La storia

XV Sardinia contro Barcellona
I due modi di sentirsi catalani

Sabato ad Alghero una selezione di rugbisty sardi se la vedrà con quella blaugrana. Una partita storica, carica di significati che vanno oltre lo sport: gli isolani hanno ancora caratteri linguistici marcati a 700 anni dall'invasione catalano-aragonese, per gli avversari ogni occasione è buona per manifestare l'insofferenza verso lo stato spagnolo
di RAFFALELE R. RIVERSO

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BARCELLONA - Lontana dalle suggestive, quanto improbabili, rivendicazioni della nazionale padana di calcio di Umberto Bossi, quella di sabato ad Alghero verrà ricordata come una giornata storica per l'identità sarda. Non si chiederà l'indipendenza né tantomeno si rinnegherà la bandiera italiana. Allo stadio Maria Pia, infatti, si giocherà una semplice partita di rugby che però vedrà scendere in campo una nazionale senior sarda per la prima volta nella storia dello sport moderno: il XV Sardinia.

Di fronte ci sarà il Rugby Barcelona, ossia una selezione dei migliori giocatori delle cinque squadre della ciutat comtal, al loro debutto in un test match fuori dai propri confini nazionali. Il trait d'union è la lingua: quel catalano che ancora oggi, 700 anni dopo l'invasione della Sardegna da parte della corona catalano-aragonese, è molto diffuso su tutto il territorio algherese. Non solo identità sarda, quindi, ma anche catalana.
Alghero e Barcellona rappresentano due modi diversi di essere catalani. Se in Sardegna il legame con i dirimpettai del Mediterraneo è per lo più vissuto sotto il punto di pista della tradizione e della storia, dall'altra parte "l'ingombrante" presenza dello stato spagnolo, mai completamente accettato in Catalunya, sta provocando, complice la crisi economica, un consolidamento importante delle posizioni più catalaniste. Ed è per questo motivo che la partita è carica di simbologie sia dall'una che dall'altra parte.

Nella storia del rugby italiano, inoltre, Barcellona occupa una posto privilegiato. Fu proprio nella capitale catalana, infatti, che l'Italia giocò la sua prima partita internazionale di rugby. Era il 1929 e gli azzurri (che al tempo vestivano di bianco) debuttarono contro la Spagna (che in realtà era una selezione catalana) nello stadio di Montjuic, teatro quell'anno dell'Esposizione universale. La partita finì con una sconfitta (9-0) vendicata, però, pochi mesi dopo a Milano (3-0) in quello che fu il primo incontro interno della storia della nazionale italiana.

Jordi Homs, presidente del Rugby Barcellona e organizzatore dell'evento assieme all'algherese Salvatore Marinaro, si riferisce al modello italiano come "esempio da seguire": "Prima della guerra civile spagnola, durante la Repubblica, il rugby catalano andava di pari passo con quello italiano. La vittoria di Franco e le sue manie accentratrici cancellarono quanto di buono era stato fatto. Oggi l'Italia rappresenta l'unico vero punto di riferimento rugbistico dell'Europa del sud. E da lì dobbiamo ripartire anche noi".