo una ruota che viene posizionata a terra, veramente tosto"
E' tosto pure il suo prossimo avversario?
"Direi tostissimo, Stann l'ho visto in un video e subito ho notato la sua forza, quindi a seguire è arrivata la proposta di incontrarlo. La tattica? Anche se vedi il tuo avversario combattere, la tattica non può essere predeterminata. Nella boxe tutto sommato l'atteggiamento varia poco, nelle arti marziali miste invece l'approccio alla sfida varia di volta in volta"
Solo allenamenti a Miami?
"Quasi, mi adopero anche in beneficienza. Ad esempio sono atteso da una sfida a domino con i cubani. Ogni giocata 25 dollari, tutto ovviamente verrà devoluto"
Scopriamo un Sakara attivo nel sociale
"Ho creato la Legionarius League, per dar modo ai ragazzi di potersi dedicare alle arti marziali miste e di crescere nel dilettantismo per potersi un domani affacciare tra i prof. Da noi ancora la specialità non ha preso piede, chi vuole fare strada deve emigrare, ad esempio in Olanda il movimento è abbastanza fiorente. Tutti i proventi dalla mia lega vanno all'associazione Assohandicap. A tal proposito annuncio che per giugno è in programma un evento con i rugbisti per raccogliere fondi, anche io mi cimentero con i campioni della palla ovale".
Per chiudere una curiosità, perchè Legionarius?
"Viene da una ricerca che ho condotto sul mio cognome. Sakara è originario di una zona dell'Egitto in cui era forte la presenza delle legioni dell'antica Roma".