ROMA - La giornata del martedí romano comincia con la vittoria di Sloane Stephens su Anna Chakvetadze. Un bel successo per Sloane, la cui storia merita di essere raccontata. Figlia di John Stephens, giocatore americano di baseball, é cresciuta solo con la mamma, Sybil, senza ave rapporti con il papà. Fino ai tredici anni, quando inizió ad avere un minimo di relazione epistolare. Qualche fugace contatto, ma niente di significativo. Intanto la giovane Sloane si manifesta nel tennis, affermandosi tra le promesse Usa e seguendo la scia delle sorelle Williams.
Nel 2009 é pronta per giocare le qualificazioni agli US Open, ma accade il dramma. Un incidente d'auto a papà John. Sloane perde quel padre che non ha mai avuto, con il quale si stava pian pianino avvicinando. Scoprirà anche che era malato terminale, e che voleva parlarle. Cosa fare? Giocare o andare ai funerali? Sloane scelse la seconda opzione. Ed ha fatto bene perché il tempo le sta dando ragione. La russa Chakvetadze é stata Top Ten, ma ha dovuto arrendersi contro le accelerazioni della giovane di Fort Lauderdale, ispirata - forse - proprio dalla vicinanza di Venus Williams che, nel campo adiacente, si allenava e plaudiva.
Nel 2009 é pronta per giocare le qualificazioni agli US Open, ma accade il dramma. Un incidente d'auto a papà John. Sloane perde quel padre che non ha mai avuto, con il quale si stava pian pianino avvicinando. Scoprirà anche che era malato terminale, e che voleva parlarle. Cosa fare? Giocare o andare ai funerali? Sloane scelse la seconda opzione. Ed ha fatto bene perché il tempo le sta dando ragione. La russa Chakvetadze é stata Top Ten, ma ha dovuto arrendersi contro le accelerazioni della giovane di Fort Lauderdale, ispirata - forse - proprio dalla vicinanza di Venus Williams che, nel campo adiacente, si allenava e plaudiva.